Serie A: è il Napoli l’anti-Juve, El Shaarawy unica luce rossonera

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In attesa del posticipo di stasera fra Siena e Bologna, andiamo ad analizzare i temi più caldi della quinta giornata di Serie A, che vede Juventus e Napoli appaiati in vetta con 13 punti. I bianconeri si salvano a Firenze, uscendo con uno 0-0 più che largo contro degli ottimi viola, a cui è mancato solo il gol. Montella, infatti, necessita di un vero e proprio bomber, uno che ieri avrebbe risolto il match, ma la realtà è questa e la Fiorentina, che sta convicendo sempre di più sul piano del gioco, dovrà andare avanti così almeno fino a gennaio. I bianconeri, invece, disputano uno dei peggiori incontri dell’era Conte, senza mai impensierire veramente Viviano e soffrendo tremendamente a centrocampo: riuscirà il metronomo Pirlo a reggere i ritmi degli impegni ravvicininati? Per ora la risposta pare negativa.

Napoli show nello scontro al vertice al San Paolo contro la Lazio. I campani, trascinati da un super Cavani, demoliscono gli uomini di Petkovic (che torna prepotentemente con i piedi per terra, al secondo ko in tre giorni) e volano in testa al campionato. Dopo lo scialbo 0-0 di Catania, Mazzarri esigeva risposte positive dalla squadra, che si comporta maestosamente. Adesso lo scudetto non è più un miraggio? Bisognerà, come più volte sottolineato, acquisire la giusta maturità a livello mentale, perchè la rosa, dal punto di vista tecnico, è decisamente valida.

Tornano al successo, con il medesimo punteggio, Milan e Inter. Un doppio 2-0 in casa sul Cagliari (modesto e in 10 uomini per oltre mezz’ora) e a Verona non basta però a convincere gli scettici: i rossoneri, che volano grazie ad un Stephan El Shaarawy formato superstar (oltre alla doppietta, il giovane azzurro è infatti anche autore di una prova immensa, condita da chiusure difensive e sacrificio continuo per tutto il campo), non mostrano pressoché alcun miglioramento sul piano del gioco, soffrendo oltremodo a metà ripresa un Cagliari troppo timido, e lo stesso si può dire per la banda di Andrea Stramaccioni. I nerazzurri passano a Verona con una partita molto simile, per impostazione e sviluppo, a quella di Torino, dimostrandosi squadra cinica, che si esalta nel chiudersi e ripartire. Due occasioni e due gol, per lo spettacolo ripassare tra un po’.

Non va oltre l’1-1 casalingo, invece, la Roma di Zeman, ancora una volta frenato davanti al proprio pubblico. Dopo il vantaggio di Capitan Totti e il rosso a Maresca, il match sembra archiviato, ma come con il Bologna i giallorossi spengono il cervello e subiscono il pareggio. E per poco si salvano anche da un incredibile ko. Insomma, il lavoro del boemo non può essere solo questo, ma si sa che nel calcio moderno vige (purtroppo) la terribile voglia di ottenere tutto e subito: ne sa qualcosa Luis Enrique, adesso Zeman deve assolutamente tornare al successo. Infine, pareggi per l’Udinese, che si ferma contro uno sfortunato Torino (3 pali per i granata) ma nel finale reclama per un gol regolare annullato a Ranegie, e per il Genoa con il Parma (1-1, Borriello su rigore inventato nel finale, dopo un primo errore sempre dal dischetto), mentre il Catania supera 2-1 l’Atalanta in rimonta e coglie la migliore partenza nel massimo campionato: cinque giornate, otto punti. Maran può sorride, come anche il Pescara che, grazie ad una prodezza nel finale di Weiss, ottiene la prima gioia in A ai danni di un Palermo sempre più in crisi.

 

Twitter: @FCaligaris

Foto da: topfootball.info

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