Judo, Europei junior: l’Italia tra gioie e delusioni

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Gli Europei junior di Sarajevo hanno avuto un grande merito dal punto di vista del judo italiano, vale a dire quello di rilanciare l’entusiasmo e le speranze del movimento dopo un Mondiale senior in cui le ombre sono state in numero maggiore rispetto alle luci. Tra gli junior il discorso è ben diverso, e la differenza la fanno soprattutto le medaglie, entrambe arrivate dalle ragazze: l’oro di Odette Giuffrida (-52 kg) ed il bronzo di Valeria Ferrari (-70 kg).

Iniziamo proprio dalla nuova campionessa europea junior della categoria -52 kg. La Giuffrida, più che una speranza, rappresenta ormai una realtà stabile del judo azzurro. Odette, che compirà 19 anni il prossimo 12 ottobre, è una vera e propria predestinata al podio: il primo oro arrivò nel 2009, quando si laureò campionessa europea cadetti, impresa ripetuta nel 2010; sempre nel 2009, fu seconda ai Mondiali di categoria, battuta dalla giapponese Hiromi Endo. In carriera vanta anche due bronzi agli Europei Under 23, mentre nella rassegna continentale senior, quest’anno ha chiuso al quinto posto, sfiorando la medaglia. Le premesse per diventare una judoka di altissimo livello anche tra le senior, quindi, ci sono tutte.

Se l’oro di Odette Giuffrida poteva essere pronosticabile, il bronzo di Valeria Ferrari ha rappresentato una piacevole sorpresa. La ventenne, intendiamoci, era già stata campionessa mondiale ed europea tra i cadetti, ma nel 2009. Dopo un periodo di stop, la Ferrari era tornata a combattere, passando tra le -78 kg, dove ha ottenuto più delusioni che altro. Da qui, dunque, la decisione di scendere nuovamente di categoria, una scelta che ha iniziato a pagare da subito (seconda in European Cup a luglio), e che ha poi fruttato una splendida medaglia, che restituisce all’Italia una campionessa che si temeva persa per sempre.

Tra le ragazze ha fatto bene anche Daniela Raia, quinta nella categoria -52 kg, la stessa di Odette Giuffrida. È durato poco, invece, l’Europeo di Maria Centracchio (-57 kg), che alla vigilia era considerata come una delle principali speranze azzurre di podio: al termine di un incontro combattutissimo, invece, l’italiana ha dovuto cedere alla spagnola Jaione Equisoain Zaragueta, un’atleta nettamente alla sua portata, per via dei troppi shido accumulati.

Meno buono, invece, il bilancio del settore maschile, nel quale erano riposte molte speranze. Fabio Basile ha dimostrato un enorme potenziale sul tatami, che però non è bastato a raggiungere il podio. L’azzurro non è sempre riuscito a mettere a frutto le sue elevatissime capacità tecniche, chiudendo al quinto posto della categoria -60 kg. Basile, come lui stesso ha dichiarato nell’intervista rilasciata ad Olimpiazzurra prima della rassegna, puntava alla vittoria, e quindi il primo ad essere deluso sarà certamente lui. Gli va comunque riconosciuto il merito di essere stato il miglior azzurro nel settore maschile.

Un piazzamento, il settimo, anche per Matteo Piras tra i -66 kg. Il piemontese, tra i favoriti per le medaglie, ha trovato sulla sua strada il greco Georgios Azoidis, arrivato agli Europei in stato di grazia, tanto da essersi aggiudicato la medaglia d’oro. Brutta rassegna, invece, finita quasi prima di iniziare, quella dell’altra testa di serie azzurra, Nicolas Damico (-100 kg), sconfitto dal tedesco Leon Strüber in appena un minuto e mezzo.

Il bilancio complessivo di questa spedizione è ad ogni modo positivo: per le ragazze, viste le due medaglie conquistate da Giuffrida e Ferrari; per i ragazzi, per via del potenziale dimostrato da Basile e Piras, sebbene non sia arrivato il grande risultato. Ma, continuando a perseverare, possiamo scommettere che per questi due ragazzi le medaglie non mancheranno in futuro.

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Foto: EJU – Carlos Ferreira

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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