Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

ArtisticaGinnastica e cultura fisica

L’Italia sa rigenerarsi, la Russia sarebbe la più forte, trema lo scettro americano: cosa hanno detto le qualifiche ai Mondiali

Pubblicato

il

Italia ginnastica artistica
Italia ginnastica artistica / Simone Ferraro/FGI

Dopo due intensissimi giorni di qualificazione, la pedana della AHOY Arena di Rotterdam (Paesi Bassi) ha espresso il proprio verdetto e ha delineato il quadro delle ammesse alle finali dei Mondiali 2026 di ginnastica artistica. Ma cosa ci ha detto il turno preliminare della rassegna iridata? Quali sono i valori emersi dopo dieci suddivisioni? Chi ha impressionato maggiormente e chi ha deluso nelle sessioni che hanno delineato la seconda parte della competizione?

L’Italia ha dimostrato, ancora una volta, di sapersi rigenerare, emergendo di difficoltà e infortuni: senza le infortunate Alice D’Amato, Asia D’Amato e Angela Andreoli, con Manila Esposito ed Elisa Iorio solo su due attrezzi, la nostra Nazionale è riuscita a chiudere al quarto posto, nonostante due cadute al corpo libero, e ha fatto capire di poter battagliare per la conquista di una medaglia nella gara a squadre, con annesso pass anticipato per le Olimpiadi di Los Angeles 2028.

Essere nelle prime file nella prova che premia la caratura del movimento di un intero Paese, avere strappato tre finali di specialità (Esposito alla trave, Iorio e Giulia Perotti alle parallele asimmetriche, potenzialmente tutte in grade di lottare per le posizioni di vertice) ed essere un punto di riferimento sulla scena internazionale non è per nulla scontato. L’Italia, già argento con la squadra alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha dimostrato di essere una scuola di primo piano e di disporre di una rosa comunque solida, ampia e qualificata.

La Russia ha dimostrato che, in condizione tipo, sarebbe ampiamente la più forte di questo lotto. Hanno negato il visto di ingresso nei Paesi Bassi alle tre stelle assolute (Angelina Melnikova, Viktoriia Listunova, Anna Kalmykova), eppure sono terze e in piena bagarre per una medaglia: Liudmila Roshchina e Alena Glotova sono piaciute particolarmente: quasi tutti consideravano questa compagine una Russia B infarcita di seconde linee e invece…

Gli USA vincono la gara a squadre ai Mondiali dal 2010, ininterrottamente. Considerando anche le Olimpiadi, ne hanno perso una sola negli ultimi quindici anni (ai Giochi di Tokyo 2020, nel giorno della crisi di Simone Biles). Ora sono secondi e rischiano davvero di perdere lo scettro: Skye Blakely è una abile generalista, Claire Pease si è ben difesa, Reese Esponda ha il miglior corpo libero (per il momento), ma potrebbe non essere sufficiente. Per la prima volta dopo tre lustri, la corazzata americana appare concretamente battibile.

La Cina svetta. Non a sorpresa, vista la caratura di questa scuola, ma non salgono sul podio di una gara a squadre dal 2018 (bronzo ai Mondiali) e spesso commettono errori nelle fasi calde, dunque saranno da rivedere in finale. Le asiatiche hanno viaggiato a un ritmo folle alla trave (surreale il 15.100 di Qingying Zhang, eccezionale il 14.966 di Qiyuan Qiu), ma stranamente hanno sbagliato alle parallele asimmetriche. Un tallone d’Achille è stato risolto (solidi i doppi avvitamenti al volteggio), ma al corpo libero sono davvero deboli e potrebbero pagarlo nell’atto conclusivo.

Le qualificazioni ci hanno restituito una imperiale Kaylia Nemour, fenomenale algerina candidata in pectore allo scettro sul giro completo, primissima sugli staggi e con potenziale anche sui 10 cm. La Francia si è rilanciata con una brillante Elena Colas, la Polvere di Magnesio ha riabbracciato la grande Rebeca Andrade (anche se solo su due attrezzi, prima al volteggio). Si sente l’assenza di una stella trainante della ginnastica artistica, ma questo è un altro capitolo.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità