ArtisticaGinnastica e cultura fisica
Campione d’Europa, argento mondiale, speranza olimpica: chi è Gabriele Targhetta, l’Airone che esalta la ginnastica italiana
Siamo di fronte a un vero e proprio predestinato, un fuoriclasse baldanzoso e definitivamente esploso a livello internazionale, un portento in grado di fare sognare tutti gli appassionati e di esaltare la ginnastica artistica italiana grazie a un talento acclarato che in questa annata agonistica è esploso in tutto il suo splendore. Due mesi fa si era laureato Campione d’Europa al cavallo con maniglie, oggi ha conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali: da Zagabria e Rotterdam, con lo stesso entusiasmo e la stessa qualità.
Semplicemente, Gabriele Targhetta, il ragazzo abituato a scrivere pagine di storia: ad agosto era diventando il primo azzurro a trionfare in campo continentale in questa specialità in ben 71 anni di storia; stasera ha riportato il tricolore sul podio iridato in una disciplina iconica del settore maschile dopo addirittura 113 anni (le ultime gioie al cavallo risalivano all’edizione che venne disputata a Parigi nel 1913, quando Giorgio Zampori si impose davanti a Osvaldo Palazzi, invertendo il podio di due anni prima).
Il merito è tutto del 20enne brianzolo, che è stato semplicemente impeccabile alla AHOY Arena, gestendo al meglio la pressione di essere tra i grandi favoriti per la medaglia e l’onere di dover aprire l’atto conclusivo, come ha previsto il sorteggio. Agli Europei aveva dovuto controllare lo stress derivante da un’interruzione di circa trenta minuti, dovuta a un problema tecnico al palazzetto, prima della sua esibizione; oggi si è dimostrato grandissimo a livello tecnico. La mentalità è quella giusta.
Gabriele Targhetta è stato valutato con lo squillante punteggio complessivo 15.133 (5.9 il D Score, 9.333, per l’esecuzione), migliorando il personale siglato in estate (15.200 nel turno preliminare, 15.133 in finale). A differenza di quanto successo a Zagabria, non è riuscito a mettere in riga tutti i rivali: l’armeno Hamlet Manukyan lo ha battuto per appena 67 millesimi (15.300) in chiusura di finale, con un sapore di beffa perché la medaglia d’oro era davvero a un passo.
Nativo di Monza, trasferitosi a Mestre (in provincia di Venezia) fin da bambino per il lavoro del papà (è medico), è cresciuto con i colori della Spes Mestre, sotto la guida di coach Gianmatteo Centazzo (rappresentò il Bel Paese alle Olimpiadi di Barcellona 1992). Il ribattezzato Principino, il nostro Airone del Sile, aveva conquistato la medaglia di bronzo nella rassegna continentale disputata nel 2023 a Lipsia e negli ultimi due mesi ha compiuto un ulteriore passo in avanti.
All’inizio della carriera aveva approcciato il giro completo, poi si è concentrato sul cavallo per sfruttare la sua altezza e le lunghe leve (che ha dato origine a uno dei suoi soprannomi), ottenendo la giusta ricompensa. Ormai è uno specialista totale: dobbiamo preservarlo in questo modo lungo il cammino che conduce alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Nato il 17 marzo 2006, il Campione d’Europa e vice campione del mondo ha inventato un’uscita, entrata regolarmente nel Codice dei Punteggi con il suo nome ed eseguita in maniera impeccabile nella giornata odierna. In carriera vanta anche due podi in Coppa del Mondo: in questa stagione ha vinto a Cottbus con il punteggio di 15.000, lo scorso anno fu secondo a Il Cairo. Un mesetto fa è stato secondo nella prova di World Challenge Cup disputata a Parigi.
