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La certezza di Del Toro: “Vincere il Tour de France non è né lontano, né impossibile”

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Isaac Del Toro
Isaac Del Toro / LaPresse

I campioni, per poter continuare a crescere, hanno sempre bisogno di nuove e stimolanti sfide. Isaac Del Toro, corridore della UAE Team Emirates-XRG, non vede poi così lontano la possibilità di trionfare al Tour de France. Il messicano, intervistato da Marca, ha tracciato il bilancio del suo 2026 e si è soffermato sulla possibilità di vincere la corsa francese.

Il bilancio del 2026: “Sono molto contento, a dire il vero. Felice di aver vissuto tutte le esperienze di quest’anno e soddisfatto perché so che potrò metterle a frutto in futuro per migliorare sempre un po’ di più. Ovviamente, con l’intenzione di continuare a lavorare sodo”.

Sul ruolo di leadership all’interno della UAE: “È una cosa che ho cercato di fare fin dal momento in cui ho firmato il contratto. Non sapevamo quanto tempo ci sarebbe voluto, né se fosse possibile in una squadra così competitiva, dove tutti hanno un livello altissimo. È iniziato al Tour Down Under. Ho cercato di rimandare il più possibile il ruolo di leader per imparare e non essere solo una figura di facciata. Dopo un anno, ho acquisito maggiore sicurezza nel capire che tipo di corridore sono; me la cavo bene in diverse situazioni, anche se non so se sono specializzato in qualcosa”

Sugli elogi ricevuti da Tadej Pogačar: “Il fatto che lui possa vedere qualcosa che forse io non vedo è lusinghiero, ma anche impegnativo. Vuole far parte del mio percorso e mi sostiene in ogni occasione. È una cosa molto bella e mi sento davvero privilegiato […] Gran parte di ciò che vedete in televisione rispecchia esattamente com’è lui. È una persona molto autentica e trasparente, ed è per questo che molte persone si identificano con lui. Si concentra molto sull’essere una brava persona e persegue obiettivi diversi da quelli che la gente potrebbe immaginare. Poter stare vicino a lui e vivere tutto questo è fantastico”.

Sul Giro d’Italia 2025 perso nella penultima tappa: “Non ho alcun trauma né ho bisogno che qualcuno mi racconti ciò che ho vissuto, ma parte di ciò che è accaduto quel giorno mi ha plasmato come persona, nel bene e nel male. Mi ha costretto a tirare fuori un carattere un po’ più grintoso di quello che ho sempre avuto dentro di me. Molti potrebbero pensare che sia stata una sconfitta, ma io sento di aver guadagnato moltissimo in quei 21 giorni. Mi sento sereno. Indossare la Maglia Rosa è qualcosa che ti tempra il carattere e ti aiuta a goderti il momento; dopo quello che ho vissuto quel mese, tutto il resto è più semplice”.

Sulla possibilità di essere capitano in uno dei tre Grandi Giri del 2027: “A seconda di quale sarà il piano generale della squadra, cercheremo di seguirlo. Tutte le squadre vogliono vincere i tre Grandi Giri nello stesso anno, quindi non è nulla di nuovo. Vedremo quale ruolo mi spetterà nel 2027 e cercheremo di fare del nostro meglio”.

Sulla possibilità di vincere in futuro il Tour de France: “Perché no? Se gli altri l’hanno vinto, perché non dovrebbe farlo un messicano? Abbiamo due gambe, due braccia, una testa… Non lo vedo né lontano, né impossibile. È difficile, ma vedo esattamente le stesse possibilità degli altri. Ho vinto la mia prima tappa a Barcellona, sono salito sul podio al Giro e so di poter essere competitivo. Con il passare degli anni arriveranno altri atleti; non mi riferisco solo a me, ma al fatto che, come messicani, possiamo certamente farcela”.

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