Formula 1GP Italia
F1, il Mondiale cambierà musica da Monza? Da due anni la seconda metà di stagione è ben diversa dalla prima
Il Gran Premio d’Italia sarà il tredicesimo del Mondiale 2026 di F1. Al riguardo, è interessante notare come il campionato disputato sinora possa essere diviso in due metà ben distinte. Due segmenti completamente diversi per andamento e valori in campo. Difatti i primi sei GP hanno seguito uno spartito preciso, i successivi sei hanno cambiato musica.
La partenza è stata tutta a tinte nero-argentante, dominata in lungo e in largo dalla Mercedes (unica vettura in grado di primeggiare). Anzi, a essere precisi, dominata in lungo e in largo da Kimi Antonelli. Il pilota italiano ha vinto cinque di quei sei appuntamenti, “facendo la differenza” nel senso più letterale dell’espressione, rispetto a tutti gli avversari. Difatti, dopo Montecarlo, la classifica generale recitava Antonelli 156, Hamilton 90, Russell 88, Leclerc 75, Norris e Piastri 58, Verstappen 43.
Poi lo spartito è diventato molto diverso. Dall’assolo di un solista si è passati a un coro. Cinque piloti differenti si sono imposti nei sei GP successivi a quello di Monaco. Soprattutto, i team capaci di trionfare sono diventati tre. Alla Mercedes si sono affiancate Ferrari e McLaren, che hanno conquistato due affermazioni a testa. La situazione è rispecchiata dalla classifica costruttori. Da Melbourne a Montecarlo Mercedes ha marcato 244 punti, Ferrari 165 e McLaren 116. Dal Principato a Zandvoort, il conto dice Mercedes 181, Ferrari 173, McLaren 147.
Per quanto concerne i piloti? Ebbene, se consideriamo i GP dal Canada all’Olanda abbiamo Norris 101, Russell 95, Hamilton 93, Antonelli 86, Leclerc 80, Verstappen 69, Piastri 46. Dunque, c’è equilibrio, quasi un ex aequo di massa. I tre britannici sono racchiusi in 8 punti, un’inezia, con il Campione in carica ad aver scavalcato tutti nell’arco di de gare. Antonelli è “solo” quarto, ma ad appena 15 lunghezze da chi ha marcato più punti. Attenzione, quando si parla di “campione statistico ridotto” bisogna sempre prendere i valori con le pinze. Gli archi temporali brevi possono indicare una tendenza, non necessariamente i valori in campo.
Si scoprirebbe l’acqua calda nel dire che il Mondiale è cambiato e la supremazia Mercedes è svanita. Tuttavia, il dato che può essere evinto è che, comunque, Antonelli si sta difendendo egregiamente. Inoltre, nonostante non siano più potenze egemoni, le Frecce d’Argento hanno marcato più punti delle Rosse e delle monoposto color papaya anche nel secondo quarto del Mondiale, dimostrando di non essere affatto in crisi, come qualcuno dice e qualcun altro vuole far credere.
Ora sarà interessante capire lo sviluppo della stagione, soprattutto considerando come sia il 2024 che il 2025 abbiano cambiato volto. Due anni orsono, la supremazia iniziale di Max Verstappen e della Red Bull venne meno, però l’olandese seppe difendere la leadership guadagnata in partenza anche in virtù dell’assenza di un rivale dotato della sua stessa continuità. Il concetto del Divide et Impera favorì Super Max nella conquista del suo quarto iride. La dinamica è, più o meno, la stessa che sta seguendo questo 2026 (ancora però a metà del guado).
Viceversa, lo scorso anno, fu proprio Verstappen a crescere di rendimento da Monza in poi e, grazie alle sue performance, mise seriamente in discussione la conquista del titolo da parte di un pilota McLaren (al riguardo, Piastri crollò, ma alla distanza emerse Norris). Dunque una difesa strenua del leader nonostante le difficoltà della Red Bull nel 2024, un solo protagonista rimontante nel 2025, arrivato a un soffio dal compiere un clamoroso ribaltone.
Chissà che da Monza 2026, come accaduto nel 2024 e nel 2025, lo spartito del Mondiale non cambi. Quest’anno però abbiamo già ascoltato due musiche diverse. Avremo una terza melodia, totalmente differente, con un nuovo solista? Si proseguirà con il coro cominciato a Montreal? Oppure chi ha rubato la scena nelle prime sei gare, tornerà protagonista assoluto? Rebus sic stantibus ogni ipotesi vale il suo contrario.
L’unica certezza è che l’attesa attorno al Gran Premio d’Italia è elevata non solo per il derby tricolore fra Antonelli e la Ferrari, o per la contesa iridata. Il risultato immediato, quello del weekend in sé, potrà anche essere il segnale di un nuovo cambiamento di un Mondiale ancora tutto da scrivere. O da ascoltare, vista la metafora musicale. Con un’ultima, doverosa postilla. L’autodromo di Monza ha delle caratteristiche uniche, con tutti gli annessi e connessi del caso… Alla pista la risposta, lunedì 7 settembre si tireranno le somme.
