Ciclismo, il pagellone del 2014: tutti gli italiani! Brillano Nibali, Aru e Colbrelli

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Nella giornata di ieri abbiamo iniziato ad analizzare con un vero e proprio pagellone di fine anno come si sono comportati i big del ciclismo mondiale (clicca qui per leggerlo). Oggi ci concentreremo sui corridori italiani: c’è chi ha fatto bene e chi, invece, ha faticato molto.

NIBALI Vincenzo, voto 9: riesce nell’impresa di riportare in Italia il Tour de France, ma per il resto il suo 2014 si perde nell’anonimato salvo qualche eccezione. Nella prima parte di stagione rincorre la miglior condizione, regala spettacolo al Tour de France sul pavè e in salita salvo poi sparire nuovamente. Impietosa la mancata risposta delle gambe durante l’ultimo giro del Mondiale sullo scatto di Joaquim Rodriguez. Troppo monodimensionale per arrivare ad un voto maggiore, ma resta la grande impresa.

ARU Fabio, voto 8: il nuovo che avanza. Podio al Giro e quinto posto finale con, rispettivamente, una e due vittorie di tappa. La crescita rispetto al 2013 è evidente e per il 2015 le aspettative sono tante. Per ora sta crescendo bene ed è giusto dargli tempo. Inutile nascondere, però, che l’Italia fa grande affidamento su di lui. E quanto fatto vedere in questo 2014 conferma che le aspettative sono fondate. E anche per le classiche potrebbe essere un nome interessante.

CARUSO Giampaolo, voto 7,5: la stagione della consacrazione, nonostante i 34 anni. In Katusha sembra aver trovato l’equilibrio perfetto con l’ecosistema della squadra. Arriva ad un passo dalla vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi, si infortuna al Giro ma torna per una Vuelta ancora da assoluto protagonista. Nel finale di stagione coglie finalmente un bel successo alla Milano-Torino. Si è riscoperto in una nuova veste.

REBELLIN Davide, voto 7,5: a 43 anni ha ancora la forza per mettere nelle gambe 48 giorni di corsa. E non per attaccare semplicemente il numero sulla maglia. Compete a buoni livelli in primavera, quando è addirittura il secondo miglior italiano all’Amstel Gold Race e tra i migliori al Giro di Turchia. Nel finale di stagione invece che calare ritrova il colpo di pedale giusta e trova piazzamenti di prestigio alla Tre Valli Varesine e alla Milano-Torino prima di lasciare la firma al Giro dell’Emilia. E nel 2015 dovrebbe essere ancora in gruppo.

ULISSI Diego, senza voto: impossibile dare una votazione numerica alla (mezza) stagione del toscano. In attesa che vengano sciolti i dubbi sul famoso controllo cui è risultato positivo, non possiamo che valutare ottimamente il Giro d’Italia svolto, con due tappe vinte, mentre sono emersi ancora una volta lacune importante nelle grandi classiche. Il tutto, ora, è nelle mani della giustizia sportiva.

BATTAGLIN Enrico, voto 7: si salva con una bellissima tappa al Giro d’Italia con arrivo ad Oropa. Per il resto si fa vedere alla Milano-Sanremo, salvo poi sparire completamente nella seconda parte di stagione. Da lui ci si può aspettare di più e la prossima stagione, in questo senso, sarà molto importante.

PIRAZZI Stefano, voto 7: l’unico risultato di prestigio lo coglie a Vittorio Veneto, quando conquista il primo successo in carriera nella corsa che l’ha reso celebre (il Giro d’Italia). Anche lui, però, nel resto della stagione è molto sottotono e mai competitivo.

DE MARCHI Alessandro, voto 8,5: da luglio in poi è inarrestabile. Prima è costretto a lavorare per Sagan, ma al Tour conquista il premio di super-combattivo, alla Vuelta una tappa che vale tantissimo per un corridore coraggioso e sempre all’attacco come lui.Quest’indole caratterizza anche il suo Mondiale. Una delle rivelazioni della stagione per quanto riguarda il pedale azzurro.

MALORI Adriano, voto 7,5: indimenticabile per lui la vittoria nella crono finale della Tirreno-Adriatico davanti a tutti i migliori specialisti del mondo. Ovviamente è chiamato a svolgere tanto lavoro per i compagni, ma si toglie una soddisfazione importante salendo sul gradino più alto del podio l’ultima tappa della Vuelta a España. Ai Mondiali è sesto.

MODOLO Sacha, voto 7,5:  la sua avventura alla Lampre-Merida sembra iniziare nel migliore dei modi e nella prima parte di stagione trova subito una buona condizione che gli fa raccogliere qualche buon successo. A giugno arriva la vittoria più importante della stagione al Giro di Svizzera precedendo Peter Sagan, ma un infortunio al Tour gli pregiudica gli ultimi mesi di questo 2014.

COLBRELLI Sonny, voto 8: va fortissimo. Un velocista capace di reggere in tante situazioni diverse. Resistente sugli strappi, si trova spesso e volentieri a giocarsi il successo in gruppi ristretti. Fino a giugno solo tanti piazzamenti, spicca il sesto posto in una Sanremo corsa da assoluto protagonista, poi inizia vincere e si guadagna la convocazione ai Mondiali di Ponferrada, dove è il migliore degli italiani. Da tenere assolutamente d’occhio in ottica futura.

VIVIANI Elia, voto 6: come le sue vittorie. Spesso e volentieri però chiude in prima posizione nelle corse di seconda fascia. Fallisce nel Giro d’Italia che doveva consacrarlo a livello dei migliori sprinter al mondo. Ha deciso di cambiare aria e al Team Sky potrà ricominciare a lavorare anche su pista con maggiore costanza. Ha le qualità per riprendersi.

TRENTIN Matteo, voto 7,5: alle classiche del nord svolge il compito di gregario, ma il periodo magico lo vive tra giugno e luglio. prima una tappa al Giro di Svizzera, poi stampa Sagan al Tour de France per una manciata di millimetri. Sembra proiettato verso un ruolo di primissimo piano al Mondiale a perde completamente la condizione. Corridore completo che ha dimostrato, a se stesso e alla squadra, di saper vincere.

GUARDINI Andrea, voto 5: la musica è sempre la stessa. Qualche vittoria in giro per il mondo, ma nelle corse più prestigiose sparisce. Ormai ha 25 anni e dal 2015 è necessario quel salto di qualità che sta tardando ad arrivare.

NIZZOLO Giacomo, voto 8: un Giro d’Italia ottimo, cui manca solamente la vittoria. Più piazzato che vincente, la sua crescita è stata importantissima negli ultimi 12 mesi e potrebbe diventare un corridore interessantissimo anche nelle corse di un giorno.

GATTO Oscar, voto 5: a parte un paio di vittorie al Giro d’Austria la sua stagione non è brillante. Durante le classiche il ruolo di gregario lo limita molto e per il resto non incide. Lontanissimo dal corridore che nel 2013 riusciva a dettare legge in corse come la Dwaars Door Vlaanderen.

POZZATO Filippo, voto 5: non basta qualche piazzamento nel finale di stagione per strappare la sufficienza, così come non sono bastati per andare al Mondiale. Le possibilità a sua disposizione stanno per finire e un’altra primavera ( e con lei la campagna del nord) è alle spalle.

CUNEGO Damiano, voto 4: difficile valutarlo. Di fatto non si vede mai. Probabilmente la cosa migliore la fa firmando per la Vini Fantini – Nippo – De Rosa per trovare nuovi stimoli.

BASSO Ivan, voto 5: dice addio alla speranza di poter essere competitivo in una corsa di 3 settimane. Il tempo, per lui, scorre inesorabile.

BENNATI Daniele, voto 7: scudiero di Alberto Contador, che lo vuole sempre con sè. Si è riciclato alla grande come uomo squadre e alla Tinkoff-Saxo sembra aver trovato la propria dimensione.

POZZOVIVO Domenico, voto 7: quinto alla Liegi-Bastogne-Liegi e al Giro d’Italia, lo scalatore lucano fa un ulteriore passo avanti rispetto alle stagioni precedenti. Nella seconda metà di stagione sembra esser messo KO da un brutto infortunio, ma riesce a rientrare prima dell’autunno. Una buona base motivazionale da cui partire per costruire un bel 2015, che magari lo veda sul podio di un grande giro.

CATALDO Dario, voto 6,5: si cala bene nel Team Sky, dove svolge in maniera sempre diligente il proprio compito. La fuga sullo Stelvio innevato rimarrà nei ricordi di appassionati e tifosi per tanto tempo.

PONZI Simone, voto 6,5: penalizzato da un calendario poco stimolante della Neri Sottoli. Anche al Giro, però è praticamente inesistente. Sempre protagonista nelle classiche italiane ma da lui ci si può aspettare di più.

VISCONTI Giovanni, voto 7: a gennaio sembra un calvario. L’infortunio alla gamba lo tiene lontano dalle corse per tanto tempo, ma ritrova competitività al Tour dove sfiora anche una tappa. Una tenacia stupenda che vale più di molte vittorie.

OSS Daniel, voto 6,5: stagione per nulla esaltante raddrizzata con il Mondiale nella cronosquadre a Ponferrada. Con lui sul gradino più alto del podio anche Manuel Quinziato (voto 7, corridore importante per la squadra).

GASPAROTTO Enrico, voto 6,5: paga la mancata convocazione al Mondiale. Per il resto nelle classiche c’è sempre, anche se gli è mancato lo spunto per provare a vincere. Difficile capire il motivo per cui non è andato a Ponferrada date le caratteristiche sue e del percorso.

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto: Gianluca Santo

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