Los Angeles 2028Scherma
Martina Batini: “Il fioretto in Italia non ti consente di rifiatare. Los Angeles 2028? Alla mia età non è scontato”
Martina Batini è stata l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La fiorettista pisana si è racconta a 360 gradi tra un inizio “segnato” dal DNA familiare, passando per una carriera lunga e ricca di successi, senza dimenticare la maternità e i prossimi obiettivi nonostante l’età inizi a farsi un dato importante, dato che è nata nel 1989.
La vincitrice del bronzo olimpico a squadre di Tokyo 2021 inizia da una considerazione sulla propria carriera: “Non ci si annoia mai anche perché ho vinto tanto ma ho anche perso tanto. Forse ho più perso che vinto e anche per quello ho voluto continuare”.
Passiamo, quindi, a raccontare i suoi inizi: “Ho iniziato presto verso i 6 anni dato che mio padre faceva scherma. Sono sempre rimasta nell’ambiente e non ho mai provato altri sport. Dai 6 anni i miei pomeriggi facevano rima con scherma. Si inizia, come sempre, con il fioretto poi uno si specializza in quello che preferisce. Venendo dalla scuola pisana il fioretto è sempre stato preponderante e, di conseguenza, anche la mia passione. Da piccola ero veramente timida e introversa. Arrivavo, mi allenavo e andavo via, non partecipando molto anche alla vita di squadra. Dopodiché sono cambiata e sono diventata più aperta”.
Nel 2018 dalla pedana è passata alla maternità. Un momento importante per la donna Martina Batini e l’atleta Martina Batini. Una occasione anche per analizzare questo importante aspetto: “Faccio un discorso generale. Sia per una madre che lavora, sia per una madre sportiva. Le cose sono cambiate tanto negli anni. Nel 2018 non c’era ancora nessun tipo di sostegno a livello sportivo. Di solito, quando una diventava madre, smetteva. Non ci si poneva nemmeno la questione di un ritorno. Invece una carriera può anche proseguire ed essere lunga, come nel mio caso che ho 37 anni. La Federazione di solito congela la posizione dell’atleta, invece nel mio caso da top7 ero passata al numero 60. Questo è un aspetto da gestire. Sarebbe importante anche portare la propria famiglia in ritiro o alle gare. Ci sono sport nei quali le atlete stanno lontane da casa per mesi. Quello farebbe la differenza. Vorrei che tutto diventasse normale e non ricevere complimenti anche perché sei madre. Ora va sempre meglio nel mio caso, ma non è stato facile. Ho impiegato tempo per trovare un giusto equilibrio. All’inizio ho dovuto separarmi subito da mio figlio ed è stato un distacco pesante”.
Nella scorsa annata è andata ad un passo dalla Coppa del Mondo generale: “Esatto, fino agli Europei ero la numero 1, Martina Favaretto invece ha vinto i Mondiali e mi ha superata proprio in extremis. Ad ogni modo sono molto soddisfatta perché non ero mai riuscita a salire in vetta alla classifica, per una stagione costantemente positiva. Direi che è mancata solo la ciliegina sulla torta perché speravo di fare medaglia. Sapevo di averne le possibilità, ma la giornata dei Mondiali ho capito subito che non era la mia. Peccato, non è andata. Forse anche per un po’ di stanchezza dopo 8 gare importanti”.
Il fioretto italiano continua a mietere successi: “Nell’ultima gara abbiamo fatto prima, seconda e doppio terzo posto con tanti derby che ci hanno eliminate. Il fioretto italiano gode di ottima salute. Da noi c’è tanta competizione, una fortuna e una sfortuna. Un gruppo così forte alza sempre più il livello, ma per entrare nelle 4 che fanno Mondiali e Europei è davvero una battaglia e anche quando sei dentro non puoi rifiatare mai. Negli ultimi anni il livello giovanile non ha brillato particolarmente, ma penso che sia più una differenza di percorso. All’estero ci puntano subito fortissimo, da noi invece c’è più calma e non è totalizzante quando si hanno 12, 13 o 14 anni. C’è anche la scuola. Noi veniamo fuori un po’ dopo, ma poi diventiamo più forti in assoluto”.
Ultima battuta sul grande obiettivo di Los Angeles 2028: “In questo momento direi di sì. L’anno scorso è stato un anno fantastico, ora sono partita bene. Ci spero e ci credo anche se so bene che alla mia età non è per niente scontato. Ora mi godo davvero al massimo questo sport e sono davvero curiosa di capire se ce la potrò fare. Come dicevo prima, però, la competizione sarà altissima. Il dopo-scherma? Non so ancora. Sto valutando e mi sto guardando intorno ma, dato che cambio idea spesso, non ho ancora nulla di certo in mano”.
