La legge di Tiger al Bridgestone Invitational; 19° Molinari

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Quando la Tigre decide di ruggire, nessun ostacolo può fermarlo; figurarsi il Firestone CC di Akron (Ohio), dove peraltro Woods ha già trionfato ben sette volte. E il fenomeno di Cypress, con un mostruoso round in 61 colpi (-9), chiude di fatto il discorso anche per il suo ottavo Bridgestone Invitational, terza tappa dei World Golf Championships ed ennesima dimostrazione di come il n°1 al mondo – tralasciando i Major – sia tornato ai livelli stratosferici di inizio millennio.

Tiger vola così a 127 (66 61, -13), staccando i primi tra gli umani di ben sette colpi, che rispondono ai nomi del campione uscente lo statunitense Keegan Bradley (66 68) e dell’inglese Chris Wood (66 68), con 134 (-6). Lo statunitense Bill Haas (67 68)e lo svedese Henrik Stenson sono al 5° posto con 135 (-5), davanti agli statunitensi Jim Furyk, Jason Dufner e Bubba Watson e all’inglese Luke Donald, dopo 36 buche a 136 (-4). Decimo il thailandese Kiradech Aphibarnrat (137, -3).

Resta piantato al 19° posto (140 – 70 70, Par) un Francesco Molinari protagonista di un’ottima rimonta, dopo essere partito alla 1 con un doppio bogey ed alla 6 con un bogey; la reazione, arrivata con due birdie, è stata vanificata subito da altri due colpi persi consecutivamente, seguiti però da tre birdie fondamentali per un altro giro in 70 (pari al par). Ancora molto regolare, ma senza quella scintilla necessaria per poter accendere il torneo, Matteo Manassero, 25° con 141 (71 70, +1); a colorare lo score del veronese ci sono solo due bogey e due birdie, che gli consentono comunque di recuperare qualcosa in classifica.

Ricordiamo come non sia stato previsto il taglio, pertanto tutti i giocatori scenderanno in campo per tutti e quattro i round.

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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