Calcio: Prandelli, perché <i>ostracizzare</i> Pasqual?

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In Italia scarseggiano i terzini sinistri. C’è Mattia De Sciglio, destro adattato sulla corsia mancina, mentre negli anni non hanno brillato, tra gli altri, Federico Balzaretti, Domenico Criscito e Luca Antonelli. A Firenze, invece, c’è un 31enne che comanda da numerose stagioni l’out incriminato. Si tratta di Manuel Pasqual, nato il 13 marzo 1982 a San Donà di Piave ed attuale capitano dei viola che sognano in grande con il recente arrivo di Mario Gomez.

Cesare Prandelli, però, non sembra prenderlo in considerazione. La bandiera del club toscano, infatti, paga il fattore età. Un po’ come Francesco Totti e Antonio Di Natale, si deve accontentare di seguire la Nazionale da casa. Quando invece, numeri alla mano, avrebbe tutte le qualità per esserne titolare. Cresciuto tra il Derhona, il Pordenone e il Treviso, il primo salto di qualità arriva nel 2002 con il passaggio all’Arezzo. Tra C1 e Serie B, lo nota la Fiorentina nel 2005. Il trasferimento si concretizza per 6 milioni di euro suddivisi in due rate e, con il passare degli anni, Pasqual diventa colonna portante dell’undici gigliato. Arrivano anche le chiamate in azzurro, prima con Marcello Lippi e poi con Roberto Donadoni. Ad un certo punto, però, a Coverciano si perdono le sue tracce. Al Franchi, invece, la fascia sinistra è sempre suo territorio, con il fiore all’occhiello della fascia di capitano ereditata nel 2012 da Alessandro Gamberini e un numero importante di assist su cross. Pregio che, al momento, scarseggia tra i difensori azzurri.

In vista dei Mondiali 2014 pare molto difficile una chiamata del laterale viola: la rosa è in gran parte già completa e i (pochi) nuovi innesti avverranno principalmente nel reparto offensivo. Una domanda, però, sorge spontanea: perché Cesare Prandelli, che Manuel Pasqual l’ha anche allenato a Firenze negli anni della Champions League, non si fida delle qualità del 31enne ex Arezzo?

 

francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

 

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