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Formula 1GP Azerbaijan

Oscar Piastri: “Con Baku rapporto di odio amore. Ho fatto la mia gara migliore, ma anche la peggiore”

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Oscar Piastri
Oscar Piastri / LaPresse

Progredire, consapevole di avere a che fare con un circuito tutt’altro che semplice. Oscar Piastri si prepara così al GP dell’Azerbaijan, quindicesimo atto del Mondiale 2026 di Formula 1 in scena questo fine settimana sul tracciato cittadino di Baku, eccezionalmente sabato 26 settembre.

Il pilota McLaren si è raccontato ampiamente nel media day andato in scena nella giornata odierna, tracciando un bilancio su quanto fatto fino a questo momento con la sua vettura Papaya: “Credo che lo scorso fine settimana a Madrid la vettura fosse alla fine veloce, ma fosse molto difficile riuscire a tirare fuori il tempo sul giro – ha detto Piastri – È probabilmente questo l’aspetto principale. Sento che stiamo facendo progressi e che stiamo quantomeno sperimentando soluzioni diverse: alcune funzionano, altre no. Non siamo fermi, e questa è la cosa più importante. Ho percepito chiaramente che stiamo mettendo in campo ogni sforzo possibile per migliorare, il che è positivo. Ci sono dei limiti a ciò che si può fare senza salire effettivamente in macchina e provare le soluzioni. Credo che, dato il tempo limitato a disposizione, sia necessario avere idee chiare su cosa si vuole mettere in pratica. Non si possono fare tentativi a caso. Ritengo che la risposta della squadra sia stata ottima nel cercare di migliorare le cose il più rapidamente possibile. Sento di ricevere un buon supporto.”

L’australiano ha poi continuato: “Ovviamente le vetture di quest’anno, power unit a parte, sono piuttosto diverse da quelle che abbiamo avuto in precedenza. Molte delle soluzioni che funzionavano per me in passato non sembrano dare gli stessi risultati quest’anno; si tratta quindi di cercare approcci diversi che funzionino davvero. Sto facendo dei progressi in tal senso, ma non è così semplice come trovare una direzione che poi vada bene sempre: bisogna adattarsi e apportare modifiche continuamente. È proprio questo a rendere difficile trovare una soluzione, dato che la risposta giusta cambia leggermente di volta in volta. Stiamo facendo del nostro meglio. Credo che stiamo progredendo, ma di certo non siamo ancora al punto in cui vorremmo essere, ovvero quella condizione in cui senti di avere la situazione pienamente sotto controllo”.

Piastri ha inoltre chiosato parlando del suo rapporto con il circuito di Baku: “È un rapporto di amore-odio, per certi versi. Credo che probabilmente la mia gara migliore di sempre sia stata su questo tracciato, e forse anche la peggiore. È una pista che regala sempre emozioni e imprevisti, lo so bene. Penso che richieda molta fiducia nei propri mezzi: bisogna spingersi spesso al limite. È una combinazione piuttosto rara: un circuito cittadino con zone di frenata così impegnative; è un tracciato interessante. Speriamo che quest’anno vada come nel 2024.”

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