Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Nuoto

Detti: “In mensa con Phelps alle Olimpiadi. Io e Paltrinieri non saremmo stati gli stessi l’uno senza l’altro”

Pubblicato

il

Gabriele Detti
Gabriele Detti Antonietta Baldassarre Insidefoto - DBM

Gabriele Detti è stato l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il nuotatore livornese, due volte medaglia di bronzo olimpica e oro mondiale a Budapest, si è raccontato a 360 gradi tra passato, presente e futuro, anche se da qualche giorno ha ufficialmente dato l’addio al nuoto.

Il classe 1994 ha iniziato il suo racconto dagli inizi:La prima volta in acqua ero quasi neonato, avevo 8 mesi. Non ho mai fatto altro che il nuoto, non c’è un altro sport che mi ha coinvolto. Mi piacciono tanti da guardare ma non li ho mai praticati”.

Si passa poi ad analizzare i momenti di svolta della sua carriera. “L‘oro nei 400 stile a 18 anni? Arrivavo dalle gare giovanili nelle quali avevo già fatto qualcosa di buono. Non so se quella vittoria mi ha dato la certezze che potevo fare bene in questo mondo, forse me ne sono reso conto quando mi hanno chiesto di trasferirmi a Ostia al centro federale nel 2011. Ero un ragazzino che viveva un sogno e veniva catapultato nel mondo dei grandi”.

Le Olimpiadi sono state momenti decisivi per la carriera di Detti:Ai Giochi era tutto splendido. Io da ragazzino mi sono trovato in mensa assieme a Phelps. Lo guardavo ammirato. Lo spirito olimpico è stato quello che mi sono portato dietro. Tutti gli atleti erano allo stesso livello, da Phelps agli altri”.

Ai Giochi di Rio sono arrivati due bronzi:Ai 200 metri della gara dei 400 ero ottavo. In quei momenti non c’è un pensiero fisso, provi a mantenerti concentrato sai che stai facendo quello. Peccato che non ci fossero gli 800 in quella edizione perchè forse io e Greg saremmo potuti salire sul podio. L’oro Mondiale di Budapest non so se superi l’oro olimpico. Una medaglia sì, ma l’oro no”.

Ben diversa, invece, la situazione a Tokyo: “Non stavo bene, ma l’ho scoperto troppo tardi. Avevo un virus notevole che mi ha rovinato i piani. Peccato, è andata così”.

Passiamo alle persone più fondamentali della sua carriera. Su tutte, ovviamente, Morini: “Oltre ad essere mio zio è stato qualcuno a cui devo moltissimo. Penso di essere stato con lui 12 anni, per cui è stato allenatore, secondo padre e molto altro. Avrà sempre un ringraziamento da parte mia. Ora che ho smesso è tornato di nuovo solo mio zio”.

Paltrinieri è stato ben più di un compagno di squadra per Detti: “Greg è stato importantissimo per me. Senza Paltrinieri non ci sarebbe stato Detti, ma penso che anche Paltrinieri non ci sarebbe stato senza Detti. Ci sentiamo spesso. Abbiamo fatto grandi cose insieme. Siamo stati due molto simili, ma anche molto diversi. Avevamo in comune una grande passione, ci siamo buttati nello stesso momento e abbiamo trovato quella alchimia giusta per rendere tutto più divertente. In camera di chiamata ero uno di quelli che parlava di più e che provava a smorzare la tensione”.

Dalle lunghe distanze alle acque libere? “Sinceramente mi è stato proposto, ma non ha mai fatto parte del mio percorso. Non era una cosa che mi interessava più di tanto. Quest’anno mi sono tolto il classico dente, ho provato e mi è piaciuto, ma non tanto da continuare con questa esperienza”.

Ora è arrivato il ritiro:Smetto in modo sereno e quando dico io. Ho detto che avevo un conto aperto con Parigi, ma non avevo certo l’idea di poterci essere agli Europei. Ci sono troppi giovani veloci. Non ci pensavo proprio. Il nuoto mi ha dato troppo per abbandonarlo totalmente. Spero di fare qualcosa anche tramite il Gruppo dell’Esercito in un’altra forma. Non so ancora quale però, non ho un progetto ben definito”. 

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI OA FOCUS

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
Pubblicità