Rugby: la stagione del sogno per il Benetton Treviso

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“Non ci sono più alibi o giustificazioni, i giocatori e lo staff dimostrino che sanno vincere, vincere anche giocando male come è proprio delle grandi squadre”. Parole (dure) e musica di Vittorio Munari, in una recente intervista rilasciata ad Elvis Lucchese per rugbypeople.org. Dichiarazioni con cui il dg del Benetton Treviso lancia dei chiarissimi segnali a Franco Smith e ai suoi ragazzi: non bisogna accontentarsi. Tre anni per ambientarsi, contestualizzarsi e amalgamarsi al livello delle altre celtiche possono bastare: ora è il momento della vera scintilla, di raccogliere i frutti del lavoro svolto finora. D’altronde, come ci insegna Ligabue in una delle sue canzoni più note, “chi si accontenta gode, così così”

Ambizioni – L’ossatura della squadra è la stessa che ha raccolto ben dieci vittorie la passata stagione – record per la franchigia -, ma la sensazione è che con qualche dettaglio maggiormente curato avrebbero potuto essere qualcuna in più. Troppe le ‘sconfitte onorevoli’, da convertire quest’anno in vittorie e punti necessari per scalare ulteriormente la classifica e magari togliersi il velo per puntare ai playoff. Il raggiungimento delle semifinali coronerebbe un eccezionale quadriennio di lavoro, programmazione e sudore, e rappresenterebbe inoltre il giusto e meritato commiato a Franco Smith, dopo anni di egregio lavoro. Guai, però, a puntare troppo in alto fin dal principio: il rischio è quello di ‘rimbalzare’, per poi defilarsi dalle posizioni nobili dalla classifica. Prima del sogno c’è la vita da vivere, che per Treviso vuol dire soprattutto un concetto: riconfermarsi e puntare gradualmente sempre più in alto, senza darsi obiettivi, ma con la consapevolezza di poter riscrivere i libri di storia del rugby italiano.

Riflettori puntati su…I trequarti. E’ giunto il momento della vera svolta anche per il reparto arretrato, da sempre bistrattato per la minore qualità rispetto ai giganti della mischia. L’importante tasso tecnico al servizio di Smith al giorno d’oggi, però, impone di fatto una considerazione sempre maggiore per i trequarti, chiamati ad una conferma dopo l’ottima annata scorsa. Gli addii di Benvenuti e Iannone non hanno alcun motivo di pesare, sia per l’arrivo di Matt Berquist – giocatore diverso dai due partenti ma ugualmente di talento – che per la crescita di giovani come Angelo Esposito, Michele Campagnaro e Luca Morisi, pronti alla definitiva esplosione.

Possibili rivelazioni – Che sia l’anno giusto per Andrea Pratichetti? Il trequarti classe ’88 è in costante ascesa negli ultimi anni, sia nelle gerarchie di Smith che nella qualità di gioco. La concorrenza per un posto al centro del campo o all’ala sarà oltremodo agguerrita, ma il romano potrà dire la sua per una maglia da titolare. Non si tratterebbe di una vera e propria rivelazione, ma una sua importante e decisa crescita è ormai attesa da qualche tempo. Vuole impressionare Monigo James Ambrosini, per mantenere fede alle promesse fatte sul suo conto. L’ex baby-wallabie dovrà farsi spazio tra la solidità di Di Bernardo e Berquist e tra le ambizioni di una squadra che non potrà attendere troppo i giovani quest’anno. Per molti, l’italo-australiano classe ’91 è destinato ad un futuro azzurro, con il 10 sulle spalle, e questa stagione probabilmente dirà molto delle sue reali possibilità.

La certezza – Mister energia rinnovabile, Alessandro Zanni, ovvero uno dei terza linea più dominanti nel panorama celtico e il giocatore italiano più forte al momento. E non crediamo di esagerare. Un monumento, pronto a svolgere la consueta enorme mole di lavoro per un’altra stagione, pronto a prendere sulle spalle il Benetton per condurlo verso nuovi traguardi.

LA PRESENTAZIONE DELLE ZEBRE

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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