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Formula 1GP USA

Damon Hill ammette: “Kimi Antonelli è fenomenale, pensavamo che per Russell sarebbe stato facile”

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Russell - Antonelli
Kimi Antonelli - George Russell / LaPresse

Cinquantaquattro secondi. È il distacco che George Russell ha rimediato da Kimi Antonelli nell’ultimo Gran Premio degli Stati Uniti, ad Austin, e fotografa con brutale chiarezza il verdetto di una stagione. Il confronto interno alla Mercedes, che alla vigilia sembrava poter premiare l’inglese, si è trasformato in un dominio del 20enne bolognese, ormai a vicinissimo all’iride. Una superiorità cresciuta gara dopo gara, soprattutto sul passo e nel rendimento domenicale, e che adesso apre interrogativi pesanti sul futuro di Russell.

A rilanciarli è Damon Hill, campione del mondo nel 1996, che in un’intervista a Fox Sports, rilasciata alla vigilia della prima del documentario Hill dedicato alla sua carriera, non ha nascosto la preoccupazione per le conseguenze psicologiche di una sconfitta tanto netta.

Pur riconoscendo a Russell qualche episodio di sfortuna, l’ex pilota della Williams ha spiegato che la sorte non basta a giustificare il divario: “È stato molto sfortunato in alcuni frangenti, ma anche quando la fortuna non c’entrava, nei momenti in cui si sono ritrovati a parità di condizioni, Kimi lo ha sempre battuto“.

Da lì il ragionamento di Hill si sposta sul piano mentale, il più insidioso per chi si vede scavalcato dal proprio compagno di squadra. “In frangenti del genere viene da chiedersi: ‘caspita, forse deve rivedere i propri obiettivi’. Quando vieni surclassato da qualcuno che è chiaramente più veloce, è davvero difficile riprendersi e continuare a puntare al titolo mondiale. A dire il vero, credo che abbia subito un colpo durissimo, un vero e proprio shock“.

L’inglese era il riferimento della Mercedes e la maggior parte degli addetti ai lavori lo indicava come il principale candidato al titolo. Hill lo ammette senza giri di parole, includendo sé stesso nel novero di chi aveva sbagliato previsione: “Pensavamo tutti che per George sarebbe stata una passeggiata. Nessuno si aspettava che Kimi fosse così forte già da subito; è stato semplicemente straordinario. Siamo rimasti tutti un po’ spiazzati“.

L’iridato di 30 anni fa inquadra poi il caso Antonelli in una prospettiva più ampia, quella dei talenti che irrompono e ridisegnano le gerarchie: “Ma nello sport succede. Arrivano dei talenti che, all’improvviso, dimostrano di essere nettamente superiori a chiunque altro. Stando a quello che abbiamo visto, Kimi Antonelli è decisamente superiore a tutti gli altri; è davvero fenomenale“.

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