Formula 1GP Singapore
F1, GP Singapore 2026. Kimi Antonelli sogna l’allungo decisivo. A Marina Bay punti extra in palio con l’ultima Sprint stagionale
La Formula 1 dedicherà al Gran Premio di Singapore i giorni del 9, 10 e 11 ottobre. Si comincerà a fare sul serio già venerdì, perché sarà un weekend “pesante”, in quanto contiene la sesta e ultima Sprint della stagione 2026. Dunque, per le strade della città-stato asiatica non vi saranno 25 punti in palio nel Mondiale piloti e 43 nel Mondiale costruttori, bensì rispettivamente 33 e 58.
Il numero pregnante è però 84, pari alle lunghezze di vantaggio di Kimi Antonelli su George Russell dopo il Gran Premio di Bahrain in Malesia. È un margine cospicuo, che permette all’italiano di guardare con serenità alla propria posizione di leader della classifica iridata. Significa che qualsiasi gara chiusa sul podio gli sarebbe favorevole nell’ottica della conquista del titolo iridato. Peraltro, l’inglese andrà in penalità a causa della sostituzione della power unit.
Singapore è però un contesto nel quale bisogna essere cauti. Circuito cittadino, dunque severissimo con gli errori. Ne sa qualcosa proprio Antonelli, andato a sbattere in qualifica a Baku. È anche vero che l’emiliano non è uno sprovveduto. Ha vinto a Miami, a Montecarlo e a Madrid. Pertanto i tracciati urbani non gli sono certo indigesti. Quanto accaduto in Azerbaigian gli farà sicuramente da monito.
C’è poi l’incognita affidabilità, che ha tradito il britannico più volte di quanto non abbia fatto con l’italiano. Però si tratta di una dinamica al di fuori del controllo del pilota. Kimi sta pertanto raccogliendo e incastrando gli ultimi mattoncini del Lego per completare la sua magnifica creazione. Sappiamo bene come questi oggetti possano però essere infami, chiunque ci abbia camminato sopra per sbaglio sa quanto facciano male. Ecco, questa è l’affidabilità di cui sopra!
Ad Antonelli non manca alcun parallelepipedo colorato per compiere la costruzione iridata. Soprattutto, non si vedono minacce in grado di distruggerla. Russell è sempre più lontano dal banco dove l’emiliano sta montando il suo meraviglioso Lego Mondiale. Verstappen, il guastafeste per antonomasia, uno che potrebbe disfare qualsiasi creazione, è però fuori dalla stanza e verosimilmente non avrà neppure modo di entrarvi. La Ferrari, invece, in questa stanza c’era, ma ne sta uscendo. Le Rosse possono sicuramente provare a edificare qualcosa da qui a fine stagione, ma il Lego iridato appare nuovamente procrastinato all’anno prossimo.
