Judo: la corsa olimpica dei 73 kg tra gli Azzurri. Ma che fine ha fatto Maddaloni?

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Dopo esserci soffermati sulla battaglia in casa Italia nella categoria 66 kg (clicca qui per saperne di più), proviamo a fare il punto anche sulla 73 kg, dove pure vi è un’importante densità di judoka di livello in casa azzurra, anche in vista della corsa alla qualificazione olimpica.

Ad oggi, l’atleta messo meglio in ottica Rio 2016 è Andrea Regis, che dista esattamente centoundici punti dalla posizione del ceco Jaromír Ježek, attualmente l’ultimo dei qualificati virtuali alla competizione a cinque cerchi. Medagliato d’argento all’African Open di Tunisi ad inizio stagione, il ventiquattrenne è recentemente tornato da un infortunio, subendo però una sconfitta al primo incontro per mano del polacco Damian Szwarnowiecki in occasione dell’European Open di Glasgow. Alle sue spalle, troviamo invece Marco Maddaloni, staccato di soli ventisei punti olimpici dal compagno di nazionale, e dunque a sua volta in piena corsa per le Olimpiadi. Il campano ha recentemente disputato il Grand Prix di Tashkent, in Uzbekistan, raggiungendo gli ottavi di finale prima di essere battuto da Victor Scvortov, moldavo che rappresenta gli Emirati Arabi Uniti.

Vista la situazione di equilibrio vigente tra Regis e Maddaloni, ci sembra dunque importante che ai due vengano date le stesse possibilità di conquistare punti olimpici nei prossimi tornei. Apparentemente, però, Maddaloni non disputerà alcuni dei tornei più importanti in programma prossimamente, fatto che spianerebbe eventualmente la strada a Regis. Prima di proseguire, ci teniamo a precisare che nella sfida tra il piemontese ed il campano non parteggiamo per nessuno dei due, ma che crediamo sia necessario che la federazione faccia partire i due judoka ad armi pari, per far sì che sia il tatami ad eleggere il migliore.

Questo fine settimana, al Grand Slam di Parigi, Andrea Regis sarà presente nella categoria 73 kg. Al suo fianco, l’Italia schiererà il giovane Antonio Esposito, atleta che ha già conquistato il titolo mondiale junior ed il titolo europeo Under 23, e che certamente rappresenta una delle speranze più importanti del judo azzurro. Non vogliamo dunque mettere in dubbio i meriti di Esposito, al quale certamente andava data un’opportunità di mettersi in luce tra i “grandi”, ma ciò che ci chiediamo è se Maddaloni avrà mai la possibilità di recuperare i punti pesanti che eventualmente Regis conquisterà a Parigi.

La risposta sembra essere negativa, almeno guardando alla lista provvisoria delle iscrizioni al successivo Grand Slam di Abu Dhabi: al momento, tra i 73 kg, figura solamente un azzurro, Enrico Parlati, altro atleta che ancora ha la possibilità di qualificarsi a Rio 2016, distando 209 punti dal già citato Ježek nel ranking olimpico, e dunque a sua volta meritevole della convocazione. Anche in questo caso, però, non sembra esserci traccia di Maddaloni, che dunque sembra destinato a perdere inesorabilmente punti nei confronti dei rivali per la corsa verso i Giochi.

A questo punto non possiamo che augurarci che la federazione aggiunga il nome di Maddaloni ai convocati per Abu Dhabi, o che eventualmente si ricordi del campano per il Grand Slam di Tokyo, al fine di dare anche a Marco l’opportunità di guadagnarsi il pass olimpico a suon di risultati. Soprattutto, vogliamo augurarci che l’esclusione di Maddaloni dai tornei di maggior importanza non sia dovuta a ragioni esterne ai meriti sportivi, magari legate alle vicende che hanno preceduto i Mondiali di Astana e che hanno portato il fratello di Marco, Pino Maddaloni, a lasciare il suo ruolo di allenatore federale. Vogliamo sperare, in pratica, che la federazione non stia conducendo una battaglia ai danni della famiglia Maddaloni, o che abbia deciso di vendicarsi per i post che lo stesso Marco pubblicò su Facebook dopo la sua esclusione dai convocati per l’appuntamento iridato.

Per ora i nostri restano solamente dubbi, nella speranza di essere smentiti quando appariranno le convocazioni ufficiali per Abu Dhabi e Tokyo, ma non possiamo non inquietarci nel leggere le parole di una lettera del maestro Gianni Maddaloni che sta circolando in questi giorni su internet: “Ci alzeremo da Spartani e saremo spietati per difendere il judo che ci ha fatto uomini, e si saprà la verità che pochi uomini rovinano questo nobile sport“.

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Immagine: EJU

giulio.chinappi@oasport.it

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