Formula 1GP Bahrain
F1, l’unica minaccia per Kimi Antonelli si chiama affidabilità. Mondiale in pugno, ma la partita non è ancora chiusa
Dopo il Gran Premio di Bahrain in Malesia si può affermare che l’unico potenziale ostacolo fra Kimi Antonelli e la conquista del titolo mondiale 2026 sia rappresentato dalla sua stessa Mercedes. Nel senso che solo l’affidabilità può mettere in discussione la posizione attualmente occupata nella classifica iridata dal ventenne italiano, le cui prestazioni sono costantemente migliori di quelle del compagno di squadra George Russell.
Proprio quest’ultimo, ieri, ha dato testimonianza del fatto che l’unica pecca della W17, per il resto indubbiamente la miglior monoposto della stagione corrente, sia rappresentata dall’avere qualche defaillance qua e là. Passaggi a vuoto tecnologici o meccanici che possono costare punti pesantissimi. Difatti, domenica, Russell ne ha persi 15, cedendo con gli interessi quanto aveva guadagnato a Baku.
Antonelli ha 84 lunghezze di vantaggio quando mancano sette GP e una Sprint alla bandiera a scacchi definitiva. Tradotto, se anche il compagno di squadra dovesse vincere tutto da qui a fine anno, a Kimi basterebbe arrivare una volta terzo e sempre quarto per chiudergli la porta in faccia. Si ragiona per estremi, sia chiaro, soprattutto alla luce dei pregressi del britannico, che non ha mai primeggiato in due eventi consecutivi nell’arco di tutta la sua carriera.
La Ferrari non è più una minaccia, ammesso che lo sia mai stata. Hamilton e Leclerc sono stati ricacciati rispettivamente a -106 e -129. Chi fa sempre paura è Max Verstappen, il quale ha tuttavia perso troppo terreno nella fase iniziale della stagione e per quanto stia raccogliendo risultati pesantissimi, è ancora a -132 da Antonelli. Sul piatto ci sono ancora, teoricamente, 183 punti in palio. Troppo pochi perché Super Max possa concretamente sperare in una rimonta.
Insomma, Antonelli a questo punto non deve far altro che portare il suo treno nella stazione iridata. Non ci sono dubbi riguardo la sua abilità e la sua capacità di gestire il convoglio. Cionondimeno, ci sono ancora degli scambi da attraversare. In questi passaggi, il rischio di deragliare è sempre presente. Si direbbe ridotto, ma come insegna Giovanni Trapattoni “non dire gatto finché non l’hai nel sacco”.
Kimi sta facendo bene tutto quello che deve fare. L’affidabilità della Mercedes non è una dinamica sotto il suo controllo. Dunque, da parte sua non deve far altro che continuare così. Se non ci saranno situazioni spiacevoli o anomale, il resto arriverà di conseguenza.
