Sollevamento pesi: Pagliaro e Scarantino, l’Italia che vince e sogna in grande

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La giornata di ieri ha consacrato l’Italia tra le potenze del sollevamento pesi europeo, almeno per quanto riguarda le categorie ‘leggere’.

Prima la stratosferica tripletta d’oro di Genny Pagliaro nei -48 kg, poi l’argento nel totale di Mirco Scarantino nei -56 kg, a sole due lunghezze dal titolo.

Partiamo dalla Pagliaro. La 25enne nissena, dopo essere esplosa da giovanissima, come la maggior parte degli italiani sta ottenendo il meglio della sua carriera proprio nel periodo della maturità agonistica, che varia da atleta ad atleta, ma che possiamo indicativamente considerare compreso in un arco di tempo tra i 25 ed i 28 anni.

Ieri la campionessa siciliana ha vinto con un punteggio totale inferiore di un kg rispetto al 2013 (180 contro 181), dando la sensazione di sollevare solo le misure necessarie per battere le avversarie. L’impressione è che il margine attuale, come rivelato da lei stessa ad Olimpiazzurra, sia ben più elevato, di sicuro intorno ai 185-187 kg. Dopo aver monopolizzato l’Europa per due stagioni consecutive, per Genny è tempo ora di lanciare la sfida al mondo. A novembre si terrà la rassegna iridata ad Almaty, valida anche per la qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016. Attualmente la Pagliaro è già da medaglia mondiale, basti pensare che lo scorso anno con 181 kg la messicana Carolina Valencia Hernandez vinse il bronzo. Più complesso il discorso per le prime due posizioni, con la campionessa iridata in carica cinese Yayun Tan (199 kg) e la nord-coreana Chun Hwa Ryang, bronzo a Londra 2012 e con un personale di 192 kg, che al momento appaiono un gradino sopra l’azzurra. Tuttavia, avvicinando e magari superando il suo record personale ed italiano che risale ormai al 2008 (194 kg), la pesista nissena potrebbe realmente giocarsela con chiunque.

Il filo conduttore che ha caratterizzato sinora la giovane carriera di Mirco Scarantino è quello di essere riuscito a migliorarsi in tutte le grandi competizioni internazionali, sinonimo di grande carattere. Rispetto ai Mondiali 2013, quando giunse settimo, il 19enne nisseno ha incrementato il personale di 3 kg, portando il record italiano nel totale da 254 a 257. Purtroppo l’oro assoluto è rimasto distante appena 2 kg, ovvero quelli mancanti per il nullo a quota 116 kg nello strappo, prova mancata veramente di un soffio. Il successo è andato al rumeno Florin Croitoru, tornato nella categoria -56 kg dopo aver vinto l’argento nella rassegna continentale 2013 tra i -62 kg.

Scarantino continua a progredire a vista d’occhio e già ora vale un totale di 260 kg o poco più. E’ probabile che ai prossimi Mondiali, il vero obiettivo stagionale, vedremo Mirko superare questa soglia. A differenza di quanto detto per la Pagliaro, tuttavia, l’azzurrino è ormai stabilmente tra i big in campo europeo, mentre a livello planetario il gap dal podio resta veramente ampio. Basti pensare che nella passata stagione ai Mondiali si è vinto l’oro con 289 kg (il nord coreano Yun Chol Om) ed il bronzo con 283 kg (il vietnamita Kim Tuan Thach). Scarantino, dunque, dovrebbe colmare un gap di circa 25 kg per puntare ad una medaglia alle prossime Olimpiadi. Un’impresa davvero titanica, forse fuori portata, come da lui stesso ammesso ad Olimpiazzurra. Di certo suona quanto meno strano che i pesisti asiatici gareggino in pratica su un’altra dimensione rispetto al resto del mondo. In passato è sorto più di un sospetto riguardo alla credibilità e regolarità di certi risultati, ma si è trattato di semplici illazioni non suffragate da effettivi riscontri, salvo in alcuni casi che sono stati sanzionati con le giuste squalifiche. Per Scarantino, dunque, la strada è ancora lunga, ma il tempo tutto dalla sua parte.

 

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federico.militello@olimpiazzurra.com

Foto: Fipe

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