Pallavolo
Europei volley 2026, le favorite: tre squadre in pole, ma lo stuolo di outsider è più numeroso che mai!
Tre favorite, poi un gruppo così numeroso di pretendenti da rendere complicato tracciare una linea netta tra chi può puntare al podio e chi è destinato a fermarsi prima. Gli Europei 2026 di volley maschile partono con Italia, Francia e Polonia davanti a tutte: gli azzurri sono campioni del mondo, i transalpini campioni olimpici, mentre la formazione polacca difende il titolo continentale conquistato nel 2023. Alle loro spalle, però, si è formato uno schieramento di Nazionali capaci di trasformare il torneo in una lunga corsa a ostacoli per le tre grandi.
L’Italia di Ferdinando De Giorgi riparte dal titolo mondiale conquistato nel 2025 e da una struttura ormai consolidata attorno a Simone Giannelli e Alessandro Michieletto. Il quarto posto nella fase preliminare della VNL, seguito dall’eliminazione contro gli Stati Uniti nei quarti, non modifica il valore complessivo di una squadra che negli ultimi anni ha costruito una straordinaria continuità nei grandi appuntamenti. La profondità del gruppo permette inoltre a De Giorgi di avere alternative importanti, da Yuri Romanò a Mattia Bottolo, con Fabio Balaso riferimento della seconda linea.
La Polonia presenta credenziali altrettanto pesanti. Campione d’Europa in carica e terza agli ultimi Mondiali, la squadra di Nikola Grbić ha appena vinto la VNL, chiudendo seconda la fase preliminare prima di superare Ucraina e Slovenia e battere 3-2 gli Stati Uniti in finale. Wilfredo León, Tomasz Fornal, Kamil Semeniuk e Bartosz Kurek raccontano da soli la quantità di soluzioni a disposizione dei polacchi, senza dimenticare il peso al centro di Jakub Kochanowski e Norbert Huber.
Più difficile leggere attraverso i risultati recenti la Francia di Andrea Giani. I campioni olimpici hanno chiuso soltanto decimi la prima fase della VNL e addirittura diciottesimi il Mondiale 2025, ma il tecnico azzurro sta gestendo un importante ricambio generazionale e qualche controprestazione era da mettere in conto dopo l’exploit di Parigi. La Francia possiede comunque talento sufficiente per ribaltare qualsiasi pronostico quando la posta in palio aumenta. Antoine Brizard, Jean Patry, Trévor Clévenot, Theo Faure sono i baluardi della “vecchia guardia” ma il nuovo che avanza, tra cui qualche conoscenza del volley italiano, è destinato a tenere alto il nome dei transalpini anche nel futuro, forse immediato.
La prima delle outsider è inevitabilmente la Bulgaria di Gianlorenzo “Chicco” Blengini, finalista mondiale nel 2025. La crescita di Aleksandăr Nikolov, insieme all’emergere di Simeon Nikolov, ha contribuito a riportare i bulgari ad altissimo livello. La VNL li ha visti ottavi nella fase preliminare, ulteriore conferma di una squadra che oggi non può più essere considerata una semplice sorpresa. Attenzione soprattutto alla Slovenia, terza nella regular season della VNL e poi capace di chiudere la competizione al terzo posto dopo avere raggiunto la semifinale. Tine Urnaut, Gregor Ropret, Tonček Štern e Jan Kozamernik sono alcuni dei riferimenti di una Nazionale abituata ormai da anni a frequentare le zone nobili della pallavolo europea: seconda agli Europei nel 2015, 2019 e 2021 e terza nel 2023.
L’Ucraina è forse la mina vagante più intrigante. Il ritorno di Oleh Plotnitskiy ha permesso agli ucraini di compiere un ulteriore salto di qualità. Settima nella prima fase della VNL, ha raggiunto la Final Eight dopo avere ottenuto risultati di prestigio, tra cui la vittoria contro l’Italia, per poi arrendersi 3-1 alla Polonia nei quarti. È il segnale di una Nazionale che ha ridotto sensibilmente il divario dalle grandi e che in un torneo a eliminazione diretta può diventare un avversario particolarmente scomodo. Nello stesso gruppo va inserita la Turchia, sesta nella fase preliminare della VNL prima del netto 0-3 subito dalla Slovenia nei quarti. Adis Lagumdžija, Efe Mandıracı e Bedirhan Bülbül fanno parte di una generazione che ha aumentato considerevolmente il potenziale della Nazionale turca, sesta anche agli ultimi Mondiali dopo il tredicesimo posto dell’Europeo 2023.
Dietro di loro esiste poi una terza fascia che nessuna delle favorite potrà permettersi di sottovalutare. La Serbia conserva tradizione e fisicità, la Germania può ancora affidarsi all’esperienza e alla potenza di György Grozer insieme a Tobias Krick, mentre il Belgio ha in Ferre Reggers uno dei terminali offensivi attorno ai quali costruire la propria crescita. In VNL hanno chiuso rispettivamente undicesima, dodicesima e tredicesima: lontane dalle prime posizioni, ma potenzialmente pericolose nella singola partita.
La fotografia alla vigilia è dunque molto meno scontata di quanto suggerisca il terzetto iniziale. Italia, Polonia e Francia possiedono qualità, esperienza e abitudine alle medaglie per partire un passo davanti alle altre. Bulgaria e Slovenia sembrano però ormai abbastanza solide da poter bussare direttamente alla porta delle favorite, mentre Ucraina e Turchia rappresentano le due realtà emergenti più interessanti. E con Serbia, Germania e Belgio immediatamente dietro, questo Europeo sembra avere soprattutto una caratteristica: pochissime partite nelle quali una grande potrà permettersi di giocare al di sotto del proprio livello.
