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TennisUS Open

US Open 2026: Tiafoe-Shelton e Zverev-Khachanov, si alza il sipario sul venerdì di New York

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Ben Shelton
Ben Shelton / LaPresse

Tempo di semifinali a Flushing Meadows. Gli US Open sono al loro penultimo atto per quanto riguarda il settore maschile: da una parte la sfida è tutta a stelle e strisce, dall’altra unisce due storie più che profondamente diverse. Andiamo a scoprire i tempi dei due incontri che vedremo all’Arthur Ashe Stadium.

Nella sessione pomeridiana il numero 1 del mondo, Alexander Zverev, si trova davanti Karen Khachanov. Si tratta del secondo confronto tra i due a livello Slam, e anche della rivincita della finale alle Olimpiadi di Tokyo, in cui il tedesco s’impose sul russo con un netto 6-3 6-1. Una sfida (che nei citati precedenti dice 6-3 per il nativo di Amburgo) alla quale i due giungono in maniera sostanzialmente diversa eppure uguale. Zverev si è trovato a dover gestire due quinti set nei primi due turni, prima di non cedere più alcun parziale nel corso del torneo; Khachanov, dal canto suo, è stato l’uomo di una sorta di resurrezione, anzi anche di alcune sorprese. Come l’aver sconfitto al secondo turno il canadese Felix Auger-Aliassime e agli ottavi Learner Tien, una delle molte speranze di un tennis a stelle e strisce riesploso in questo torneo.

Chiaramente tutta la pressione in questo momento va su Zverev, e anche su quanto la sua capacità di colpire da fondo possa rivelarsi di primo livello come lo è nei suoi momenti migliori. Saranno queste le cose che dovranno tornargli utili nel tentativo di disinnescare il gran servizio che mai ha abbandonato Khachanov, nemmeno negli anni e nei periodi più complessi. Per fiducia il tedesco è favorito, e in effetti non si vede attualmente una reale via d’uscita per il russo. Che, però, lo scorso anno in semifinale a Montreal si è imposto al tie-break del terzo set. Chiaramente oggi non è quel penultimo atto, ma uno molto più importante.

E poi, nella notte, Frances Tiafoe contro Ben Shelton. Una sfida tutta americana che darebbe a entrambi tutti i motivi per meritare la finale. Tiafoe l’ha inseguita per una carriera, e proprio a New York, dove in un’occasione la strada gliel’ha sbarrata Carlos Alcaraz e nell’altra Jannik Sinner. Shelton, invece, ha scritto sulla testa il fatto che questa possa non essere una questione di se, ma di quando, dato che parliamo di colui che da tempo è considerato perlomeno il grande erede di Andy Roddick, sebbene con caratteristiche chiaramente, e inevitabilmente, del tutto diverse rispetto a quelle dell’ultimo USA in grado di vincere uno Slam.

Due i precedenti tra i contendenti agli US Open, con un successo per parte (e sempre con molta lotta), ma nel complesso il bilancio dice 3-1 per Shelton, le cui qualità di dritto danno fastidio a tanti. Per entrambi resta da capire quanto possano essersi ripresi dalle rispettive fatiche al quinto set di due giorni fa. Tiafoe è rimasto in campo quasi cinque ore con Alex Michelsen, mentre Shelton ha finito a un’ora alla quale qualsiasi essere umano normale dorme contro Alcaraz, e peraltro dovendo vincere un tie-break lungo al quinto set. Chi avrà avuto la miglior capacità di recupero avrà il vantaggio, ma in una situazione potenzialmente ad alto contenuto emozionale e di connessione con il pubblico (di cui entrambi sono capaci) tutto può succedere.

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