Vuelta 2013: Domenico Pozzovivo orgoglio di Lucania

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Che la Vuelta a España potesse avere ben più di un azzurro tra i protagonisti lo avevamo detto e scritto per tempo: un Nibali nei panni del favorito, un Basso tornato a pedalare forte, poi Scarponi, Capecchi…e Domenico Pozzovivo.

Non si parla mai troppo del ragazzo di Montalbano Jonico, paese di 7000 anime incastonato tra il mare e le montagne lucane. Da anni è uno dei migliori scalatori del panorama ciclistico globale: uno di quegli atleti che, appena c’è una salita, incendia la corsa, pur avendo maturato un ottimo senso tattico nel corso della stagioni. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, visti i suoi 165 cm x 55 kg, misure da fantino o da grimpeur purissimo: cresciuto alla corte dei Reverberi prima di approdare in Francia alla Ag2r, Domenico non è mai riuscito a chiudere nella top five una grande corsa a tappe, proprio perché le sue doti erano essenzialmente quelle dello scalatore a tutto tondo in grande difficoltà a cronometro.

Oggi, però, nell’undicesima tappa della Vuelta è successo l’impensabile: Pozzovivo al terzo posto in una cronometro di 38 km! Certo, il percorso era vallonato con un GPM di terza categoria nel mezzo (in cima al quale il lucano aveva addirittura il miglior tempo), ma nessuno avrebbe potuto immaginare che chiudesse ad 1’24” da Fabian Cancellara (sangue lucano pure lui), a meno di un minuto da Tony Martin, meglio di tutti gli altri big che mirano al podio di Madrid. Cos’è successo? In realtà Domenico, ancora a secco di vittorie in questo 2013, ha dato decisi segnali di miglioramento a cronometro già da qualche mese, chiudendo ad esempio ottavo a marzo nella prova di Alès all’Étoile des Bessegès e nei primi venti sia nella crono di Saltara al Giro, sia nella recente crono di Cracovia al Polonia.

Certo, il balzo da questi piazzamenti dignitosi ad un capolavoro come quello odierno è notevole, ma d’altronde le gambe di questo figlio della Basilicata giravano bene e si era già visto sulle prime salite. Ora, il dottor Pozzovivo, laureato in Economia aziendale, è sesto in classifica a 2’44” da Nibali, meno di due minuti dal podio: e da qui a Madrid ci saranno tante, amate montagne per sognare in grande.

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foto tratta da cyclingnews.com

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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