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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Targhetta un fuoriclasse, Abbadini elogio della persistenza, tempo per Speranza: le pagelle dell’Italia ai Mondiali

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Gabriele Targhetta
Gabriele Targhetta / Simone Ferraro/FGI

L’Italia non è riuscita a qualificarsi alla finale a squadre maschile dei Mondiali 2026 di ginnastica artistica, mancando l’approdo all’atto conclusivo per appena due decimi. Alla AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi) si sono però festeggiati due pass per le finali di specialità grazie a Gabriele Targhetta (terzo al cavallo con maniglie) e a Yumin Abbadini (ottavo alla sbarra), che si è meritato anche l’approdo alla finale all-around con il tredicesimo accredito. Di seguito le pagelle e i voti dei Moschettieri dell’Italia maschile ai Mondiali 2026 di ginnastica artistica.

PAGELLE ITALIA MONDIALI GINNASTICA ARTISTICA

GABRIELE TARGHETTA: 9. Il fuoriclasse indiscusso di questo gruppo, tra l’altro alla sua prima gara a squadre in campo iridato. Il Campione d’Europa al cavallo con maniglie ha incantato sul suo attrezzo d’elezione e si è qualificato alla finale di specialità con il terzo punteggio (14.833): la nota di partenza è la stessa della rassegna continentale (5.9), l’esecuzione si è rivelata impeccabile, sono piaciute tantissimo le linee tenute sull’attrezzo, le gambe ben unite, la plasticità dei movimenti e l’uscita che porta il suo nome. Tra sei giorni, con margini di miglioramento, si andrà a caccia della medaglia, alla prima finale mondiale in carriera.

YUMIN ABBADINI: 8. Qualificarsi a una finale di specialità ai Mondiali è impresa sempre degna di nota e non sono così tanti i precedenti alle nostre latitudini. Il capitano dei Moschettieri sapeva di avere una chance alla sbarra e ha confezionato un esercizio davvero apprezzabile, eseguendo in maniera ottimale i tanti salti proposti e piazzando un’ottima uscita. Il 25enne bergamasco si è meritato l’approdo all’atto conclusivo con l’ottavo accredito (14.166) e domenica pomeriggio proverà a ritagliarsi il giusto spazio tra gli otto giganti al ferro. Ormai abituale, ma non per questo da dare scontata, la sua presenza al concorso generale individuale.

SIMONE SPERANZA: 5,5. Era al suo debutto ai Mondiali assoluti dopo aver conquistato due argenti iridati nella rassegna juniores dello scorso anno. Il siciliano ha indubbiamente pagato un po’ di inesperienza e ha sentito l’emozione: la caduta al cavallo (9.633), l’errore alla sbarra (12.400), il grande passo indietro in uscita agli anelli dopo una buona prova (13.466), un corpo libero meno fluido del solito (12.966). Ha soltanto diciannove anni: avrà modo di rifarsi.

NICCOLÒ VANNUCCHI: 5,5. La caduta al corpo libero (11.833 in un esercizio su cui si puntava davvero tanto), un Kasamatsu un po’ al di sotto delle aspettative al volteggio (13.433) e qualche sbavatura qua e là lo hanno un po’ frenato, al ritorno in un Mondiale dopo aver accarezzato il podio alla tavola nel recente passato. Un peccato per gli errori, perché agli anelli (13.600) e alle parallele (13.533) aveva tenuto la media richiesta all’Italia per accedere alla finale a squadre.

MARIO MACCHIATI: 5,5. La caduta in apertura al cavallo con maniglie pesa in maniera specifica, anche perché non è stata scartata (11.533). L’azzurro ha faticato anche agli anelli (12.233, scartato), poi si è rialzato con una bella prova alle parallele pari (14.133) e ha cercato di andare via lineare tra sbarra (13.100) e corpo libero (13.200), in una mattinata che si è comunque rivelata complessa.

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