Confederations Cup 2013: l’Italia onora il nuovo Maracanã

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Il Maracanã (ufficialmente “Estádio Jornalista Mário Filho”) fa parte della storia del calcio. Proprio come i grandissimi giocatori, questo stadio rappresenta una vera e propria leggenda per i tifosi brasiliani e non solo. Inaugurato in occasione di Mondiali del 1950, il Maracanã è tutt’oggi un vero e proprio tempio del calcio, con la sua struttura monumentale e mastodontica, anche se i posti a sedere sono oramai meno della metà rispetto a mezzo secolo fa.

Dopo l’ennesima ristrutturazione, il gigantesco stadio di Rio de Janeiro è stato riaperto proprio per Italia-Messico. Una cornice ideale per la nazionale azzurra, che ha onorato al meglio la sacralità di questo luogo. Il Messico rappresentava certamente un avversario ostico, tanto che molti sembravano già rassegnarsi alla figuraccia, soprattutto alla luce del clamoroso pareggio nell’amichevole contro Haiti. Ma la squadra di Cesare Prandelli ha saputo reagire alle critiche ed agli avversari, anche quando sembrava che la partita dovesse finire in pareggio.

Grazie alla magia di Andrea Pirlo ed alla concretezza di Mario Balotelli, l’Italia ha potuto superare il primo scoglio di una competizione che, sebbene non sia paragonabile ad un Mondiale, presenta un livello medio di tutto rispetto.

E così, dopo questo inizio ideale, l’Italia sarà chiamata a confermare le buone sensazioni di ieri sera contro il Giappone di Alberto Zaccheroni, uno che il calcio italiano lo conosce bene. La vittoria contro la Tricolor rappresenta già una buona ipoteca sulla qualificazione, ma un nuovo successo contro i nipponici darebbe la possibilità agli azzurri di arrivare con relativa tranquillità alla sfida contro il Brasile, il che non sarebbe poco, visto che i verdeoro sembrano intenzionati a fare sul serio davanti al pubblico di casa.

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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