Atletica
Franco Bragagna: “In pochi ormai credono a Schwazer. Perché Antonella Palmisano deferita?”
Franco Bragagna è stato ospite di Sprint Zone, trasmissione del canale YouTube di OA Sport. La nota voce dell’atletica, a lungo volto della Rai e nell’ultimo anno in telecronaca per Sky, si è soffermato su Alex Schwazer, risultato positivo a un controllo antidoping in primavera e che ha richiesto una controanalisi: “Sono stato un grande amico del ragazzo Alex Schwazer. Io non sono uno che dice ‘squalifica a vita’ alla prima positività, perché bisogna dare la possibilità di provare a rifarsi. Dopodiché, per come è Alex Schwazer, non c’è possibilità che si rifaccia. È stato attorniato da un gruppo di lavoro che continua ad insistere su queste cose, invece di mettersi di lato. Sono tre le positività. Per carità, a casa propria ognuno fa come meglio crede. Io non credo che questo modo di fare faccia davvero bene alla persona Schwazer. Perorare e tenerlo sulla corda, avallando alcuni suoi comportamenti, non gli fa bene. Di questo mi dolgo“.
Franco Bragagna è stato lapidario sul marciatore, Campione Olimpico della 50 km a Pechino 2008: “Credo di essere stato amico di Alex, con qualche variabile negli anni perché a volte mi domandavo: ‘Mi ha dato appuntamento in un posto e non si è presentato: o è svanito perché si è distratto oppure c’è qualche altro problema’. Ma di quell’epoca, prima del doping, sono veramente pochi quelli che gli credono dopo la terza positività. Anche basta. Un bel tacer, o meglio un bel dimenticar, sarebbe meglio. Proprio per la personalità di Alex. La narrazione che è stata fatta all’interno dello staff va oltre ciò che andrebbe narrato. C’è stata anche una fiction in cui sono state presentate solo le ragioni sue e non quelle degli altri“.
Il telecronista si è poi soffermato sullo stile di marcia di Alex Schwazer, ribattendo su un punto a lui molto caro e che aveva fatto discutere anche lo scorso anno: “Abbiamo visto gare di marcia in cui andava in sospensione di 15 cm ed in alcune, come a Bolzano, non si aveva il coraggio di tirare fuori il cartellino. Lì c’era il timore di qualche giudice nei suoi confronti. È successo ad Alessandria, anche un po’ avanti ai Campionati Italiani nella 21 km. È successo anche in Germania, dove è arrivata la positività al doping. La qualità della marcia non c’è più. Non è mai stato esteticamente bello, salvo un ottimo intervento da parte di Sandro Damilano. Adesso ha avuto un ciclista (Domenico Pozzovivo, n.d.r.) come presunto allenatore. Dal punto di vista della marcia era proprio borderline. I giornalisti che lo criticano, poi non vengono invitati alle sue conferenze stampa“.
Antonella Palmisano e Massimo Stano avevano commentato sui social la positività di Schwazer, la pugliese è anche stata deferita per delle emoji e Franco Bragagna non si è tirato indietro nel giudizio: “La marcia è residuale rispetto all’atletica complessiva. Duole che Donati, vice-direttore tecnico della Fidal, sia andato a comportarsi così a Dusseldorf e non sia stato deferito. Invece Antonella Palmisano ha messo due emoji contro Schwazer dopo la terza positività ed è stata deferita! Quindi Palmisano è stata deferita a qualche giorno da Birmingham, e questo può aver inciso sul suo stato d’animo, e il direttore tecnico no? Perché vengono sempre deferiti i nemici della presidenza e non gli amici quando si comportano in una certa maniera? Ma poi per degli emoji? È un intervento che sa di autoritario. Nemmeno una espressione del pensiero è più possibile? Questa cosa ci avvicina a momenti di autoritarietà che ricordano ‘ventenni’“.
