Federico Pellegrino e la rinascita del fondo italiano

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Lo sci di fondo maschile non sta sicuramente vivendo il miglior momento della sua storia. Una vittoria azzurra in Coppa del Mondo non si vede ormai dal 2010, quando Giorgio Di Centa si impose a Canmore, Canada. Tutto il movimento ha bisogno di una ventata d’aria fresca, per ritornare quantomeno a collezionare vittorie di prestigio e per l’età media dell’intera squadra. Il rinnovamento dovrebbe partire dai giovani, ma se parliamo di giovani talenti veri, puri, l’unico nome davvero di livello mondiale in casa Italia è quello di Federico Pellegrino. Classe ’90, il valdostano è considerato da tutti gli addetti ai lavori il presente e – naturalmente – il futuro del fondo italiano, l’atleta con cui si dovranno gettare le basi per la rinascita di questo sport. 

Caratteristica principale del 22enne poliziotto uno spunto a tratti irresistibile, che ne fanno uno degli sprinter più forti al mondo della sua età. Un predestinato delle gare di velocità, che lo vedono protagonista già dalla categoria juniores, dove ha ottenuto un 3° posto ai Mondiali di Hinterzarten 2010. Poi, nello stesso anno, le prime apparizioni tra i grandi e la prima partecipazione in pianta stabile alla Coppa del Mondo. Il 15 gennaio 2011 Federico si fa conoscere definitivamente al grande pubblico, con la seconda piazza conquistata nella sprint a tecnica libera di Liberec, il primo grande risultato della carriera. Ai Campionati Mondiali di Oslo dello stesso anno, esce alle semifinali, entrando comunque nei primi 12 sprinter al mondo. La stagione 2012 poteva essere quella della definitiva esplosione, ma una serie di acciacchi fisici ne hanno limitato le prestazioni, facendo vivere all’aostano un’annata altalenante in cui spicca soltanto il 6° posto di Dusseldorf. Una CdM che non avrà regalato soddisfazioni, ma che ha aiutato e non poco Pellegrino nel suo processo di crescita soprattutto dal punto di vista mentale. Su quello atletico e tecnico, infatti, c’è ben poco da migliorare. Gli standard sono già elevati, anche se la sensazione è che nelle sprint si possa raggiungere un livello ancora superiore. Per le gare di distanza c’è ancora tanto da lavorare, ma non è escluso che in futuro vedremo Federico cimentarsi anche in specialità con chilometraggio maggiore.

La speranza è di non dover attendere troppi anni per vederlo esplodere, un’eventualità che si verifica fin troppo spesso in Italia. La stagione 2012/13 potrebbe essere già quella buona per il salto di qualità tanto atteso, che farebbe entrare di diritto il fondista azzurro tra i top skiers della specialità. Dalla sua, il giovane velocista avrà anche i Mondiali in Val di Fiemme nel 2013. Consci della grande spinta che darà il pubblico, tutta la squadra azzurra punterà alle medaglie e chissà che la definitiva consacrazione del 22enne da Aosta non arrivi proprio sulle piste italiane, nell’appuntamento clou dell’anno. Ma prima di allora, la rinascita del fondo italiano potrebbe essere già cominciata.

 

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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