Motocross, Tony Cairoli: “Nel 2017 avanti con la 450, il duro lavoro e la regolarità. I piloti che vanno forte aumentano…”

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ESCLUSIVA – Antonio “Tony” Cairoli non ha bisogno di presentazioni: per lui, parlano gli otto Mondiali Motocross vinti tra MX1, MX2 e MXGP; per noi italiani, parlano l’affetto, la stima e l’orgoglio di essere connazionali del pilota secondo solo al leggendario funambolo belga Stefan Everts in quanto a numero di titoli e GP conquistati nella storia delle due ruote artigliate. Il messinese ha chiuso la stagione 2016 al secondo posto della classifica iridata, alle spalle di Tim Gajser, l’enfant terrible sloveno che sta letteralmente incantando appassionati e addetti ai lavori. Abbiamo raggiunto e invitato TC222 a stilarci un bilancio sull’annata agonistica ormai archiviata, con un occhio al futuro prossimo ed uno al passato più o meno recente… Buona lettura a tutti e forza Tony Cairoli!

Ciao Tony. Hai chiuso il Mondiale MXGP 2016 al secondo posto, dietro il fenomenale crosser sloveno Tim Gajser. Dai un giudizio alla tua stagione, spiegando ai nostri lettori cos’è andato e cosa no.

“E’ stata una stagione durissima, forse la più difficile di sempre, ho dovuto recuperare durante l’inverno il ritardo accumulato nel 2015 a causa dell’infortunio e, quando sono riuscito nell’impresa, mi sono fatto male di nuovo; la stagione stava per iniziare… Quindi mi darei un voto senz’altro positivo, non fosse altro che per la tenacia e per non aver mollato mai. Ho terminato al secondo posto, finendo sul podio finale del Mondiale per la undicesima volta in tredici stagioni. Non male direi…”.

L’altalenante feeling con la moto è stato sicuramente uno dei nodi cruciali dell’annata trascorsa. Come pensi di sistemare la questione in vista del Campionato 2017?

“Non direi feeling altalenante, ma quando ormai non c’era più la possibilità seria e concreta di vincere il Mondiale, abbiamo deciso di fare dei test e di usare le gare come banco prova per verificare i nuovi aggiornamenti del 350 e capire se potesse essere la moto giusta per continuare e per fare il 2017. Ma il responso ha detto 450…”.

L’anno prossimo dovrai vedertela con la “meglio gioventù” vincente del Motocross globale: Romain Febvre, Tim Gajser e Jeffrey Herlings. Se a questi ci aggiungiamo i soliti noti Nagl, Bobryshev, Desalle, Van Horebeek, eccetera, te la sentiresti di affermare che potrebbe essere uno dei Mondiali qualitativamente migliori a cui hai preso parte in carriera?

“Sicuramente il numero di piloti che vanno forte aumenta ulteriormente, dire se sarà la miglior stagione alla quale abbia mai partecipato è veramente difficile, non saprei, anche in passato ho avuto rivali fantastici”.

Come si possono battere tutti questi fenomeni? Immaginiamo che la voglia di riappropriarsi dello scettro sia tanta, probabilmente ancor più forte dello scorso anno, contrassegnato da tanti, troppi infortuni limitanti…

“Lavorando duro, come ho sempre fatto, gestendo le forze e usando al meglio tutta l’esperienza che ho accumulato durante questi anni. Penso che la regolarità sarà l’arma vincente per il 2017”.

Il tuo team mate l’anno prossimo sarà proprio l’olandese Jeffrey Herlings, tre volte iridato in MX2. Si preannuncia una convivenza complicata o semplicemente una sana concorrenza “fatta in casa”…?

“Nessuna ‘complicazione’, ognuno di noi lavorerà per prepararsi al meglio e tutti i piloti KTM, incluso Coldenhoff, lavoreranno per far vincere la nostra moto; alla fine, chi avrà fatto meglio degli altri vincerà e vedremo chi sarà, ma lavoriamo tutti per la stessa marca e con lo stesso obiettivo. Sarebbe bello regalare a Pit (Beirer, ndr) un podio finale tutto arancione…”.

Fra tutti i giovani italiani che gareggiano nel Mondiale Motocross, chi ti ricorda maggiormente il primo Tony Cairoli per stile di guida e comportamenti?

“Francamente nessuno! Ma questo non vuol dire che non possa esserci tra loro un futuro Campione italiano nel Mondiale Motocross, semplicemente penso che ognuno di noi sia diverso dall’altro e che sia impossibile confrontare le carriere e gli stili di piloti diversi in epoche diverse”.

Stefan Everts. Cosa puoi dire ai nostri lettori di questo nome “pesante”, a maggior ragione per te…

“Un nome, una leggenda, c’è poco da aggiungere… Io direi di andare su youtube a guardare alcune delle gare più belle che Stefan ha fatto per rivivere grandi momenti di Motocross”.

Chiudiamo con Maggiora 2016. Il Motocross delle Nazioni ti ha visto grande protagonista, anche se purtroppo per i nostri colori non è arrivata la vittoria. Prova a raccontare cosa significa correre al Mottaccio del Balmone davanti a migliaia di tifosi, italiani (tanti) e non.

“Correre davanti a quell’incredibile muro di tifosi festanti, che cantavano, gridavano e sventolavano bandiere tricolori è stata un’emozione incredibile. Amo correre davanti al mio pubblico e vincere l’assoluta individuale del Nazioni anche questa volta, per la terza volta in carriera, è stato davvero un bel modo di salutarli e ringraziarli per essere accorsi in massa a Maggiora”.

giuseppe.urbano@oasport.it

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Foto: KTM images/Red Bull Content Pool

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