Scherma, mondiali Budapest 2013: l’Italia del fioretto vuole prendersi tutto

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Due titoli mondiali individuali da difendere, due a squadre da vendicare. Se in Italia c’è un’arma che può pensare di fare l’en-plein ai Mondiali di scherma di Budapest 2013, senza essere tacciata di eccesso di ottimismo, quello è il fioretto.

Sì, perché due anni fa, a Catania, arrivarono gli ori di Valentina Vezzali e Andrea Cassarà, gli argenti di Valerio Aspromonte ed Elisa Di Francisca, il bronzo di Giorgio Avola. Le prove individuali furono letteralmente dominate dagli azzurri, mentre nella gara a squadre ci si accontentò dell’insolito argento delle ragazze del Dream Team. Ed è proprio dalle prove a squadre che, per una volta, parte la scommessa italiana.

Perché se ai recenti Europei di Zagabria le ragazze sono immediatamente tornate a vincere, a livello maschile le cose non sono andate come era lecito attendersi. Cassarà, Baldini, Avola, Aspromonte, il quartetto migliore al mondo, sono rimasti giù dal podio continentale. Una sconfitta mal digerita dagli azzurri, pronti a riprendersi quello che sanno di meritare: il posto più alto sul podio. D’altra parte una batteria di campioni come quella a disposizione di Andrea Cipressa non ce l’ha nessun altro ct al Mondo. Nemmeno Stefano Cerioni, che ha lasciato l’azzurro per la Russia, e che ancora una volta, come ormai dall’inizio della stagione, si ritroverà dall’altro lato della pedana.

Il tricolore potrebbe svettare anche al termine della gara individuale. Baldini e Cassarà occupano i primi due posti del ranking mondiale, il livornese viene dal bronzo europeo di Zagabria, il bresciano ha un titolo mondiale da difendere. Attenzione però, perché Giorgio Avola e Valerio Aspromonte stanno bene, benissimo, e l’hanno dimostrato negli ultimi mesi. Entrambi positivi agli Europei (eliminato ai quarti Aspromonte, dopo aver battuto nel turno precedente proprio Avola), tutti e due sul podio ai Giochi del Mediterraneo, con il siciliano primo e il romano terzo.

E sarà concorrenza interna feroce anche tra le ragazze. Arianna Errigo (intervistata da Olimpiazzurra poco prima del mondiale) vuole prendersi un titolo che ancora le manca, Elisa Di Francisca però non ha alcuna intenzione di interrompere la sua personalissima striscia positiva con la compagna di stanza, battuta nella finale per l’oro delle Olimpiadi di Londra e nei quarti degli Europei di Budapest. E poi occhio, perché è tornata Valentina Vezzali. La prima volta che le era capitato di avere un bambino e giocarsi il mondiale tre mesi dopo, nel 2005, a Lipsia, l’aveva vinto. Stavolta è nelle stesse condizioni. Dovrà passare dalle qualificazioni per difendere il titolo conquistato a Catania, ma può arrivare lontano, tanto lontano. Così come Carolina Erba, protagonista di una crescita strepitosa in questa stagione, più volte sul podio in Coppa del Mondo, a un passo dalla semifinale agli Europei, bronzo ai Giochi del Mediterraneo. Mettetele insieme, tutte e quattro, e il finale sarà quasi scontato. C’è una regola semplice, secondo cui il risultato di una prova a squadre non è necessariamente dato dalla somma degli addendi. Il fioretto femminile italiano tende a essere l’eccezione.

gabriele.lippi@olimpiazzurra.com

Twitter: GabrieleLippi1

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