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TennisUS Open

Carlos Alcaraz: “Il polso è libero dal dolore, è fantastico. Non so quanto lontano arriverò in questo torneo”

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Carlos Alcaraz
Carlos Alcaraz / LaPresse

Ritorno in campo in singolare con successo per lo spagnolo Carlos Alcaraz dopo l’infortunio al polso che lo ha tenuto lontano dai campi da Barcellona: il tennista iberico vince all’esordio agli US Open 2026 di tennis contro il russo Roman Safiullin, sconfitto con un 6-4 periodico, e poi in conferenza stampa può esprimere tutta la propria gioia non solo per l’affermazione, ma soprattutto per l’assenza di dolore al polso infortunato.

Le sensazioni dello spagnolo al ritorno in campo in singolare: “Ho cercato di godermi tutto il possibile e di non pensare ad altro. È facile dirlo, ma difficile farlo. Una volta che sei in campo e sei in un match ufficiale, in un primo turno, il tuo grande obiettivo è vincere. Non sai cosa accadrà durante il match dopo quasi quattro mesi e mezzo, come starà il tuo corpo, la tua mente, è tutto completamente diverso, ma ho cercato di giocare punto per punto, sentendomi bene, godendo di ogni punto e dell’affetto del pubblico. Spero che anche loro si siano divertiti. Dopo il match il mio corpo si sente fantastico. Sono molto felice di esserci riuscito“.

Alcaraz non ha accusato fastidio al polso: “Il polso è libero dal dolore, è fantastico. Non so come si sia visto dall’esterno, ma da dentro, la mia sensazione è che ho colpito la palla normalmente. Ho giocato normalmente, il mio stile di tennis: il braccio e il polso si sono sentiti benissimo. Certo che devo prendere delle precauzioni in questi giorni, prima delle partite, ma sono molto felice di sentirmi finalmente senza dolore al polso“.

Emozioni contrastanti prima di scendere in campo: “Sinceramente, oggi è stata una giornata complicata, ma allo stesso tempo molto bella. Ho iniziato la giornata in maniera molto nervosa. Pensavo in continuazione che ce l’avrei fatta, che finalmente sarei tornato a competere. Avevo più nervi del solito, ma ero felice perché il mio obiettivo qui è competere, godermela e vedere come reagiva il mio corpo alla competizione. Non so quanto lontano arriverò in questo torneo. Non sapevo se avrei perso questo match, se sarei arrivato al secondo turno, alla finale, non so quanto lontano arriverò“.

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