America’s Cup: primi dubbi su Oracle

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Una rimonta che non è piaciuta a tutti. A pochi giorni dall’incredibile vittoria di Oracle, sotto 1-8 e vincitore 9-8, emergono già i primi dubbi sulla regolarità del catamarano statunitense. Ripercorriamo velocemente l’andamento della finale: Oracle e Team New Zealand nei primi giorni avevano dato spettacolo vero, poi i neozelandesi hanno preso la misure con gli americani in grande difficoltà. Per reagire alla sconfitta su Oracle è stato sostituito il tattico; al posto di John Kostecki il fuoriclasse sir Ben Ainslie, considerato il più forte velista con i suoi quattro ori olimpici consecutivi e un argento. Basta questo per spiegare una rimonta senza precedenti? No.

Tra gli aggiornamenti tecnici portati sull’AC72 americano, quello che sta facendo più discutere è il SAS (Stability Augmentation System), un sistema di origine aeronautica per la stabilizzazione semi-automatica dei foil. Il problema sta proprio nella parola “semi-automatica”, perché la regolazione umana è obbligatoria ai sensi della Regola 42 delle RRS.

L’esperto Richard Gladwell ha detto la sua su Sail-World.com:

“Una barca -spiega il regolamento di gara- può competere soltanto usando il vento e l’acqua per aumentare, mantenere o diminuire la sua velocità. Il suo equipaggio può regolare l’assetto della vela, vele, timoni, derive e degli scafi e compiere altre azioni d’arte marinaresca.

La ‘legalità’ di questo dispositivo è stata giustificata e accettata sulla base del fatto che in realtà non guida l’assetto dei foils. Questo avviene attraverso i membri dell’equipaggio, tramite collegamenti idraulici. 

Il punto chiave è se il SAS fornisce un’ indicazione di target al membro dell’equipaggio che imposta il posizionatore della deriva, o se invece il dialogo è senza intermediario e dunque illegale”. 

Il dibattito porterà nuovi strascichi legali?

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francesco.drago@olimpiazzurra.com

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