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Formula 1GP Azerbaijan

Villeneuve bacchetta Antonelli: “Un errore grossolano, Russell era di un altro pianeta a Baku”

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Kimi Antonelli
Kimi Antonelli / LaPresse

Basta una sbavatura, una sola, per far dimenticare mesi di quasi perfezione. È ciò che rischia di accadere a Kimi Antonelli, finito nel mirino di Jacques Villeneuve dopo l’incidente in Q1 nelle qualifiche del GP d’Azerbaijan. L’italiano della Mercedes ha centrato il muro interno di curva-1, danneggiando la sospensione anteriore sinistra, e il campione del mondo 1997 non ha usato mezze misure ai microfoni di Sky Sports F1.

Il canadese, del resto, non ha mai fatto della diplomazia il proprio tratto distintivo. Stavolta, però, il tono è stato particolarmente aspro. “Non è questione di centimetri, non è ‘solo’ un errore, è un errore grossolano“, ha sentenziato l’ex pilota della Williams, prima di affondare il colpo: “Uno sbaglio incredibile, commesso proprio in un weekend in cui il suo compagno di squadra è su un altro pianeta“. Poi la stoccata finale, quasi una precisazione: “Non è certo il momento ideale per un episodio del genere, anche se il regolamento attuale facilita la rimonta attraverso il gruppo“.

Un errore nelle qualifiche, compensato in qualche modo da Antonelli nel GP, visto il quinto posto finale, nella gara vinta da Russell. Resta la constatazione della dura critica di Villenueve. Il 2026 ha trasformato Antonelli nel volto più riconoscibile della F1: è leader del Mondiale, ha già vinto otto Gran Premi e ha conquistato con talento e carattere tifosi e addetti ai lavori.

Verstappen, Hamilton e Vettel, per citare soltanto alcuni nomi, si sono espressi sul giovane bolognese in termini estremamente positivi. Un consenso trasversale che rende il giudizio dell’ex pilota canadese una voce fuori dal coro.

Prima dell’Azerbaijan, l’unico altro errore di guida rilevante risaliva alla FP3 di Melbourne, nel weekend d’apertura, quando un incidente aveva messo a rischio la partecipazione alle qualifiche. Anche in quel caso il quadro si era risolto senza conseguenze: una provvidenziale bandiera rossa in Q1 aveva concesso ai meccanici il tempo di completare le riparazioni. Due crash in un’annata così intensa difficilmente giustificano una condanna così netta.

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