Calcio, Serie A 2013-2014: outsider e lotta salvezza

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Dopo aver presentato le compagini in lizza per vincere lo scudetto, a tre giorni dal via della Serie A 2013-2014 è tempo di discutere della lotta salvezza, come sempre avvincente, emozionante ed incerta. Prima, però, due parole su Roma e Lazio, che partono con l’obiettivo di un piazzamento europeo e poco più.

I giallorossi, dopo aver perso Marquinhos ed Osvaldo, potrebbero dire addio anche al talentuoso Lamela. La cessione dell’argentino sarebbe un grave errore dalle parti di Trigoria, ma è indubbio che davanti a 35 milioni di euro per un 21enne la ragione (di guadagno) possa prevalere sul sentimento (di amore verso l’ex River Plate). In entrata, invece, ottimo l’innesto di Kevin Strootman: l’ex PSV potrebbe far compiere il salto di qualità alla rosa guidata da Rudi Garcia, alle prese per la prima volta con l’arduo campionato italiano. I biancocelesti, d’altro canto, hanno preferito virare su un mercato intelligente e poco dispendioso, a cui manca però un difensore di categoria superiore e un vice Klose, spesso isolato tra le difese avversarie nel 4-5-1 di Petkovic. Inoltre, come ha dimostrato la Supercoppa Italiana persa 4-0 contro la Juventus, Biglia e Ledesma non possiedono le caratteristiche per fare interdizione, concedendo così il fianco ai contropiedi avversari.

E le altre compagini? Ad ora abbiamo analizzato Juventus, Napoli, Fiorentina, Milan, Inter e le due della Capitale. Ne rimangono tredici, che verosimilmente lotteranno per metà classifica e, soprattutto, per non retrocedere. Un gradino superiore a tutte pare l’Udinese, che può vantare come ogni anno sull’intelligenza di Guidolin e sulle reti di Di Natale e Muriel. Poi ecco Atalanta (Livaja e Bonaventura possono esplodere definitivamente), Catania (solita certezza, a patto di mantenere Bergessio), Parma (Amauri e Cassano, pur non giovanissimi, garantiscono qualità e reti ai ducali), Chievo (è rimasto Thereau, nonostante il corteggiamento dalla Fiorentina, e sulla panchina siede Sannino) e Sampdoria, che può esaltarsi con i gol del sempre più promettente e maturo Manolo Gabbiadini. Tra queste cinque squadre, Udinese a parte, è molto probabile che esca il nome della sorpresa stagionale.

Quindi ecco Torino, Genoa, Bologna e Cagliari. Il mercato ha sorriso poco a queste formazioni, che non hanno impressionato neanche nel primo mese di preparazione. Bisognerà dunque trovare il prima possibile i meccanismi del gioco per evitare spiacevoli sorprese a fine anno. I granata, che hanno sì riscattato Cerci e comprato Immobile, dovranno imparare ad esprimersi al meglio nei nuovo 5-3-2 studiato da Ventura nonostante un centrocampo oggettivamente non all’altezza della piazza, mentre per quanto riguarda il Grifone – Lodi a parte – la squadra è incompleta. Mancano un difensore e due attaccanti, come dichiarato qualche giorno fa dal presidente Preziosi, e forse potrebbe non bastare. Per quanto concerne le altre due rossoblù, invece, si farà affidamento sulle stelle Diamanti e Sau. I sardi, però, rischierebbero grosso nel caso partissero sia Astori che Nainggolan.

Infine, le neopromosse. Quella che si è mossa meglio pare il Verona, con un Luca Toni in grande spolvero anche nelle prime uscite che sarà esaltato da Jankovic e Gomez. La piazza importante, poi, è già pronta a sostenere i propri idoli, protagonisti di una scalata importante dalla Prima Divisione al massimo campionati in poche stagioni e nonostante mille difficoltà. Poi viene il Sassuolo, con l’incognita Zaza: sarà pronto per la A? In caso affermativo, i neroverdi potrebbero anche stupire l’Italia intera. Situazione diversa quella del Livorno, che ha deciso di confermare in blocco la rosa della promozione più qualche innesto in prestito (come i promettenti Duncan e Mbaye dall’Inter): Paulinho, Siligardi e Dionisi possono garantire la salvezza? A maggio il verdetto, non mancheranno le sorprese.

 

francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Getty Images

 

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