Pro12: top e flop della terza giornata

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TOP

Benetton Treviso

Mat Berquist: Money in the Bank. Semplicemente, una sicurezza. Sette su sette al piede e 19 dei 29 punti biancoverdi messi a referto. Non poteva esserci esordio migliore per l’apertura neozelandese, fortemente candidata ad oscurare in modo pesante Di Bernardo e James Ambrosini. Le qualità mostrate venerdì sera potrebbero essergli valse fin da subito la maglia da titolare, onorata peraltro alla prima apparizione con la nomina a Man of the Match.

Simone Favaro: una spina nel fianco per tutti gli uomini in maglia rossa. E se già nel primo tempo il fetcher trevigiano si era elevato nella mediocrità generale, nella ripresa il miglior placcatore d’Italia scatena tutta la sua furia, sopita soltanto all’uscita dal campo. Una quantità enorme di lavoro sporco, da vero terrier. Da vero Grillotalpa.

Marco Fuser: in un match impegnativo e con percentuale di errore davvero ridotte al minimo, il seconda linea classe ’91 risponde presente e lancia segnali inequivocabili a coach Smith: per un posto da titolare, c’è anche lui. Le touche sono il suo terreno preferito e contro la Red Army il line out è affar suo; nel gioco aperto l’aggressività lo porta spesso a giocate sul filo del rasoio, ma efficaci e prolifiche.

Zebre

Luciano Orquera: 15 punti e offload decisivo per la meta di Brendon Leonard. Il mediano d’apertura bianconero ha profondamente lasciato il segno nell’impresa dell’Arms Park, non sfigurando dalla piazzola al cospetto di un mostro come Leigh Halfpenny.

Brendon Leonard: la vera arma in più delle Zebre. Sua la meta decisiva, arrivata al termine di una pregevole azione corale terminata dallo stesso ex All Black nonostante la morsa dei placcatori gallesi. Con il suo innesto, il motore della franchigia federale è sensibilmente salito di giri. Senza contare che l’intesa con Orquera va affinandosi partita dopo partita…

FLOP

Benetton Treviso

La mischia del primo tempo: per la terza settimana consecutiva, quella che dovrebbe essere la risorsa principale per Treviso diventa la piattaforma da cui emergono le maggiori perplessità. Fortunatamente, contro Munster i Leoni traballano paurosamente soltanto per 40′, comunque troppi; qualcosa, nelle nuove regole d’ingaggio, probabilmente non è stato ancora assimilato.

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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