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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

La perla della ginnastica per le Olimpiadi: l’Italia coccola Gabriele Targhetta, il fenomeno da medaglia

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Gabriele Targhetta
Gabriele Targhetta / IPA Agency

Questa stagione ha dato una svolta alla carriera di Gabriele Targhetta: lo scorso anno era esploso con la medaglia di bronzo nella rassegna continentale, in questa annata agonistica si è laureato Campione d’Europa al cavallo con maniglie e ha conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali, fermandosi ad appena 67 millesimi da quella che sarebbe stata un’epocale doppietta. L’esecuzione impeccabile, l’uscita che porta il suo nome, il brillante D Score sono i punti di forza del ventenne brianzolo.

L’allievo di coach Gianmatteo Centazzo ha sempre mostrato una caparbietà, una tenacia, un vigore fisico e un talento ginnico senza eguali, ma è stata la sua voglia di spingersi sempre più in alto a fare la differenza: nel 2025 salì sul terzo gradino del podio agli Europei, ma un paio di divaricate di gambe gli impedirono di ottenere un risultato ancora migliore; un anno dopo è stato impeccabile a Zagabria e oggi ha ottenuto un vertiginoso 15.233 (9.333 di esecuzione!) che rappresenta il suo personale.

L’alfiere della Spes Mestre è ufficialmente entrato tra le eccellenze della Polvere di Magnesio, riportando il tricolore sul podio iridato al cavallo dopo 113 anni e diventando il primo Campione d’Europa della storia in questa disciplina. Gabriele Targhetta è il nome del presente del futuro anche per il sangue freddo, mostrato esibendosi per prima nella finale mondiale e mantenendo la freddezza due mesi fa quando la sua finale rimase fermo per trenta minuti a causa di un black-out, proprio mentre si stava esibendo.

Come se fosse un veterano, ma ha soltanto vent’anni. In questi frangenti si vedono i talenti e l’azzurro rientra in questo ristretto novero. Ora è inevitabile guardare al futuro e le Olimpiadi di Los Angeles 2028 non devono fare paura: mancano due anni al grande evento e si può sognare in grande, ora è ufficiale. L’Italia ha trovato il suo nome nuovo verso i Giochi: con questo punteggio, questo D Score e un’esecuzione spettacolare non bisogna porsi limiti.

Gli avversari? Probabilmente saranno gli stessi di oggi pomeriggio: gli armeni Hamlet Manukyan e Mamikon Khachatryan, il kazako Nariman Kurbanov, lo statunitense Patrick Hooper, in attesa di rivedere al meglio l’irlandese Rhys McClanaghan e della scuola cinese, assente nell’atto conclusivo di Rotterdam.

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