MotoGP
MotoGP, quali piste pro Ducati e quali pro Aprilia da qui a fine anno? Sulla carta è parità assoluta
Mancano sette Gran Premi al termine del Mondiale di MotoGP, caratterizzato da un’avvincente sfida fra Aprilia e Ducati per la conquista dell’Iride. Da anni non si viveva una situazione del genere, ossia quella di avere due mezzi meccanici sostanzialmente equivalenti che, a seconda dei contesti, si trovano ad avere rapporti di forza totalmente diversi.
La RS-GP ha come qualità preponderanti la velocità di percorrenza di curva, la gestione degli pneumatici sulla distanza e la stabilità in staccata. La Desmosedici, invece, fa leva sulla potenza del motore ed è dotata di un’accelerazione che le consente di fare la differenza nelle ripartenze da bassa velocità. Questi, molto schematizzati, i pregi delle due moto. Sulla base delle premesse, quali potrebbero essere le piste amiche dell’una e dell’altra da qui a fine anno?
Motegi, vantaggio Ducati: tracciato stop-and-go, dunque ricco di brutali allunghi, violente frenate e ripartenze da basse velocità. Caratteristiche che dovrebbero esaltare le Desmosedici, non a caso storicamente a suo agio nell’autodromo nipponico.
Mandalika, vantaggio Aprilia: pista fluida, con cambi di direzione rapidi, ricco di curve veloci e con poche staccate estreme. Senza dubbio, terreno fertile per le RS-GP, per le quali sembra essere stato disegnato.
Phillip Island, vantaggio Aprilia: asfalto mangia gomme e pista dove la percorrenza in curva è il fattore decisivo, essendo caratterizzato da pieghe velocissime. Ducati non potrà far valere la sua forza in accelerazione, ed è vero che esiste un lungo rettilineo, ma è all’inizio del giro e spesso si arriva in volata.
Sepang, vantaggio Ducati: pista tecnica e veloce, ha una sezione mista, ma i due immensi rettilinei raccordati dal tornantino dell’ultima curva strizzano l’occhio al motore Desmodronico. A differenza di Phillip Island, qui in caso di arrivo in volata, sarebbe Ducati a star meglio.
Lusail, parità: vero, esiste un rettilineo lunghissimo dove si toccano velocità folli, situazione pro Ducati. Però c’è solo una staccata estrema ed esistono tante curve veloci, situazione pro Aprilia. Come se non bastasse, spesso l’asfalto è sporcato dalla sabbia. C’è inoltre l’incognita della notturna. Non si vede una favorita.
Portimao, vantaggio Aprilia: è un ottovolante, vario e caratterizzato da spettacolari curvoni in contropendenza. Un contesto nel quale la RS-GP dovrebbe trovarsi come il cacio sui maccheroni, mentre le Desmosedici dovrebbero pagare dazio rispetto alla controparte di Noale.
Valencia, vantaggio Ducati: Piccolo, tortuoso, ricco di ripartenze e di accelerazioni. Le RS-GP si possono difendere grazie alla loro maneggevolezza, ma le caratteristiche dell’autodromo spagnolo sono teoricamente più seducenti per le Desmosedici.
Ricapitolando, il bilancio teorico dice 3 piste pro Ducati e 3 pro Aprilia, con un contesto di incertezza. Insomma, parità assoluta tra i due mezzi meccanici! Almeno sulla carta, perché poi entrano in scena diversi fattori imprevedibili. Quello umano, il meteo, il rendimento degli pneumatici e le circostanze. Le fondamenta restano i mezzi meccanici, tutto il resto (per fortuna) esula dall’ingegneristica.
