Wimbledon 2013 da pazzi: Federer abdica, tanti big out; tre azzurre avanti

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L’edizione 2013 di Wimbledon è destinata ad entrare di diritto nella storia. L’All England Club, dopo le preoci uscite di scene di Nadal e della nostra Sara Errani al primo turno, regala ancora grossissime sorprese, con le eliminazioni di Roger Federer, Maria Sharapova, Victoria Azarenka e Jo-Wilfried Tsonga, questi ultimi due arresisi agli infortuni e ad un’erba che sta mietendo vittime su vittime, dal punto di vista sia tennistico che fisico.

Roger, fine di un’era? – La notizia più clamorosa arriva dal Campo Centrale, dove il Re dell’erba londinese è costretto ad abdicare. Roger Federer, sette volte vincitore dei Championships, cede in quattro set all’ucraino Sergiy Stakhovsky per 6-7 (5)  7-6 (5)  7-5  7-6 (5), numero 116 del ranking ATP. Il 27enne di Kiev ha giocato probabilmente la miglior partita della sua vita, entrando a ripetizione nei meandri delle debolezze di un elvetico molle e visibilmente in sofferenza contro i ritmi elevati tenuti da un avversario che fa del classico serve&volley da erba il suo stile di gioco. Federer non è mai sembrato in grado di far valere il suo talento durante il match, che molto probabilmente segna la fine di un’era gloriosa e monumentale, quella di un giocatore che accedeva ininterrottamente ai quarti di Wimbledon dal 2003. Ora, per Roger, vincere il suo ottavo Slam sull’erba appare una missione sempre più impossibile.

Sharapova out, tanti infortuni – Cade anche una delle super favorite del tabellone femminile, Maria Sharapova, per mano della portoghese Michelle Larcher de Brito, 20enne numero 191 del ranking WTA. 6-3 6-4 il punteggio di un incontro che la portoghese ha sempre condotto, nonostante la siberiana abbia riversato tutta se stessa per tentare una rimonta. A far scalpore, tra le donne, è anche la prematura eliminazione della Azarenka (testa di serie n. 2), che però non è nemmeno scesa in campo contro la nostra Flavia Pennetta. La bielorussa ha risentito dei postumi dell’infortunio patito lune, consentendo alla brindisina di accedere senza faticare ad un importantissimo terzo turno, dove ad attenderla ci sarà la francese Alize Cornet, avversaria ostica ma assolutamente alla portata. Buttato fuori da problemi fisici anche Tsonga, quando era sotto di un set contro Ernests Gulbis; un’eliminazione importante non solo per la caratura del francese, testa di serie n.6, ma perché apre un’autostrada per Andy Murray verso la finale. Lo scozzese, sbarazzatosi di Lu 6-3 6-3 7-5, aveva dalla sua parte di tabellone proprio Tsonga, Nadal e Federer e sembrerebbe già proiettato all’atto conclusivo, se non fosse per le sorprese con cui Wimbledon ci sta abituando.
Si sono ritirati, inoltre, anche Isner (avanti Mannarino), Stepanek (avanti Janowicz), Darcis (avanti Kubot), Cilic (avanti De Schepper) e la Shvedova (avanti la Kvitova), per un totale di ben sette infortuni decisivi per le sorti dei match.

Azzurre ok – Non solo Flavia Pennetta nella giornata azzurra di Londra. Si sono ritagliate la loro fetta di gloria anche Karin Knapp e Camila Giorgi, vittoriose rispettivamente contro Lucia Safarova e Sorana Cirstea. Splendida, in particolare, la vittoria dell’altoatesina contro la ceca Safarova (testa di serie n. 27) per 4-6 6-4 6-4, per come ha gestito e fatto girare l’incontro dopo il primo set. La Knapp, ora, ha la ghiotta occasione di raggiungere il miglior risultato in uno Slam, anche se al terzo turno ci sarà da fronteggiare proprio la carnefice della Sharapova, la De Brito. Difficile, ma assolutamente alla portata. E’ servito un doppio tie-break, invece, alla Giorgi per avere la meglio della rumena (testa di serie n. 22), sconfitta 7-6 (7) 7-6 (6). Alti e bassi per l’italo-argentina, precisa con diritto e rovescio ma fin troppo fallosa al servizio, condizione che potrebbe avvantaggiare di molto la sua prossima avversaria, la francese Marion Bartoli (testa di serie n. 15). Tutto aperto naturalmente, perché l’erba londinese ha dimostrato di avere effetti benefici su Camila, inconcludente in stagione finora ma quasi rinata a Londra. E chissà che Knapp e Giorgi non possano dare vita ad un incredibile derby tutto azzurro agli ottavi; d’altronde, in un Wimbledon così, tutto è concesso.

 

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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