Volley, Mauro Berruto: “Mi dimetto da CT dell’Italia. Manca la fiducia. Sui valori si fonda tutto”

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Mauro Berruto si è ufficialmente dimesso dal ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di volley maschile (clicca qui per saperne di più). Il coach torinese ha rilasciato il suo pensiero attraverso il suo blog personale (grassetto nostro).

 

Oggi ho comunicato al Presidente Carlo Magri la decisione di rimettere il mio mandato di Commissario Tecnico della Squadra Nazionale di pallavolo nelle mani Sue e del Consiglio Federale.

Il clima generatosi intorno alla squadra, in relazione al provvedimento disciplinare nei confronti di quattro atleti da me deciso in occasione della Final Six di World League a Rio de Janeiro, mi ha reso consapevole di non sentire più quella fiducia completa nel mio operato che sempre ho sentito e che è condizione necessaria per poter svolgere questo straordinario compito.

 

Il dolore di rinunciare al mio ruolo di CT a un mese dell’obiettivo verso il quale tutto il mio lavoro era stato indirizzato nel quadriennio olimpico, non è negoziabile rispetto alla difesa di valori che ritengo fondamentali quali il rispetto delle regole e della maglia azzurra. Valori che ritengo altresì fondamentali nella mia visione di sport.

La commovente risposta della squadra successiva alla mia decisione (la vittoria contro la Serbia e, ancora di più, la coraggiosa sconfitta contro la Polonia campione del mondo) mi restituisce la certezza che sui valori tutto si fonda.

 

Tengo tuttavia, amaramente, questa certezza solo per me, ringraziando di cuore i 13 protagonisti di quelle due partite, perché il coro di chi ha letto nella mia decisione incapacità di gestione, inadeguatezza al ruolo, danno economico o addirittura causa scatenante di una brutta immagine per il nostro movimento mi fa pensare che il rispetto delle regole sia diventato merce negoziabile davvero.

Se così è il mio passo indietro è dovuto, perché non è e non può essere questo il mio modo di intendere lo sport e fare il Commissario Tecnico.

 

Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con me in questi anni, atleti e membri dello staff, perché tutti mi hanno insegnato delle cose. Un pensiero particolare va ai 30 atleti che in questi quattro anni e poco più hanno esordito con la maglia azzurra. E’ un record di cui vado molto fiero perché regalare questa gioia non ha davvero prezzo.

Ringrazio tutti gli staff delle Squadre Nazionali giovanili e in particolare Mario Barbiero, motore inesauribile della nostra pallavolo maschile giovanile. Fin dal primo minuto ho voluto dimostrare come la nazionale Seniores fosse parte di un progetto comune che incomincia a quattordici anni con i Regional Days. Le nostre squadre giovanili stanno da qualche tempo brillando in Europa e nel mondo e considero questo fatto, insieme alla riforma dell’Under 13, un’ulteriore medaglia di cui andare fiero.

 

Ringrazio il Presidente Magri per aver realizzato, il 17 dicembre del 2010, il mio più gigantesco sogno di bambino. Sono passati da quel giorno anni, medaglie, vittorie, sconfitte. 134 volte ho sentito suonare l’inno di Mameli con il cuore che scoppiava di orgoglio e di rispetto per quella bandiera distesa davanti a me.

Tengo tutti questi ricordi ma ne scelgo uno: la fotografia scattata sul podio olimpico di Londra. L’onore più grande che potesse immaginare un ragazzo che aveva incominciato ad allenare in un oratorio della sua città.

 

Ho un ultimo desiderio che devo soprattutto ai miei figli Francesco e Beatrice: vorrei spiegare loro che il nuovo modo di comunicare fondato sulle opinioni espresse sulle pubbliche piazze virtuali dei social network, ha fatto sì che siano state di me scritte cose che spero loro non leggeranno mai. Dietro ai ruoli ci sono persone e il principio del rispetto della persona dovrebbe guidare anche questo nuovo modo di comunicare. Mi piacerebbe che Francesco e Beatrice crescessero con l’idea che rispettare le regole e le persone è talmente bello da essere rilassante. Mi piacerebbe che andassero orgogliosi del fatto che il loro papà, partendo dal nulla, abbia avuto l’onore infinito di rappresentare il nostro Paese. Mi piacerebbe fossero orgogliosi del fatto che, al di là di 7 medaglie vinte, il loro papà possa essere ricordato per averlo fatto sempre e comunque con onestà. Con fatica, con onestà e con la schiena dritta.

Mauro

 

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7 thoughts on “Volley, Mauro Berruto: “Mi dimetto da CT dell’Italia. Manca la fiducia. Sui valori si fonda tutto””

  1. Al scrive:

    Più che tirare le somme, sembra l’addio di un malato terminale…
    Unito alla cacciata del 4, ci fa capire quanto si senta sotto pressione al momento Berruto. Non capisco, però, come si possa ricoprire il suo ruolo e preoccuparsi di Facebook. Una persona con la profondità di pensiero di Berruto non può non sapere che i siti sociali sono lo sfogatoio dell’umanità, i luoghi delle esplosioni di odio di persone che, alla fine della fiera, sono comunque sole dietro una tastiera.

    Quello che conta veramente, è lui con i giocatori, lui con i dirigenti e lui con i risultati.

    Secondo me va sottolineato il discorso del rinnovamento portato avanti nell’ultimo anno. Il cambio di allenatore, giusto subito dopo il mondiale, sarebbe servito proprio a questo, e bisogna dire che Berruto lo ha fatto. Quindi, quando mandarlo via ci stava lo abbiamo tenuto, e ora che non c’è più tempo lo mandiamo via.

    Che uno dei movimenti guida della pallavolo mondiale preparerà l’Olimpiade in un anno con l’allenatore a mezzo servizio, fa venire l’orticaria. “Giusto o sbagliato, è il mio Paese”… però ce ne vuole!

  2. Luca46 scrive:

    Purtroppo dovrebbero seguire le dimissioni di Magri perché il papocchio che ne è uscito è soprattutto dovuto a malgestione, titubanze ed inadeguatezze della federazione.

  3. Gabriele Dente scrive:

    Di pallavolo non me ne intendo al punto da poter valutare l’operato dell’ormai ex-ct ma per lui parlano i numeri. Capisco che si possa esprimere un giudizio critico sugli aspetti del suo operato ma francamente ritengo inaccettabili taluni giudizi, espressi purtroppo anche da qualche lettore su oa, di incompetenza e incapacità. Vorrei sapere se questi giudizi sono stati espressi con cognizione di causa oppure solo per sfogare le proprie emozioni, magari la delusione per i cattivi risultati della Nazionale. Non credo proprio che con un “quivis de populo” la Nazionale avrebbe ottenuto quello che ha ottenuto con Berruto.
    Concludo: di Berruto mi hanno sempre colpito il carattere forte e onesto e i suoi valori genuini, anche prima di leggere queste sue parole. Gli auguro ogni bene sia a livello personale che professionale.

    1. Nany74 scrive:

      Purtroppo sui social si legge di tutto sull’onda emotiva e alimentata (a volte) anche da un po’ di ignoranza tecnica, ma è giusto così: ognuno deve poter dire la sua anche se non capisce molto dello sport di cui sta parlando. Proprio per questo però, bisognerebbe mantenere sempre quel velo di rispetto che le persone meritano….
      Come ho scritto, “tecnicamente” dopo il mondiale fallimentare ci poteva stare il cambio di rotta, ma adesso è solo un modo per far finta che la Fipav ne esca “pulita” senza decisioni in merito, semplicemente accettando le dimissioni “spontanee” di Berruto…..e questo non mi va bene per niente….Concordo con Luca46: Magri, torna a casa che è meglio per tutti………

    2. alebi scrive:

      Posto che trovo decisamente poco elegante inserire in un commento qualsiasi un giudizio su opinioni (non condivise) espresse da altre parti da altri utenti, piuttosto che “parlarne” direttamente quando queste sono state pronunciate, ritengo di non aver mai giudicato con parole inaccettabili la situazione (cosa che sarebbe veramente deplorevole) men che meno di aver dato dell’incompetente ad una persona che è evidentemente anni luce più competente di me. Ma essere competente non porta l’essere infallibile e credo di aver sempre e solo sottolineato le evidenti lacune tecniche di questa gestione, accentuatesi ancora di più dopo lo stravolgimento dello staff dell’autunno scorso.
      I giudizi più forti li ho espressi esclusivamente nei confronti di chi sta più in alto di Berruto e che, ancora una volta, si è lavato le mani dal prendere alcuna decisione. Persona che tutti coloro che AMANO questo sport (sentimento che non fa parte del suo bagaglio) concordano nel non volere più vedere ma purtroppo più si sale in alto di posto e più è difficile schiodare alcune persone perchè, in questo caso, rientrano anche questioni (purtroppo) politiche. E non credo di dire chissà cosa nel sostenere che il suddetto ci ha un po’ stufati (per usare un eufemismo).

      Tra l’altro moralmente Berruto ha QUASI sempre fatto la cosa giusta, in particolare con la famosa cacciata (nei confronti di adulti professionisti, anzi quelli che dovrebbero essere l’elite dei professionisti italiani, quindi veramente ingiustificabili). Accanto a prese di posizione meno condivisibili (parere personale) e delle quali alla fine non si è capita la finalità. Ha lasciato un po’ la sensazione di essere troppo succube delle volontà dei giocatori. Una cosa che ho veramente apprezzato di Berruto, poco sottolineata, è stato l’aver avvicinato notevolmente la nazionale agli appassionati, averla messa a “nostra disposizione”… Ma temo che questo gli si sia ritorto contro, visto appunto l’aumento esponenziale di ego di alcuni giocatori (conseguenza anche dell’addio di Savani, un vero uomo forte e forse l’unico vero punto di riferimento all’interno della squadra per Berruto).

      Concludo dicendo che questa nazionale era molto forte ma non è mai riuscita ad esprimere un gioco facile e continuativo (quanto ci ha sempre fatto soffrire?). Motivo per cui è mancato l’acuto (almeno due ori persi ci sono tutti, Vienna e Firenze). L’Olimpiade, permettetemi di sostenere, è stata l’apoteosi di Savani. Invece la medaglia, secondo me, più bella della sua gestione rimarrà sempre il primo bronzo in WL, attesa da così tanto tempo e che ci ha fatti tornare a sognare/sperare.

      Probabilmente Berruto è finito per essere la vittima di una situazione che, però, si era anche lui creato. Gli auguro di poter tornare a lavorare serenamente, come gli compete, in un’ambiente dove può mettere in mostra le sue notevoli abilità formative. Per i “grandi” serve qualcosa di più e serve soprattutto una federazione forte, che si faccia sentire. Purtroppo per i prossimi delicatissimi tornei non avremo nè uno nè l’altro.

      1. Nany74 scrive:

        Non so se ti sei sentito “attaccato” dal sottoscritto, ma non c’era intenzione di attacco nei confronti di nessuno. Il mio essere generico su quello che ho letto nel corso dei giorni passati era semplicemente oggettivo perchè quando leggi nelle premesse dei commenti: “io di volley non ci capisco niente, ma ecc ecc ecc” significa che chi scrive ammette in partenza l’ignoranza tecnica, per cui il commento va inteso solo a livello emotivo. Questo era il senso. Se tutti dovessero intavolare una discussione con chiunque “giudica” masticando poco dell’argomento (qualsiasi argomento intendo), staremo freschi tutti quanti….che di questo periodo non sarebbe nemmeno tanto male….

  4. Nany74 scrive:

    Come restare insensibili a delle parole così sincere? Non conosco personalmente Berruto, ma mi dispiace che le cose siano andate così, perchè forse, dopo Velasco, è stato uno dei più attaccati ai valori della maglia azzurra! Purtroppo, caro Mauro, i processi sui social sono all’ordine del giorno: li fanno per gli omicidi, figurati per argomenti (permettimi) meno drammatici come lo sport, per cui mettiamocela via che sarà sempre così. Peccato che quando si è vinto qualcosa, non c’è stato lo stesso roboante coro sul web……è molto più facile alimentarsi di critiche piuttosto che di entusiasmi, è un po’ un “classico tricolore” diciamocela tutta. Da qualche giorno immaginavo che ti saresti dimesso, perchè tutto questo casino finisse, anche per te e per la tua serenità. Personalmente ho sempre ammirato il lavoro di chi crede realmente in quello che fa e nei valori che ne conseguono. I 4 cacciati magari la passeranno liscia con il nuovo staff, ma per quanto mi riguarda, hai fatto la cosa più bella da un anno a questa parte: preso una decisione forte sulla base dei valori che ti porti dentro. Qualcuno in Fipav avrebbe di che imparare….
    La tua sostituzione subito dopo il mondiale sarebbe stata “tecnicamente” corretta, ma in questo momento, il fatto che tutti si aspettassero le tue dimissioni fa si che la Fipav si sgravi anche della responsabilità di aver cambiato il CT e questo mi fa ancora più pensare che la tristezza che avvolge il volley maschile di questo periodo è causata dal gruppo di cialtroni che fingono di comandare, ma non hanno le paXXX nemmeno per essere coerenti con le loro decisioni passate. So che probabilmente non leggerai mai questo commento, ma dopo aver letto il tuo pensiero, caro Mauro, non posso far altro che alzarmi in piedi e stringerti la mano! Buona fortuna per il futuro!!
    PS: resta in zona che tra un po’ le giovanili per cui ti sei tanto battuto, arriveranno alla seniores……..e ci sarà da ridere…..amaramente, ma da ridere…..
    Ciao!

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