Pallavolo
Fabio Balaso: “Dobbiamo essere consapevoli che ci sono delle cose da migliorare in Nazionale”
Ormai quasi una vita alla Lube Civitanova, tra le figure di riferimento della Nazionale nell’ultimo decennio e tante altre cose si potrebbero dire. In realtà, basta dire Fabio Balaso, perché di fare troppe presentazioni non c’è troppo bisogno. Nella puntata di Volley Night condotta da Luciano De Gregorio in compagnia dell’ex azzurro Paolo Cozzi, disponibile sul canale YouTube di OA Sport, è lui a svelare un certo numero di aspetti legati sia a Civitanova che alla Nazionale, senza dimenticare l’evoluzione della pallavolo dal 2000 a oggi.
Su Civitanova-Padova: “Partendo dal match, siamo partiti molto bene e con il giusto atteggiamento in campo. Sapevamo che poteva essere un po’ ostica, l’anno scorso con Padova abbiamo fatto fatica e perso punti per strada. Sono formazioni che cercano di dare il tutto per tutto soprattutto in trasferta, dovevamo essere molto attenti e abbiamo cercato di affrontarla nel migliore dei modi soprattutto nei primi due set dove abbiamo fatto vedere buone cose in battuta, muro e difesa. Nel terzo set siamo andati un po’ in difficoltà, poi siamo riusciti a reagire bene e a strappare quei due-tre break che ci hanno permesso di stare tranquilli e chiudere la partita“. E poi: “In un campionato così lungo e con la coppa che inizierà tra poco di momenti di difficoltà ne troveremo, dovremo essere pronti ad affrontare anche quelle situazioni“.
Rispondendo a Cozzi su quanto è cambiato per lui: “Fa parte del mio ruolo cercare di prendermi più responsabilità e metri di campo possibili per far sì che i posti 4 siano sereni per attaccare. Fa parte del mio lavoro. Con questa formazione, con Eric (Loeppky, N.d.R.) che è schiacciatore puro, c’è più tranquillità. Alex (Nikolov, N.d.R.) è ancora un ricevitore e ci può sicuramente dare una mano con la linea 4 con battute importanti. Per il momento sta andando bene con questa posizione. Alex ha preso sempre più fiducia da posto 2, avendo fatto anni solo da posto 4 non è mai facile prendere confidenza anche con il posto 2. Si vede che ha preso confidenza“.
Com’è stato l’inserimento anche dell’altro Nikolov e del rapporto tra i fratelli: “Si è vista benissimo la connessione tra loro due. Simeon è entrato da poco, siamo una squadra molto giovane e penso di essere quest’anno il più vecchio insieme ad Alberto Polo. Però si è inserito nel migliore dei modi e abbiamo cercato di farlo inserire benissimo e si è visto nei meccanismi di squadra. Ci sarà ancora tanto da migliorare, ha tantissime potenzialità e lo ha dimostrato fisicamente, ci può dare tanto con la battuta e con il muro. Quando la palla ti scappa un po’ più in là lui può dare una mano anche lì“.
Il giocatore che, in Italia, è più pericoloso: “Oleg Plotnytskyi. E lo ha già dimostrato da diversi anni. Non ha solo potenza, ma anche tanti angoli e molte variazioni nel suo repertorio in battuta, è uno tra i più fastidiosi al momento in campionato“.
Quali sono i parametri per valutare la prestazione di un libero oggi: “Devi valutare la quantità di campo che un libero deve coprire. Adesso, con le nuove regole, si può anche cambiare durante l’inizio dell’azione. C’è ulteriormente la possibilità di toccare ancora più palloni. Poi dobbiamo valutare la qualità del servizio della squadra avversaria, può esserci una giornata che non ti va benissimo e un’altra in cui tocchi pochi palloni e non ti vanno benissimo. I parametri in percentuale sono 30% ricezione perfetta, 50% positiva. Come ho detto, va in base alla squadra avversaria, se i battitori sono non indifferenti arrivare a quelle statistiche è difficile“.
Obiettivo posto come squadra e come singolo: “Come singolo cerco sempre di dare il massimo e più tranquillità possibile ai miei compagni, performare nel miglior modo possibile. Cerco principalmente di aiutare la squadra ad arrivare agli obiettivi. Come squadra, ogni anno Civitanova si pone di arrivare almeno tra le prime 4 di ogni competizione e arrivare fino in fondo. Questo è l’obiettivo che si pone la società“.
Quattro reduci dagli Europei di casa tra italiani e bulgari. Ma l’inizio difficile non c’è stato, anzi. Ne hanno parlato? “No. Il discorso esce quando ci siamo ritrovati tutti assieme, io e Mattia Bottolo siamo rientrati ufficialmente il 1° ottobre dopo una settimana di stop dall’ultima partita che avevamo fatto. Alla fine è meno di un mese che siamo tutti assieme. Anche gli altri delle altre Nazionali pochi giorni prima in base a quando avevano finito. Il discorso Europei usciva, ma non ci abbiamo dato nemmeno tanto peso. La delusione era tanta da parte nostra e degli altri usciti, ma penso che ognuno abbia analizzato come sono andate le cose. A inizio stagione abbiamo cercato di lasciar andare quel ricordo, che rimane, ma cercando di metabolizzare il più possibile e iniziare una stagione impegnativa e lunga“.
Qual è stato il rientro più complicato? “Quando sei Campione del Mondo e ricominci sei anche più tranquillo. Non dico che ricominci più seduto e tranquillo, ma sei molto contento. La fame è ancora tanta quando ho ricominciato da Campione del Mondo e lo era ancor di più quando siamo usciti ai quarti, c’è quella voglia di riscatto e di iniziare subito un nuovo capitolo, di lasciar andare quel pensiero e quel momento brutto. L’inizio del campionato ha sicuramente aiutato“.
Cosa si porta dietro del Fabio ragazzino: “La spensieratezza che avevo da ragazzino, l’allenamento in più che facevo a fine allenamento, quel qualcosa in più me lo porterei ancora dietro. Non sono ancora vecchiotto però! Sono cambiate diverse cose, anche nel ruolo del libero negli anni. Anche i battitori sono molto più efficaci come velocità, forza, è cambiato tantissimo“.
Se c’è stato modo di parlare della sconfitta ai quarti con la Finlandia e di fare l’analisi individuale: “Ci siamo ritrovati la mattina dopo e poi siamo ripartiti per tornare tutti alle nostre residenze. Abbiamo cercato di capire che è stato uno step che non è andato. In tutti gli anni passati eravamo arrivati tra le prime quattro, avevamo analizzato che poteva capitare. Dobbiamo però anche essere consapevoli che ci sono delle cose da migliorare, abbiamo le possibilità. Il gruppo è ben consolidato, abbiamo ben chiaro quello che vogliamo fare e il percorso nei prossimi anni e nelle prossime manifestazioni. Non siamo entrati in dettagli tecnici o in quello che non è andato bene. Sarà compito di Fefè (De Giorgi, ndr) cominciare ad analizzare un po’ alla volta quello che non è andato bene, poi quando ci ritroveremo capiremo effettivamente da dove partire per migliorare in queste situazioni. La mia personale analisi su cosa poteva andar meglio? Se avessimo vinto quel secondo set perso ai vantaggi staremmo parlando di tutt’altra cosa e di tutt’altra partita. Ho provato anche a fare un’analisi, ma è stata dura nei giorni successivi. Pensi a tante cose, tante situazioni in cui individualmente si poteva far meglio. Ti ritrovi a pensare che è andata, pensare al passato è inutile, ho cercato subito di cambiare capitolo e iniziare una nuova stagione con il club. Quando ci ritroveremo con la Nazionale poi penseremo a quel che potevamo far meglio in quella situazione“.
A domanda secca di Cozzi, Civitanova ha nel DNA la vittoria finale? “Sì“.
