ArtisticaGinnastica e cultura fisica
Italia eliminata ai Mondiali di ginnastica, decimi beffardi. Targhetta incanta, Abbadini in finale alla sbarra
Un paio di decimi. Tanto è mancato all’Italia per qualificarsi alla finale della gara a squadre maschile ai Mondiali 2026 di ginnastica artistica. Per la precisione 232 millesimi: questo è il divario tra la Nostra Nazionale e la Colombia al termine del turno preliminare andato in scena alla AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi). I sudamericani sono gli ultimi ammessi all’atto conclusivo del team event (martedì sera verranno messi in palio i primi tre pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028), mentre gli azzurri sono i primi esclusi e non potranno essere della partita nella gara che premia la caratura tecnica e agonistica del movimento ginnico di un intero Paese.
I Moschettieri hanno pagato a caro prezzo le cadute di Mario Macchiati e Simone Speranza al cavallo con maniglie (11.533 e 9.633, scartato) e di Niccolò Vannucchi al corpo libero (11.833, era un esercizio su cui si puntava), unite a qualche sbavatura qua e là (ad esempio il 13.300 di Speranza sugli staggi) e a una rotazione agli anelli con poco brio (12.700 di Abbadini e 12.233 di Macchiati, grosso passo indietro in uscita di Speranza, valutato in 13.466). I ragazzi del DT Giuseppe Cocciaro hanno concluso al nono posto: è una buona dimensione internazionale dopo la quarta piazza agli Europei, ma lottare per una medaglia in questa prova è improbo e il prossimo anno si battaglierà per meritarsi il biglietto per i Giochi (in palio nove tagliandi ai Mondiali).
Il Giappone ha messo in chiaro le cose con un perentorio 254.529 e tra un paio di giorni partirà con tutti i favori del pronostico per conquistare la medaglia d’oro, ma dovrà stare attento alla voglia di rivalsa della Gran Bretagna (251.460), della Russia (249.162) e della Cina (247.493). Hanno passato il turno anche gli USA (245.961), la Svizzera (244.430) e i Paesi Bassi (242.995). I nipponici Shinnosuke Oka (85.098) e Daiki Hashimoto (84.632) campeggiano nel concorso generale individuale davanti al russo Arsenii Dukhno (83.866).
L’Italia festeggia la qualificazione a due finali di specialità. Gabriele Targhetta ha rispettato le attese da Campione d’Europa al cavallo con maniglie, ha eseguito un esercizio di spessore e ha chiuso al terzo posto con il punteggio di 14.833 (5.9 il D Score, 8.933 per l’esecuzione). Il ventenne brianzolo si è inserito alle spalle dell’armeno Hamlet Manukyan (14.933) e al kazako Nariman Kurbanov (14.866), i rivali con cui sabato pomeriggio lotterà per una medaglia (senza dimenticarsi dell’altro armeno Mamikon Khachatryan, quarto con 14.733).
Yumin Abbadini si è meritato l’ottavo accredito alla sbarra: 14.166 (5.9 la nota di partenza, 8.266 di esecuzione) e pass per la finale di domenica pomeriggio, dove potrà ben figurare. I giapponesi Shohei Kawakami (14.600) e Shinnosuke Oka (14.500) e il taiwanese Chia-Hung Tang (14.566) sembrano avere una marcia in più, ma il capitano del quintetto tricolore potrebbe provare a togliersi delle soddisfazioni in chiusura della rassegna iridata.
I cinesi Xingyu Lan e Jingyuan Zou hanno preso le redini agli anelli e alle parallele pari grazie a degli esercizi di lusso, premiati rispettivamente con 14.733 e 15.466. Il britannico Jake Jarman primeggia al volteggio (14.633) e il russo Arsenii Dukhno è risultato il migliore al corpo libero (14.700).
