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Giulio Ciccone non si dà pace: “Non ricordo una sensazione così brutta”
La medaglia d’argento porta con sé un po’ di amaro in bocca per Giulio Ciccone, fermatosi a meno di due centimetri dalla vittoria agli Europei 2026 di ciclismo. Soltanto uno stretto photo-finish ha incoronato il belga Remco Evenepoel, capace di superare il nostro pollice per mezzo pollice di tubolare e di conquistare il titolo continentale: il nostro portacolori si è ben distinto sulle strade slovene, aveva attaccato in salita ed era stato eccellente nell’impostare lo sprint, ma poi è arrivata la beffa.
Giulio Ciccone ha analizzato la propria prestazione ai microfoni di Tina Ruggeri di InBici: “Sono stato super fortunato con la situazione che si era creata, Scaroni era vicino e avevo l’occasione di stare a ruota. Non si poteva chiedere uno scenario migliore. Le corse sono così, nel finale penso di non sbagliare nulla, la curva l’avevo studiata, l’ho fatta come volevo e sono uscito come volevo”.
L’abruzzese è stato lapidario: “Non mi ricordo una sensazione così brutta della mia carriera, proprio brutta: una delusione di quelle che dici “bah”. Quando è caduto Remco ho detto è fatta? No, sulle cadute non si pensa mai. Eravamo in salita, la velocità non era alta, io ero rimasto da solo e lontanissimo dall’arrivo, dietro c’erano tanti corridori“. Conclusione senza mezzi termini: “Speravo di essere qui con una maglia. L’argento? Quello che conta è la maglia“.
Giulio Ciccone si è soffermato su un aspettato tattico ai microfoni di CyclingPro: “Il primo fotofinish non era molto chiaro, poi ho visto il secondo… c’è veramente tanto dispiacere. Prima di tutto voglio congratularmi con Remco. Ha fatto una corsa pazzesca. Io ho avuto una situazione fortunata perché avendo dietro Scaroni da solo, ho potuto giocare un po’ restando più tempo a ruota. Mi rendo conto che per lui non fosse il massimo, ma sono situazioni di corsa. Congratulazioni ancora a lui per la grande performance. Quando ho visto per la prima volta l’ultima curva, ho capito come avrei dovuto affrontarla. Inizialmente volevo prenderla davanti, ma Remco ha capito il mio piano e ha accelerato. In uscita ha sbagliato la traiettoria, così io sono passato all’interno e ho lanciato lo sprint. Sono andato a tutto gas. Ci ho creduto, ma questo è il ciclismo“.
