Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Formula 1GP Bahrain

Perché il GP del Bahrain 2026 si svolgerà in Malesia a Sepang? Un accrocchio che confonde gli appassionati

Pubblicato

il

Kimi Antonelli
Andrea Kimi Antonelli / Pier Colombo

Domenica 4 ottobre si correrà il Gran Premio del Bahrain in Malesia, come è stato ufficialmente denominato. L’imminente weekend avrebbe dovuto essere “bianco” per la Formula 1, ma gli eventi bellici che interessano il Medio Oriente ormai da mesi hanno portato alla cancellazione degli appuntamenti previsti a Sakhir (12 aprile) e Jeddah (19 aprile). Cionondimeno, la prima delle due competizioni viene recuperata, appunto, a Sepang.

Si tratta di un caso unico e senza precedenti nella storia della F1. Nonostante si corra in Malesia, l’evento ha mantenuto la denominazione ufficiale di Gran Premio di Bahrain perché il governo del Bahrain si sobbarca quasi interamente i costi dell’organizzazione, mantenendo però contemporaneamente i diritti commerciali.

Il Bahrain difatti ha versato a Liberty Media la tassa d’iscrizione per disputare il Gran Premio (si parla di una cifra fra i 70 e gli 80 milioni di dollari). Questa è la condicio sine qua non che garantisce al Bahrain di mantenere intatti tutti i propri diritti contrattuali e commerciali, nonostante la gara si svolga fisicamente a oltre 6.000 km di distanza.

La Malesia pagherà soltanto metà delle spese di preparazione del circuito (l’altra metà è a carico del governo bahreinita). Sostanzialmente, il Bahrain ha letteralmente affittato un autodromo per disputare il Gran Premio che non può tenere sul proprio territorio!

Nonostante esistano precedenti di Gran Premi “cross-border” nella storia della F1, questa situazione non si era mai verificata ed è confusionaria. Non era mai capitato che un GP traslocasse a stagione in corso, andando a disputarsi a migliaia di chilometri di distanza. In realtà, le denominazioni cross-border erano escamotage per avere due circuiti della stessa nazione in calendario. Qui viviamo una dinamica opposta, una nazione affitta un autodromo, dove peraltro si è sempre corso il Gran Premio di Malesia, per avere il proprio GP!

Non si può scomodare il famoso Gran Premio di San Marino a Imola, poiché non vi era un “vero” GP di San Marino. Lo stesso dicasi per il Gran Premio di Lussemburgo al Nurburgring e al tempo stesso non è assimilabile qualsiasi Gran Premio d’Europa o del Pacifico.

La sola situazione affine può essere considerata quella legata al Gran Premio di Svizzera, che dal 1950 al 1954 si è tenuto a Bremgartner e poi, nel 1982, visse un’edizione a Digione, dove in quegli anni si correva occasionalmente il Gran Premio di Francia. Tuttavia, anche in quel caso, si trattò di uno stratagemma per consentire all’autodromo di organizzare una gara, non viceversa. Fermo restano che Digione dista 60 km dal confine elvetico, non 6.000 km con in mezzo un oceano come nel caso del Bahrain e Sepang!

In conclusione, ci troviamo di fronte a una dinamica mai vista in 77 edizioni del Mondiale di F1. Potere dei petroldollari e della ferma volontà del governo del Bahrain di organizzare una propria gara. Non bisogna dimenticare come questo Paese sia stato il primo in assoluto nel Medio Oriente ad avere un proprio GP ed evidentemente non è un caso.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità