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Ciclismo femminile, l’Italia ai raggi X per i Mondiali 2026: Longo Borghini capitana, diverse giovani interessanti
Si parte per puntare al massimo obiettivo. L’Italia del ciclismo femminile si presenta ai nastri di partenza della corsa in linea dei Mondiali su strada di Montreal con la voglia di recitare un ruolo da protagonista assoluta e provare a portare a casa almeno una medaglia. Elisa Longo Borghini sarà la capitana di una squadra che presenta diverse giovani interessanti.
Sì corre sabato 26 settembre, con orario d’inizio previsto alle 15:00, la Montreal-Montreal per decidere chi indosserà la maglia iridata dopo Magdeleine Vallieres, vincitrice dello scorso anno davanti alla neozelandese Niamh Fisher-Black e alla spagnola Mavi Garcia.
La rappresentativa tricolore viaggia sulle ali dell’entusiasmo dopo lo splendido oro conquistato nella staffetta mista. Elisa Longo Borghini, dopo aver sfatato il tabù della sua prima maglia iridata, sarà la punta di diamante di una squadra che cercherà di rendere la corsa dura per metterla in condizioni di giocarsi le proprie carte nel momento della verità.
Monica Trinca Colonel, reduce dall’oro a squadre, arriva alla gara individuale ulteriormente galvanizzata dopo una stagione che l’ha confermata come atleta di alto livello. L’atleta della Jayco sarà probabilmente deputata al ruolo di braccio destro per lanciare il capitano designato o, in subordine, sarà la seconda punta pronta a entrare in scena in base alle necessità della corsa.
Fondamentale per le ambizioni della fuoriclasse piemontese la presenza delle tre compagne di squadra Erica Magnaldi, Silvia Persico ed Eleonora Camilla Gasparrini. La veterana Magnaldi gestirà il compito di dettare l’andatura in gruppo e di ricucire su eventuali fughe, mentre Persico e Gasparrini saranno pronte a inserirsi in eventuali azioni per giocarsi le proprie carte anche nell’arrivo di gruppi ristretti.
Alle passiste Sara Casasola e Francesca Barale, la più giovane del gruppo, spetterà il compito di lavorare nella prima parte della corsa per tenere l’andatura elevata e impedire che eventuali fughe possano prendere il largo complicando così in maniera sensibile i piani studiati dalla squadra.
