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Bryan Shelton: “Ben ha imparato a reagire”. E svela il retroscena con Rafael Nadal

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Ben Shelton
Ben Shelton / LaPresse

Per arrivare a giocarsi una finale Slam non basta soltanto il talento. Serve anche la capacità di gestire ciò che accade prima, soprattutto quando il risultato ottenuto rischia di diventare un ostacolo mentale. È questa la lezione che Ben Shelton sembra aver fatto propria nel percorso che lo ha portato alla prima finale Slam della carriera agli US Open.

A raccontare quanto sia cambiato l’atteggiamento del figlio nel corso della stagione è stato Bryan Shelton, che in conferenza stampa ha ricordato un episodio apparentemente lontano dal palcoscenico di Flushing Meadows, ma particolarmente significativo. Dopo il titolo conquistato a Montreal, Ben aveva infatti incassato una sorprendente eliminazione al primo turno del Masters 1000 di Cincinnati contro Jaime Faria.

Una battuta d’arresto arrivata proprio nel momento in cui avrebbe dovuto confermare quanto fatto la settimana precedente. Secondo Bryan, quella sconfitta ha rappresentato una delle esperienze più istruttive dell’anno.

Penso che si impari dalle proprie esperienze. Per lui è stata una brutta esperienza, ma c’è anche un lato positivo. Ha vinto a Montreal, poi è andato a Cincinnati e gli abbiamo detto che quella sarebbe stata la giornata più difficile da affrontare: giocare il primo turno dopo aver vinto un titolo. Sono pochissimi i giocatori che riescono a vivere una situazione del genere e poi disputano un altro buon torneo la settimana successiva. Lui non ci è riuscito e ha perso subito al primo turno“, ha spiegato.

Proprio dopo quella partita è arrivato anche un confronto particolare. Bryan ha raccontato di aver parlato con Rafael Nadal pochi giorni dopo la sconfitta e di aver condiviso con lui una riflessione che Ben avrebbe poi fatto propria. Il punto non era soltanto imparare a reagire a una sconfitta, ma comprendere come gestire anche le conseguenze di una grande vittoria.

Ricordo di aver parlato con Rafa un paio di giorni dopo quella partita. Gli ha detto che devi essere in grado di superare il primo turno, avere un giorno di riposo e poi riuscire a ritrovare il tuo miglior tennis la settimana successiva. Per Ben è stata una lezione: bisogna essere capaci di reagire quando accadono cose positive, così come bisogna saper reagire quando arrivano le difficoltà o i momenti complicati“, ha aggiunto Bryan.

È un passaggio che aiuta a leggere sotto una luce diversa anche il cammino di Shelton a New York. Il giovane americano ha dovuto affrontare infatti una situazione simile dopo il successo contro Carlos Alcaraz, una vittoria destinata inevitabilmente ad attirare attenzioni, aspettative e pressioni. Il rischio, ancora una volta, era quello di vivere il risultato raggiunto anziché concentrarsi immediatamente sull’obiettivo successivo.

Abbiamo parlato della sua vittoria contro Carlos Alcaraz e di quanto sarebbe stato importante reagire, perché questa sera sarebbe stato ancora più difficile farlo dopo quel successo. Molte persone, infatti, dopo aver ottenuto qualcosa di importante vogliono riposarsi e festeggiare. Noi gli abbiamo ripetuto: ‘Non festeggiare finché non hai fatto il passo successivo’. Devi vincere la partita successiva, consolidare quanto hai fatto e magari la settimana dopo potremo finalmente festeggiare un po’“, le sue parole in conferenza stampa.

La trasformazione di Ben, dunque, non riguarda soltanto il tennis espresso sul campo. Bryan Shelton individua soprattutto una crescita nella gestione dei momenti e nella capacità di non lasciarsi condizionare dal risultato appena ottenuto. Un aspetto decisivo per un giocatore che, a New York, si trova ora davanti all’appuntamento più importante della propria giovane carriera. “Ben è cresciuto nella giusta direzione nel corso di quest’anno“, ha concluso Bryan.

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