MotoGP: animi troppo esasperati verso Valencia. Si riuscirà ad evitare una resa dei conti?

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A 8 giorni dal GP della Comunità Valenciana, ultimo atto del Mondiale MotoGP 2015 e della contesa iridata tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, il nervosismo e la tensione rimangono ampiamente sopra i livelli di guardia. Il Far West di Sepang, con i pistoleri Marc Marquez e Rossi protagonisti di un duello rusticano, ha toccato l’attenzione della collettività per le pistolettate che si sono scambiati. In Italia come in Spagna, giornali, celebrità e chi più ne ha e più ne metta si sono impegnati alla spasmodica ricerca di un’angolazione diversa, di un video in esclusiva capace di dipingere l’uno come il buono e l’altro come il cattivo. Un continuo rimescolamento della realtà che ha alimentato ulteriormente il fuoco della polemica a tutti i livelli. 

In casa del pilota di Tavullia, il ricorso al TAS, come riportato in questo articolo, rappresenta l’ultima carta da giocare per cercare la cancellazione della sanzione che lo costringe, al momento, a partire dall’ultima fila nel round valenciano e con -3 punti sulla patente. Una decisione del Tribunale attesa il 6 Novembre, nel venerdì di Valencia, che in caso di annullamento/minimizzazione o inasprimento della penalizzazione potrebbe portare ad una vera e propria resa dei conti in pista. 

Non è un mistero, infatti, che il contrasto interno al team Yamaha sia chiaro. Jorge Lorenzo non ha digerito la presa di posizione della Casa nipponica, troppo favorevole al proprio compagno di squadra nell’immediato dopo corsa della Malesia come il ricorso del Team dimostra, e la pace apparente che regnava tra i due, nel corso della stagione 2015, ha finito per lasciare spazio ad una vera e propria guerra, come le dichiarazioni del dopo gara di Jorge confermano: “Non credo sia stata la decisione giusta, è successo perché il nome di Valentino pesa” – il resto delle sue dichiarazioni le trovate in questo link. Molto probabilmente, proprio per il clima che si è venuto a creare, a Valencia tra i box dei due piloti non vi sarà uno scambio di dati e le rispettive squadre gestiranno le proprie mansioni in piena autonomia. Un tentativo per canalizzare tutta la tensione nel lavoro tuttavia l‘animus pugnandi dei drivers lo conosciamo e il rischio di una “gara sporca” è concreto.

Un’eventualità che dipenderà anche da ciò che farà Marquez, co-protagonista del più brutto spettacolo del weekend in terra malese. La condotta di gara del 22enne di Cervera è stata senza dubbio poco sportiva e volta essenzialmente a penalizzare la prestazione di Rossi. Un giudizio confermato anche dal direttore di corsa Mike Webb: “Rossi non ha dato un calcio a Marc, lo si capisce anche dalle immagini però ha tenuto una condotta di gara irresponsabile causando pericolo a un altro pilota e per questo è stato sanzionato” – spiega Webb –Marquez ha effettivamente rallentato deliberatamente Rossi, lo si capisce dal cronologico dei tempi e dalle immagini – dice – Però non ha compiuto nessuna manovra scorretta, non è andato oltre il regolamento, quindi non è sanzionabile”.  Tuttavia, il processo mediatico che il 93 ha subito in Italia è stato assai incisivo. Le analisi di esperti o ex piloti, come dicevamo anche in precedenza, si sono sprecate e hanno avuto come ultimo atto un episodio assai spiacevole ovvero l’aggressione da parte del padre e del fratello del pilota spagnolo a danno dei due inviati delle Iene. Una versione dei fatti, però, completamente diversa, riportata sul quotidiano Marca secondo il quale “Marc è stato vittima di uno sgradevole incidente con un gruppo di giornalisti italiani. E’ stato strattonato, spintonato e insultato all’interno della sua proprietà e si è ritrovato con dei graffi sul collo, come riportato da fonti della polizia”  (link Marca). Un confronto Italia-Spagna che non sembra davvero aver fine e che porta anche a porsi delle domande su ciò che sia giornalismo e ciò che sia essenzialmente puro trash mediatico.

Come si può notare, ne abbiamo davvero per tutti i gusti e, detto in onestà, ne avremmo fatto volentieri a meno. Ormai la sacralità dello sport sembra aver lasciato spazio ad altro e augurarsi di assistere ad una 3 giorni di alto profilo sportivo in terra valenciana, sembra una mera utopia. Ci si augura che la FIM o la Dorna, cerchino di mettere una pezza ad una situazione che, anche per loro responsabilità, è sfuggita di mano. La penalizzazione postuma di Valentino e la sottovalutazione dimostrata, dopo la famosa conferenza stampa del giovedì di Sepang, hanno portato i piloti a “farsi giustizia” da soli. La lettera inviata dal Presidente Vito Ippolito che parla di “Clima avvelenato e a Valencia fair-play”, come riportata sul sito di riferimento, appare tardiva e inefficace. L’alto dirigente della Federazione infatti sembra quasi essere al di fuori di un contesto che invece dovrebbe riguardarlo da vicino e la sanzione a posteriori inflitta a Rossi, concepita come un “salvagante” per l’asset, si sta rivelando un pericolo boomerang. Pertanto, è d’obbligo un intervento congiunto per far si che la corsa di domenica 8 Novembre si svolga nel massimo rispetto della competizione affinché show come quelli della Malesia siano solo un brutto ricordo.

 

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