Tennis
Matteo Berrettini torna a lasciare il segno: battuto Davidovich Fokina nel debutto a Tokyo
C’è l’approdo al secondo turno per Matteo Berrettini all’ATP 500 di Tokyo. Il capitolino sconfigge con un bel recupero, in formato 1-6 7-6(1) 6-4, lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, recentissimo campione all’ATP 250 di Chengdu. E avrà anche una sorpresa al secondo turno, perché il madrileno Rafael Jodar ha subito un incredibile 6-1 6-3 dal paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo, cambiando completamente le prospettive della zona di tabellone di Matteo e anche di Luciano Darderi.
Il primo set è un caso particolare della situazione per cui non si può assolutamente dire che Berrettini non ci sia. Il romano, al contrario, nella partita c’è: è semplicemente la classica mezz’ora in cui a Davidovich Fokina entra fondamentalmente tutto. Lo spagnolo arriva ovunque, si mette anche in versione difesa importante e raccoglie subito il 2-0 che diventa 3-0 con numeri di un certo livello tra dritto e rovescio. Berrettini riesce a muovere il punteggio, ma il problema dall’altra parte della rete è ancora presente. Anzi, sono sempre i colpi da fondo a dare a Davidovich Fokina un’ulteriore spinta, quella che gli vale il 6-1.
Nel secondo parziale le cose si assestano un po’ di più: Berrettini riesce a salire, la Davidovich Fokina la modalità “vincenti ovunque, sempre e comunque” scarica la propria batteria e così i due vanno avanti fondamentalmente senza grandissimi problemi, ognuno con il proprio turno di servizio che per quattro game resta lì, tranquillo. L’italiano deve però salvarsi sul 2-2, quando un nastro lo salva da un break che avrebbe potuto essere ferale. Di qui in avanti il solo game complesso è quello che vale il 5-4 a Davidovich Fokina, con lo spagnolo intento a recuperare faticosamente da 15-30, poi si giunge al tie-break e d’incanto Berrettini prende la via del dominio e si porta a casa un 7-1 fondamentale.
Il romano fa a quel punto l’unica cosa sensata possibile: continuare a spingere, ed è così che ottiene il break a inizio terzo set, a 30 e con un bel passante di rovescio lungolinea contro la discesa a rete dello spagnolo. Il momento è quello buono, arriva anche il doppio break a 15, poi però Davidovich Fokina dimostra di voler rimanere lì, trova ancora la forza di giocare ottimi scambi e risposte vincenti e accorcia le distanze fino al 3-2. Di qui in avanti, il massimo che accade è che l’iberico rischia di perdere prima ancora di quello che diventerà il definitivo 6-4, perché deve risalire dallo 0-30 ne nono gioco. A urlare di gioia per ultimo, però, è Berrettini.
Al di là di ogni cosa, comunque, conta tanto quello che il romano ha fatto vedere in termini di convinzione e capacità di lottare in queste due ore e 21 minuti. Sono 16 gli ace da lui messi a segno, nella situazione paradossale in cui ha vinto meno punti dell’avversario (92-94). Il tennis, come si sa, non è però matematico, ed è anche così che si vincono le partite: portando a casa i punti giusti.
