Atletica
Frinolli: “Con Zaynab Dosso sbagliata la programmazione; Simonelli sta meglio, Marek vale 10″10”
Giorgio Frinolli vice responsabile delle staffette veloci della nazionale d’atletica è stato l’ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Tra le sue atlete non possiamo non iniziare da Zaynab Dosso che, oggettivamente ha vissuto una annata particolare: “Una stagione a due velocità. Una super nelle gare al coperto e una con aspettative più alte che non si sono realizzate all’aperto. Non penso sia quello. Ci sono alcune concause che non l’hanno portata a correre come avremmo voluto. Dopo il Mondiale si è resa disponibile per le staffette e forse non ha aiutato, ma non è solo per quel motivo. Motivi fisici? Penso più metodologici. Forse abbiamo sbagliato la programmazione. Ci sono diversi aspetti da analizzare. Non aver avuto abbastanza tempo dopo le indoor ha inciso, anche solo per recuperare le energie nervose. Si aspettava di scendere sotto gli 11″ con facilità, poi questo non avviene e condiziona molto. Incide sulla capacità di andare in gara con la giusta serenità per esprimersi al meglio. Anche questo ha portato Zaynab a non esprimersi come avrebbe voluto. Quando il contesto è così importante e non ti senti di poter competere con le migliori porta a una difficoltà ad affrontare le gare con serenità e facilità di corsa. Senti il peso delle aspettative, senti il peso di quello che vorresti fare e non ti riesce. Un’atleta come lei, però, è giusto che si confronti con quel livello di avversarie”.
Zaynab Dosso sperava in qualcosa di più: “Lei ha vissuto tutto con molta delusione e lo ha manifestato dopo la finale degli Europei. Tutto questo l’ha un po’ destabilizzata e ha messo in discussione tutto il lavoro che aveva fatto, arrivando a fine anno molto stanca. La prossima stagione? Ora vediamo come fare e cosa fare. Lei ha voglia di provare cose diverse e forse con persone diverse, quindi vedremo la situazione ideale per lei e per il percorso”.
Passiamo a Lorenzo Simonelli che, come sappiamo, ha affrontato un problema importante al tendine: “Adesso sta molto bene. Stiamo lavorando in piscina e sta facendo la riabilitazione dopo l’operazione al calcagno e al tendine. Sicuramente è stata una annata difficile perché con lui mi sono sempre divertito a sperimentare, aggiungere e giocare nell’allenamento. Nell’ultimo anno e mezzo, invece, siamo sempre stati costretti a togliere ascoltando le sue sensazioni. Ha provato fino alla fine a correre anche se aveva molto dolore. Ha cercato sempre di minimizzare, ma non poteva fare di più. Ora sta migliorando, è carico e ha voglia di recuperare il tempo perso. Vuole tornare a correre, ma rispettando i giusti tempi con molta serietà. La stagione indoor? No, per ora non la prendiamo in considerazione perché non voglio tornare all’anno scorso e arrivare in pista e chiedergli come sta. Vorrei arrivare in campo tornando a divertirmi, ad aggiungere e inventare cose nuove e stimolanti. Tempo ce n’è anche perchè i Mondiali di Pechino saranno a settembre”.
Un altro elemento da analizzare con attenzione è Alessandro Sibilio: “La sua stagione la giudico in maniera molto positiva fino alla semifinale di Birmingham. Un 2026 in crescendo con le prime gare con una lussazione alla spalla, non potendo lavorare al massimo. Ad aprile ha vissuto un altro stop per il ginocchio poi da lì in avanti ha avuto una crescita importante. Lui ha sempre bisogno di avere positività attorno a sé per evitare di entrare in un loop negativo. Nella finale di Birmingham ha smesso di combattere insieme agli altri e la sua stagione è finita in quel momento. Dopodiché si è trascinato fino alla fine. Non mi piace parlare di problemi mentali perchè gli sono mancate le basi fisiche per gareggiare al massimo nei 400 ostacoli. Fino a che la volontà è forte riesce a sopperire alle mancanze. Se la volontà vacilla, no”.
Passando ai velocisti, come si può valutare il 2026 di Eric Marek? “Ha fatto una seconda parte di stagione ottima. Nella prima ha avuto qualche problema fisico e si è dovuto riequilibrare. Lui è soggetto a crampi e per quello è molto attento a questo aspetto. Sono convinto che avrebbe potuto correre vicino ai 10″10 quest’anno. Sono tempi che può fare e farà il prossimo anno. Penso abbia un grande potenziale e sta imparando molto. Sta facendo un percorso personale importante”.
Elisa Di Lazzaro, invece, non può certo lamentarsi della sua annata: “Anche nel suo caso direi bene. La parte invernale senza dubbio, in quella estiva un po’ meno perchè ha avuto un po’ di fastidio ai tendini. Prima dei Campionati Italiani ha avuto uno stiramento dell’adduttore e abbiamo ritenuto opportuno di non complicare la situazione con un danno più importante e abbiamo chiuso la stagione in anticipo. Ora sta recuperando quelle infiammazioni e speriamo di poter lavorare con più tranquillità in vista del 2027”.
Un caso particolare, anche per la carta d’identità con i suoi 34 anni è Hassane Fofana: “Sicuramente è un veterano ma è anche l’anima del gruppo. Ha un entusiasmo travolgente da ragazzino. Vuole provare a recuperare tempi che prima gli riuscivano in facilità ma che ora fa più fatica a trovare. Penso che voglia fare questi ultimi 2 anni in cerca delle migliore versione di sé stesso”.
Ultima battuta sulla 31enne Johanelis Herrera Abreu: “Dovrà fare riflessioni a livello di vita in generale. Il tempo passa per tutti, si sa e ci mette davanti a decisioni importanti. Vedremo cosa deciderà in un momento elettrico pieno di possibilità”.
