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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Manila Esposito in prima fila alla trave: bagarre totale per la medaglia ai Mondiali. Cinesi imbattibili? La roulette…

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Manila Esposito
Manila Esposito / IPA Agency

Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024, Campionessa d’Europa nel 2024, argento continentale nel 2023 e nel 2026: questo è il palmares con cui Manila Esposito si presenterà alle finale alla trave dei Mondiali 2026 di ginnastica artistica. La fuoriclasse campana ha tutte le carte in regola per andare a caccia di una medaglia, al suo primo atto di specialità iridato in carriera: alla terza partecipazione, la quasi 20enne (spegnerà le candeline il prossimo 2 novembre) è riuscita rientrare tra le migliori otto d’attrezzo e ora se la giocherà a viso aperto.

Partiamo dal consueto presupposto quando parliamo dei 10 cm: l’imprevedibilità è all’ordine del giorno, la gara assume spesso i connotati della roulette, l’errore è dietro l’angolo, le cadute cambiano la fisionomia della prova e dunque tutto è possibile. Si tratta proprio del diktat principe della disciplina più femminile del programma, forse la più amata degli appassionati proprio perché non sembra esserci nulla di certo e l’epilogo è spesso ben diverso da quanto previsto a bocce ferme.

Manila Esposito ha firmato il quinto punteggio di ammissione: 14.200 (5.8 il D Score, 8.4 di esecuzione), illuminando la scena con la sua proverbiale serie acrobatica dietro, la continuità di azione sul legno, gli ottimi enjambé, un’uscita di spessore e grandissima eleganza, offrendo una delle prove più impattanti per eleganza dell’intero turno preliminare. Occorrerà replicarsi su questi livelli per ambire concretamente a un alloro che consacrerebbe la nostra portacolori tra le grandissime della Polvere di Magnesio alle nostre latitudini.

Le cinesi Qingying Zhang (15.100 nel turno preliminare) e Qiyuan Qiu (14.966) sembrano insuperabili: sono dotate di elevati D Score (6.8 e 6.5), con cui riescono a fare sonoramente la differenza. Doppietta asiatica? Sulla carta, ma non sono estranee agli errori e dunque il pronostico rimane aperta. Manila è in linea con la brasiliana Flavia Saraiva (14.400, mai sul podio nella sua specialità d’elezione) e la giapponese Mana Okamura (14.266), poi bisognerà vedere come si presenterà la statunitense Skye Blakely (14.166) dopo l’apoteosi sul giro completo e la prima giornata di specialità tra volteggio e parallele (doppio bronzo).

Bisognerà fare i conti con l’oste: l’algerina Kaylia Nemour si è fermata a 14.133 in qualifica, ma nella finale all-around si è spinta a 14.500 e la fresca Campionessa del Mondo alle parallele asimmetriche (fantastico oro nel pomeriggio di ieri) è in grado di esprimersi su quei livelli grazie a delle elevate difficoltà (6.2). In lizza anche la francese Elena Colas (14.133), che su questo attrezzo si è rimessa in sesto nonostante l’infortunio alla caviglia patito il mese scorso.

L’ordine di rotazione: Nemour, Blakely, Esposito, Okamura, Colas, Qiu, Saraiva, Zhang. Dodici mesi fa fu Qingying Zhang a imporsi davanti a Nemour e alla giapponese Aiko Sugihara. L’Italia non festeggia le medaglie addirittura dal 1950: Marja Nutti si mise al collo l’argento davanti a Licia Macchini, nemmeno Vanessa Ferrari riuscì a meritarsi la gloria iridata in questa specialità.

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