Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Pallavolo

Sesta giornata agli Europei: Romania, che sorpresa! Turchia battuta 3-1. La Serbia rimonta l’Olanda, Cechia lanciata

Pubblicato

il

Nikola Jovovic
Nikola Jovovic / Cev

Giornata ricca di risultati pesanti agli Europei maschili di volley, con una sorpresa sopra tutte: la Romania piega 3-1 la Turchia a Cluj-Napoca e firma uno dei colpi più inattesi di questa prima fase. Spettacolo anche a Tampere, dove la Serbia risorge dallo 0-2 contro i Paesi Bassi e completa una clamorosa rimonta al tie-break, trascinata dai 38 punti di Drazen Luburic. Continua invece senza intoppi la marcia della Cechia, che travolge 3-0 la Slovacchia e si presenta nel migliore dei modi alla sfida di domani sera contro l’Italia: per la formazione di Jiri Novak è il terzo successo consecutivo nel torneo. Nella Pool B l’Ucraina supera nettamente il Portogallo e infila a sua volta la terza vittoria di fila, mentre la Bulgaria reagisce alla sconfitta proprio contro gli ucraini battendo 3-1 Israele. Nessuna sorpresa infine per la Germania, che lascia un set alla Svizzera ma conquista un altro successo e prosegue la propria corsa a punteggio pieno.

La Cechia conquista la seconda vittoria consecutiva agli Europei e, dopo il 3-2 ottenuto contro la Svezia, supera nettamente 3-0 la Slovacchia al PalaPanini di Modena. La squadra di Jiri Novak si impone 25-21, 25-14, 25-20, facendo la differenza soprattutto con una prova offensiva di altissimo livello: 72% complessivo in attacco, sette ace e sette muri.

Il primo set è anche quello più combattuto. La Slovacchia parte leggermente meglio e conduce 8-7, conservando un minimo vantaggio sul 16-15. Da quel momento, però, cambia l’inerzia: la Cechia mette pressione, passa avanti sul 21-18 e completa la rimonta sul 25-21, trascinata da un attacco che nella frazione raggiunge il 75%. Nel secondo parziale non c’è praticamente partita. I cechi scattano subito sull’8-3, dilagano fino al 16-4 e amministrano senza difficoltà il margine. La Slovacchia non riesce a contenere il servizio avversario e la Cechia, con cinque ace nel solo set e il 79% offensivo, vola sul 25-14. Più equilibrato l’avvio della terza frazione, ma anche questa volta la squadra di Novak prende rapidamente il controllo: 8-4 e 16-10, prima del tentativo slovacco di riavvicinarsi sul 21-16. Non basta: i cechi chiudono 25-20 e completano il successo in tre set.

A guidare la Cechia, prossima avversaria degli azzurri domani sera, è Patrik Indra con 18 punti e uno straordinario 84% in attacco, seguito da Lukas Vasina, 13 punti con l’80%. Perfetto in attacco Antonin Klimes, quattro su quattro, che aggiunge tre ace e due muri per 9 punti complessivi. Alla Slovacchia non bastano i 13 punti di Erik Gulak con il 65% offensivo: la squadra di Michal Masny attacca comunque con un buon 54%, ma subisce la maggiore incisività ceca nei fondamentali di break.

L’Ucraina centra la terza vittoria consecutiva agli Europei e consolida il proprio percorso nella Pool B superando 3-0 il Portogallo all’Arena 8888 di Sofia. Dopo i successi contro Macedonia del Nord e Bulgaria, la squadra di Raul Lozano si impone con i parziali di 25-18, 25-18, 25-19, facendo valere soprattutto una maggiore qualità in attacco e una pressione costante al servizio. Nel primo set l’equilibrio resiste fino alle battute centrali. L’Ucraina conduce 8-7 e 16-14, poi aumenta il ritmo e scappa sul 21-17 prima di chiudere 25-18. Plotnytskyi e compagni attaccano con il 59% e trovano anche quattro ace, impedendo al Portogallo di costruire con continuità. Ancora più netto l’avvio della seconda frazione. Gli ucraini volano sull’8-3 e poi sul 16-7, costruendo un vantaggio che il Portogallo riesce soltanto a ridurre nella seconda parte del set. La formazione di Lozano mantiene il controllo e replica il 25-18. Nel terzo parziale sono invece i portoghesi a partire avanti 8-7, ma l’Ucraina ribalta rapidamente la situazione sul 16-13, allunga 21-17 e completa il successo sul 25-19.

Il top scorer è Oleh Plotnytskyi con 19 punti, frutto di 16 attacchi vincenti con il 64%, due ace e un muro. Molto efficace anche Dmytro Yanchuk, 15 punti con il 61% offensivo e tre ace, mentre Vladyslav Shchurov chiude con 7 punti e il 78% in attacco. L’Ucraina termina con il 59% offensivo e otto ace. Al Portogallo, fermo al 45% in attacco e al 29% di ricezione positiva, non bastano gli 8 punti a testa di Manuel Figueiredo e Lourenco Garcia Martins.

La Bulgaria torna subito al successo agli Europei maschili e davanti ai 9865 spettatori dell’Arena 8888 di Sofia supera Israele 3-1. La squadra di Gianlorenzo Blengini reagisce dopo il ko con l’Ucraina imponendosi 23-25, 25-22, 25-15, 25-20, al termine di una partita cambiata radicalmente dopo il primo set. Israele parte meglio e nella frazione iniziale riesce a reggere l’urto della Bulgaria. I padroni di casa conducono 8-6, ma gli ospiti mettono la testa avanti sul 16-15, allungano 21-18 e nel finale resistono al tentativo di rimonta bulgaro fino al 25-23.

Il secondo set è il vero spartiacque. La Bulgaria resta avanti di misura praticamente per tutta la frazione, dall’8-7 al 16-15, quindi sul 21-20 trova il cambio di ritmo decisivo e pareggia i conti sul 25-22. Da quel momento la squadra di Blengini prende il controllo. Nel terzo parziale vola sull’8-3 e sul 16-9, domina in attacco con il 73% e chiude rapidamente 25-15. Lo stesso copione si ripete nella quarta frazione: Bulgaria subito avanti 8-3 e 16-9, poi gestione del margine fino al 25-20 conclusivo. I migliori realizzatori bulgari sono Denislav Bardarov e Aleksandar Nikolov con 18 punti ciascuno. Bardarov attacca con il 62%, mentre Nikolov chiude con 15 attacchi vincenti, tre ace e il 52% offensivo. Ottima anche la prova di Aleks Grozdanov, 12 punti con il 67% in attacco e tre muri. La Bulgaria termina con il 59% in attacco, 10 ace e 10 muri. Per Israele spiccano i 18 punti di Mark Rura, autore di 17 attacchi vincenti con il 57%, e i 14 di Shay Mayo Liberman.

Sfida tra nobili decadute a Tampere, e alla fine è la Serbia a spuntarla al termine di una maratona di cinque set. La squadra di Gheorghe Cretu supera 3-2 i Paesi Bassi dopo essere stata sotto 0-2, imponendosi con i parziali di 20-25, 23-25, 30-28, 25-15, 17-15 al termine di una partita durata 148 minuti. L’avvio è tutto olandese. I Paesi Bassi prendono il comando già nel primo set, scappano sull’8-4 e poi sul 16-12, gestendo il vantaggio fino al 25-20. Nel secondo parziale la Serbia prova a reagire, ma gli Oranje restano più lucidi nei momenti decisivi: avanti 21-18, chiudono 25-23 e si portano sul 2-0.

La partita cambia nel terzo set, il più combattuto. I Paesi Bassi partono ancora meglio, ma la Serbia rientra, passa sul 16-15 e poi sul 21-19. Il finale si trasforma in una battaglia punto a punto, risolta dai serbi soltanto sul 30-28. Da lì l’inerzia si capovolge completamente: nel quarto set Cretu e i suoi dominano dall’8-5 al 16-10 fino al netto 25-15. Il tie-break è un’altra lotta. La Serbia parte 5-2, i Paesi Bassi recuperano e mettono la testa avanti sul 12-11, ma nel finale i serbi trovano i palloni decisivi e chiudono 17-15. Il grande protagonista è Drazen Luburic con 38 punti, 35 dei quali in attacco con il 63%, più tre ace. Molto bene anche Miran Kujundzic con 21 punti e il 56% offensivo, mentre Aleksandar Nedeljkovic chiude con 13 punti e il 75% in attacco. Per i Paesi Bassi spiccano i 25 punti di Silvester Meijs e i 22 di Tom Koops. La Serbia termina con il 56% in attacco, contro il 48% degli olandesi, e trova nella rimonta dal 0-2 la chiave di una vittoria pesantissima.

Terza vittoria consecutiva anche per la Germania che supera 3-1 la Svizzera a Cluj-Napoca. La squadra di Massimo Botti si impone con i parziali di 25-19, 25-17, 22-25, 25-21, confermando il buon momento dopo i successi ottenuti contro Lettonia e Romania. I tedeschi partono subito con grande autorità. Nel primo set scappano sull’8-5 e poi sul 16-10, allargando ulteriormente il divario sul 21-13 prima di chiudere 25-19. Il copione cambia poco nel secondo parziale: la Svizzera resta in scia fino all’8-7, ma la Germania accelera sul 16-13 e soprattutto sul 21-14, completando il 25-17 che vale il doppio vantaggio.

La reazione svizzera arriva nel terzo set. La squadra di Juan Manuel Serramalera parte fortissimo sull’8-2 e riesce a conservare un margine anche sul 16-13. La Germania si riavvicina fino al 19-21, ma questa volta gli elvetici mantengono lucidità nel finale e chiudono 25-22, riaprendo la partita. Nel quarto set, però, i tedeschi riprendono immediatamente il controllo: 8-2 in avvio, poi 16-13 e 21-17. La Svizzera prova ancora a restare agganciata, ma la Germania non concede spazio alla rimonta e mette il sigillo sul 25-21. Il miglior realizzatore è Tobias Brand con 25 punti, frutto di 21 attacchi vincenti con il 60% e quattro ace. Erik Röhrs aggiunge 17 punti, con tre ace e quattro muri, mentre Tobias Krick firma 8 punti con un eccellente 83% in attacco. La Germania chiude con il 50% offensivo, 10 ace e 11 muri. Alla Svizzera non bastano i 22 punti di Étienne Schalch, autore di 22 attacchi vincenti con il 52%.

Grossa sorpresa a Cluj-Napoca: la Romania batte 3-1 la Turchia e firma uno dei risultati più inattesi di questa fase degli Europei. La squadra di Sergiu Stancu si impone con i parziali di 25-19, 25-21, 20-25, 25-18, costruendo il successo con grande continuità in attacco e una pressione al servizio che manda spesso fuori ritmo la formazione di Slobodan Kovac. La Romania parte subito forte. Nel primo set scappa sull’8-5, allunga sul 16-12 e conserva il controllo fino al 25-19. Anche nella seconda frazione il copione resta favorevole ai padroni di casa: 8-4, 16-13 e 21-15, prima del 25-21 che porta la Romania sul 2-0. La Turchia reagisce nel terzo set e cambia completamente inerzia alla partita. Parte avanti 8-6, aumenta il margine sul 16-11 e sul 21-14, quindi chiude 25-20 riaprendo il confronto. Ma la risposta romena è immediata. Nel quarto parziale l’equilibrio dura soltanto fino all’8-7: la Romania sale sul 16-13, poi sul 21-15 e completa l’impresa con il 25-18 conclusivo.

L’uomo decisivo della serata è Alexandru Rata, autore di 22 punti con uno straordinario 75% in attacco, oltre a un ace e due muri. Molto importante anche Cristian-Daniel Chitigoi con 16 punti e il 56% offensivo, mentre Marian Bala chiude a quota 12. La Romania termina con il 58% in attacco, sette ace e sette muri. Alla Turchia non bastano i 17 punti di Gökçen Yüksel, i 14 di Efe Bayram e un rendimento offensivo complessivo del 56%: pesano i 21 errori al servizio e una ricezione ferma al 40% di positività. Il Belgio torna al successo agli Europei maschili e supera 3-1 l’Estonia a Tampere, centrando la seconda vittoria nella Pool C dopo quella ottenuta all’esordio contro i Paesi Bassi. La squadra di Emanuele Zanini si impone con i parziali di 25-17, 18-25, 25-21, 25-14, reagendo con autorità dopo aver lasciato agli estoni il secondo set.

L’avvio è nettamente favorevole al Belgio, che prende subito il comando sull’8-5, allunga sul 16-10 e scappa definitivamente sul 21-12 prima di chiudere 25-17. La risposta dell’Estonia arriva però nella seconda frazione: la squadra di Alar Rikberg conduce 8-6 e 16-13, aumenta il margine sul 21-16 e pareggia i conti con il 25-18, sostenuta da un eccellente 67% in attacco. Il terzo set diventa così decisivo. Il Belgio parte avanti 8-5, l’Estonia si riavvicina fino al 14-16 e resta in corsa sul 19-21, ma nel finale i belgi trovano maggiore concretezza e chiudono 25-21. Nel quarto parziale non c’è invece partita: la formazione di Zanini scappa immediatamente sull’8-2, passa 16-9 e 21-12, completando il successo con un netto 25-14.

A trascinare il Belgio è Sam Deroo con 22 punti, 18 dei quali in attacco con il 56%, oltre a due ace e due muri. Ferre Reggers aggiunge 19 punti, mentre Martijn Colson firma 12 punti con il 71% offensivo e ben sette muri. Il Belgio chiude con il 51% in attacco, sei ace e 11 muri. All’Estonia non bastano i 16 punti di Andres Jefanov e i 15 di Märt Tammearu: pesa soprattutto il 44% complessivo in attacco.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità