Firenze 2013: il pagellone al termine delle gare

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Una settimana di intense competizioni, nella splendida cornice della città di Firenze, che ha decretato i vincitori e i vinti dei Campionati Mondiali di ciclismo di Firenze 2013. Con il pagellone, squadra per squadra, andiamo a vedere come i vari movimenti nazionali hanno affrontato la settimana iridata.

OLANDA, voto 8,5: l’unica pecca è la gara elite degli uomini, perchè per il resto sono fenomenali. Indiscutibile, nella gara femminile, Marianne Vos, autentica fuoriclasse della disciplina. Si conferma campionessa del Mondo risultando la più forte in gara e lasciando solo le briciole alle avversarie. Gran prestazione anche di Ellen Van Dijk, iridata a cronometro sempre per quel che riguarda le donne, mentre è stato di Mathieu Van Der Poel l’ultimo oro degli Orange nella corsa in linea maschile Junior. In totale 4 medaglie e la vittoria nel medagliere finale.

BELGIO, voto 6,5: è mancato l’apporto dei grandi, ma nonostante questo conquista due medaglie d’oro. Una nella cronosquadre, con l’OmegaPharma – QuickStep, e l’altra, sempre contro il tempo, con l’Under 23 Igor Decraene, autore di un’ottima performance. Certo, l’obiettivo era quello di mantenere la maglia iridata con Philippe Gilbert, ma il percorso si è rivelato troppo duro per il vallone, incapace di reggere il ritmo dei migliori nell’ultimo giro.

AUSTRALIA, voto 7: è la nazionale più medagliata della rassegna iridata, con la bellezza di cinque piazzamenti tra i primi tre. L’oro arriva nella cronometro Under 23, ma i canguri ancora una volta dimostrano una grande attitudine alle prove contro il tempo in tutte le categorie. Hanno faticato molto, però, tra gli elite e nelle corse in linea, anche se il vivaio, per i prossimi anni, sembra veramente promettente.

REGNO UNITO, voto 6: un argento con Wiggins e un bronzo con il Team Sky nella cronosqadre maschile compensano le difficoltà nel resto della spedizione. Quasi imbarazzante la squadra nella corsa in linea: dopo aver tirato per i primi 100 chilometri la squadra si squaglia e nessuno conclude la gara dopo essere usciti prematuramente dalla lotta per le prime posizioni.

SPAGNA, voto 6: si salva nell’ultima prova, nonostante butti via un successo che aveva già in tasca. Per il resto le Furie Rosse sono inesistenti e non arrivano nemmeno vicini alle medaglie. Un movimento che, esclusa la formazione galattica degli uomini, non esiste. Ieri, invece, han commesso un solo errore che si è dimostrato fatale.

SVEZIA, voto 7: avevano una sola freccia nella faretra ma la scoccano nel modo giusto. Emma Johannson, nella prova in linea femminile, chiude come prima tra le umane dietro solamente alla marziana Marianne Vos.

ITALIA, voto 7: sono molte le difficoltà a cronometro, ma con l’inizio delle gare in linea la musica cambia. Tra la gara degli under 23 e le due elite ci dimostriamo ancora una delle nazionali di vertice, gestendo benissimo le tre gare nonostante il bottino raccolto presenti solo un bronzo. Al femminile Rossella Ratto mette il punto esclamativo ad una prova di squadra encomiabile, mentre tra gli uomini è la formazione di Bettini a fare il bello e il cattivo tempo. È mancata, specialmente ieri, un po’ di fortuna.

PORTOGALLO, voto 7,5: Rui Alberto Faria Da Costa, come uomo più rappresentativo, arriva al successo più importante degli 8 giorni in terra toscana. Rischia moltissimo ma arriva al successo nonostante tra i 4 davanti fosse, probabilmente, il più debole, come dimostrato anche sull’ultimo passaggio in via salviati quando rischia di perdere le ruote di Nibali e Valverde.

gianluca.santo@olimpiazzurra.com

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