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Pallavolo

Volley, Italia-Slovenia è già una sfida da grandi: in palio il primato nel girone

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Daniele Lavia
Daniele Lavia / Fivb

Italia-Slovenia chiude giovedì 17 settembre il cammino della Pool A degli Europei maschili e mette in palio il primo posto nel girone. Al PalaPanini gli azzurri di Ferdinando De Giorgi arrivano all’ultimo appuntamento della prima fase dopo un percorso che ha permesso al tecnico di distribuire responsabilità e minutaggio, ma anche di individuare alcuni aspetti sui quali intervenire in vista della fase a eliminazione diretta. Dall’altra parte ci sarà una Slovenia che rappresenta, per qualità individuale ed esperienza internazionale, l’avversaria più completa incontrata finora. Il primo elemento emerso dalle partite dell’Italia è la notevole efficienza offensiva. Contro la Svezia gli azzurri hanno attaccato con il 61%, contro la Grecia con il 59% e contro la Slovacchia addirittura con il 70%. Numeri costruiti grazie alla qualità della distribuzione di Simone Giannelli, ma anche alla capacità di trovare soluzioni in praticamente tutti i settori della rete. Yuri Romanò ha garantito continuità da posto due, Daniele Lavia ha rappresentato il principale punto di equilibrio tra attacco e ricezione e Mattia Bottolo, dopo le difficoltà contro la Grecia, ha reagito con 16 punti e il 67% offensivo contro la Slovacchia.

Proprio la profondità dell’organico è stata una delle indicazioni più interessanti. Giovanni Sanguinetti aveva impressionato all’esordio con nove attacchi vincenti su dieci, mentre contro la Slovacchia è esploso Pardo Mati: 22 punti, 15 attacchi su 17 e sei muri. Luca Porro ha trovato spazio in posto quattro e Gabriele Laurenzano ha giocato da titolare come libero contro gli slovacchi. De Giorgi ha dunque potuto allargare progressivamente le rotazioni senza perdere qualità, un fattore che può diventare determinante quando il torneo entrerà nella fase decisiva. Resta naturalmente il grande tema Alessandro Michieletto. Dopo aver saltato la VNL, lo schiacciatore è stato utilizzato soltanto per brevi passaggi in questo Europeo: due ricezioni contro la Svezia, nessun ingresso contro la Grecia e un’apparizione contro la Slovacchia, chiusa con due punti. La sfida con la Slovenia potrebbe rappresentare un altro passaggio nel suo percorso verso il pieno recupero, perché avere Michieletto stabilmente a disposizione cambierebbe ulteriormente le possibilità tattiche dell’Italia.

Non tutto, però, è stato perfetto. I 55 errori al servizio nelle prime tre partite, 16 contro la Svezia, 20 con la Grecia e 19 contro la Slovacchia, raccontano la volontà di De Giorgi di mantenere un livello elevato di aggressività dai nove metri, ma anche la necessità di trovare un equilibrio migliore tra rischio e rendimento. La ricezione ha inoltre oscillato dal 63% positivo dell’esordio al 43% contro la Grecia e al 47% contro la Slovacchia. Contro una Slovenia dotata di battitori e attaccanti di ben altro peso rispetto alle prime avversarie, la qualità della prima costruzione assumerà un’importanza decisamente maggiore.

C’è poi l’aspetto psicologico. L’Italia arriva all’ultima giornata con la possibilità di conquistare il girone e soprattutto di verificare la propria condizione contro una squadra abituata alle partite di alto livello. La Slovenia ha chiuso la VNL 2026 al terzo posto, mentre gli azzurri erano usciti nei quarti, e negli ultimi anni questa sfida è diventata quasi un classico del volley europeo. L’Italia ha vinto otto degli ultimi nove confronti tra Europei, Mondiali e VNL, compreso il 3-1 di Lubiana dello scorso 28 giugno, ma gli sloveni hanno spesso dimostrato di esaltarsi proprio nei grandi appuntamenti. Agli Europei il bilancio è invece di due vittorie italiane e una slovena. Brucia ancora, nella storia recente, la semifinale del 2015 vinta 3-1 dalla Slovenia, mentre nel 2021 gli azzurri si imposero prima 3-0 nel girone e poi 3-2 nella finale per il titolo europeo, con Lavia autore di 21 punti. Anche gli allenatori hanno una storia particolare in questo confronto: Fabio Soli ha perso tutti e tre gli incontri disputati contro l’Italia di De Giorgi, mentre l’ultima vittoria slovena sugli azzurri risale alla VNL 2024.

La squadra allenata dall’italiano Fabio Soli ha chiuso al terzo posto la fase preliminare della VNL 2026 con dieci vittorie e 26 punti e ha poi conquistato la medaglia di bronzo, superando 3-1 il Giappone nella finale per il terzo posto. Una conferma ad alto livello per una Nazionale che negli ultimi tre Europei è sempre salita sul podio: argento nel 2019 e nel 2021, bronzo nel 2023. Il rendimento all’Europeo è stato finora meno lineare. La Slovenia ha esordito battendo 3-0 la Slovacchia, con un primo set risolto soltanto 31-29, e ha poi dominato la Svezia 3-0. È arrivata invece una sorprendente battuta d’arresto contro la Grecia, capace di imporsi 3-1. Prima dell’Italia, gli sloveni saranno impegnati contro la Cechia. Soli sta inoltre gestendo un gruppo nel quale convivono alcuni protagonisti della generazione che ha portato la Slovenia ai vertici europei e diversi giovani ormai pronti ad assumersi responsabilità importanti.

In cabina di regia il titolare è Uroš Planinšič, 28 anni, reduce dalla stagione con la Rana Verona, la sua prima in SuperLega, e destinato nel 2026-2027 all’ACH Volley Lubiana. Proprio contro Slovacchia e Svezia Soli gli ha affidato la regia dall’inizio. L’alternativa è Nejc Najdič, 20 anni, nell’ultima stagione all’ACH Volley Lubiana e dalla prossima al Nice Volley-Ball in Francia. Planinšič ha dunque già un anno di esperienza italiana, mentre Najdič non ha finora giocato nel nostro campionato. Il nuovo grande riferimento offensivo è Nik Mujanović, 21 anni, opposto di 206 centimetri reduce dal Tours Volley-Ball e pronto a diventare un volto molto conosciuto al PalaPanini: dalla prossima stagione giocherà infatti nel Modena Volley. Per lui si tratta in realtà di un ritorno in Italia, avendo già vestito la maglia di Monza nel 2023-2024. Mujanović è stato una delle rivelazioni assolute dell’ultima VNL, chiusa come secondo miglior realizzatore della competizione, e ha cominciato l’Europeo confermandosi centrale nel gioco sloveno: 14 punti contro la Slovacchia, 17 contro la Svezia e 20 nella sconfitta con la Grecia.

In banda Soli dispone di un reparto nel quale esperienza e nuova generazione si mescolano perfettamente. Il nome più conosciuto dal pubblico italiano è Rok Možič, 24 anni, che proseguirà la propria avventura con la Rana Verona, con cui ha recentemente prolungato il contratto fino al 2029. È arrivato in SuperLega appena diciannovenne e ormai Verona è diventata la sua seconda casa. Dopo essere stato risparmiato contro la Svezia, Možič ha realizzato 16 punti contro la Grecia, confermandosi uno dei principali terminali offensivi della squadra. Accanto a lui c’è il capitano Tine Urnaut, 38 anni, nell’ultima stagione ai JTekt Stings in Giappone e dalla prossima nuovamente all’ACH Volley Lubiana. È una vecchissima conoscenza della SuperLega: nella sua lunga carriera italiana ha vestito, tra le altre, le maglie di Piacenza, Trento, Modena e Milano. Completano il reparto Luka Marovt, 21 anni, confermato all’ACH Volley Lubiana dopo avervi giocato anche nell’ultima stagione, Rok Bračko, 22 anni, reduce dall’esperienza francese allo Chaumont e dalla prossima stagione anch’egli all’ACH, e Klemen Šen, 24 anni, che lascia l’ACH Volley Lubiana per trasferirsi in Italia alla Domotek Reggio Calabria.

Al centro c’è una fortissima componente italiana. Alen Pajenk, 40 anni, nell’ultima stagione all’ACH Volley Lubiana e confermato anche per il 2026-2027, conosce benissimo la SuperLega avendo giocato con Macerata e Verona. Contro la Slovacchia ha chiuso con dieci punti e il 78% in attacco. Ancora più lunga è l’esperienza italiana di Jan Kozamernik, 30 anni, che nell’ultima stagione ha giocato con i Tokyo Great Bears e resterà nella formazione giapponese anche nel 2026-2027. In Italia ha vestito le maglie di Trento e Milano, tornando poi a Trento dal 2023 al 2025. Il suo avvio europeo è stato eccellente: sette punti contro la Slovacchia, 11 contro la Svezia con il 69% in attacco e otto contro la Grecia, ben sei dei quali a muro. Le altre due alternative sono Sašo Štalekar, 30 anni e 214 centimetri, reduce dal CS Arcada Galați e confermato dal club rumeno anche per la prossima stagione, e Janž Janez Kržič, 23 anni, nell’ultima annata all’ACH Volley Lubiana e anch’egli diretto all’Arcada Galați. Nessuno dei due ha esperienze nel campionato italiano.

I liberi sono Jani Kovačič, 34 anni, nell’ultima stagione all’ACH Volley Lubiana e confermato nello stesso club, e Grega Okroglič, 22 anni, reduce dall’Alpacem Kanal e anche lui approdato all’ACH Volley per il 2026-2027. Kovačič è stato per anni uno dei punti fermi della Nazionale slovena e in passato ha avuto anche un’esperienza italiana con Ravenna, mentre Okroglič rappresenta la soluzione più giovane e Soli lo ha utilizzato da titolare sia contro la Svezia sia contro la Grecia.

La Slovenia che attende l’Italia presenta dunque una fisionomia diversa rispetto a quella delle stagioni precedenti. Mujanović e Možič rappresentano ormai il presente oltre che il futuro, mentre elementi come Urnaut, Pajenk e Kovačič continuano a garantire esperienza a un gruppo profondamente rinnovato. Per il pubblico del PalaPanini ci sarà inoltre un motivo d’interesse supplementare: Mujanović sarà uno dei nuovi giocatori di Modena, mentre Planinšič e Možič conoscono già perfettamente la SuperLega. Il terzo posto ottenuto nell’ultima VNL dimostra che, nonostante il ricambio generazionale e qualche passaggio a vuoto in questo Europeo, la Slovenia resta una delle Nazionali europee più pericolose.

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