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Basket

Basket femminile: USA ancora Mondiali. La Francia parte forte, ma si spegne

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Breanna Stewart
Breanna Stewart / fiba.basketball

Gli USA sono ancora Campioni del Mondo. Il trono del basket femminile è sempre a stelle e strisce, dopo una finale che, pur ricca di motivi d’interesse, finisce allo stesso modo per la quinta edizione consecutiva, cioè con il successo americano. Punteggio finale di 97-79 contro una Francia davvero indomita, che va  avanti anche di 14 punti, ma che finisce poi travolta dall’energia degli States, trascinati da un terzo quarto da 30 punti e dall’accoppiata Breanna Stewart-Jackie Young. Gabby Williams, in casa transalpina, realizza 16 punti nei primi due quarti, salvo poi non segnare più successivamente fino a 1’49” dal termine. La top scorer francese è Dominique Malonga a quota 21, larga parte dei quali però a match chiuso.

Si comincia con un pubblico nettamente a schieramento francese (anche perché i transalpini sono a migliaia), ma i primi due liberi li segna Stewart, con pareggio immediato di Williams in entrata. Poi Lacan sfrutta un buco difensivo USA, ci si butta ed è 2-4 Francia. Badiane firma il 2-6, poi emergono Gray, Stewart e Young ed è 9-6, prontamente pareggiato dalla tripla di Salaun. Stewart e Gray provano di nuovo, allora, a prendere per mano gli States, e così già dopo 5′ il punteggio è 13-10. Dal 15-10 arrivano la tripla di Williams e una visione onirica di Johannes per l’appoggio di Malonga: pari. Ed è poi lei stessa, da tre, a siglare il 17-18 transalpino. Poi, per un po’, il punteggio resta fermo lì, fino ai due liberi di Malonga entrando nell’ultimo minuto. E 17-20 è anche il punteggio con il quale si chiude il primo quarto.

Si riparte con Reese che regala tre liberi a Leite, che li mette tutti: 17-23. Poi arriva la tripla di Ayayi e la Francia vola sul +9, che diventa +11 con il tiro dalla media in allontanamento di Leite. A quel punto è obbligato il timeout di Kara Lawson, che non serve a nulla vista la tripla di Williams del 17-31. Young da tre e poi Stewart cercano di far ripartire le americane, e nei fatti in un minuto e mezzo il divario si riduce di oltre la metà con le loro iniziative: 27-33 e stavolta il timeout lo chiama Toupané. Chi esce bene dal timeout è Williams: tripla, 27-36. Gli USA, però, in qualche modo riescono a tenersi nelle vicinanze e, anzi, arriva anche il -4 (35-39) con l’appoggio di Boston a 3’15” dall’intervallo. Poi Williams scherza mezza difesa a stelle e strisce prendendo la linea di fondo per il nuovo +6 Francia. Young risponde per il -4 USA, poi è di Gray al limite dei 24 il -3 (39-42), prima della tripla dall’angolo di Salaun per il 39-45. Con 6″7 sul cronometro, dalla rimessa, gli States costruiscono benissimo il tiro da tre di Clark che manda tutte al riposo sul 43-45.

Si riparte e subito Stewart colpisce per il pareggio, quindi Collier raccoglie palla tra tre francesi e firma il vantaggio USA: 47-45. Stewart e Copper spingono ancora sull’acceleratore, dando cinque punti di vantaggio alle americane con la Francia che, in tre minuti, fa pochissimo in attacco. Dopo altri due con l’eurostep di Young c’è il timeout da parte di Toupané con il punteggio che è sul 54-47. Ayayi, di forza fisica, rimette in moto le transalpine, solo che pian piano gli USA cercano di scavare nuovamente il solco (Young da tre, 58-51). Si crea un momento nel quale nessuna delle due squadre esprime il miglior basket, il che rende il terzo quarto un’esperienza cestisticamente meno brillante rispetto agli altri due. Tutto, però, a vantaggio degli States, che siglano il massimo vantaggio con Copper in entrata per il +9 (62-53), che diventa 64-54 con il tiro in allontanamento di Collier e 66-54 con Howard che ruba palla e scappa in transizione. Johannes perde lucidità e palloni in quantità, poi commette anche un antisportivo su Copper mentre la numero 7 USA tenta l’entrata con tanto di manata sul volto, peraltro dopo che c’è stato un fallo precedente di Malonga. In un lampo gli States si ritrovano sul 71-54, poi Touré al limite dei 24 riduce le distanze, ma a quel punto Clark sigla il 73-57 a 10′ dal termine.

A questo punto l’ultimo periodo diventa più che altro un fatto di ordinaria gestione per la squadra americana, che supera nel giro di meno di tre minuti la quota dei 20 punti di vantaggio (80-59). Ormai anche sugli spalti si è capito come andrà a finire, con il vantaggio che sistematicamente aumenta e la Francia che di segnare non ne vuole praticamente più sapere. Sull’86-59 Malonga rimette qualche punto sul tabellino transalpino, ma, come si suol dire, i buoi sono abbondantemente scappati. Risulta comunque lodevole il suo tentativo di ridurre un divario fin troppo ampio rispetto alle effettive capacità dei due roster, mentre Toupané, a poco più di 1′ dalla fine, concede la standing ovation dei francesi a Williams, autrice di un torneo al limite della quota MVP. Finisce con il paradosso del pubblico transalpino che offre due diversi tributi alle sue giocatrici: chi canta la Marsigliese, chi canta Allez les Bleues mentre sono gli USA a trionfare per 97-79.

USA-FRANCIA 97-79.

USA – Bueckers, Citron, Howard 2, Copper* 15, Gray* 12, Iriafen, Stewart* 22, Collier* 6, Clark 12, Young* 18, Boston 7, Reese 3. All. Lawson

FRANCIA – Leite 5, Ayayi* 8, Salaun* 7, Malonga 21, Williams* 20, Badiane* 7, Johannes 5, Touré 3, Gueye, Bernies, Lacan* 2, Astier 1. All. Toupané

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